mercoledì 6 ottobre 2010

Castagne al lardo

“…..nelle montagne dove si raccoglie poco grano, si seccano le castagne su grate al fumo e poi si mondano e se ne fa farina che valentemente supplisce per farne pane.”
L’erbario novo” di Castore Durante  (XVI° sec.)

Nelle dolci colline troviamo tutto il fascino dei castagneti, e in autunno, un tripudio di colori dalle calde tonalità rosso-aranciate che in inverno lasciano il posto allo splendore del bianco. I rami degli alberi si spogliano e rendono il paesaggio fatato, simile a un quadro di Dalì, permeato da un indefinibile mistero. Non sono solo belli da vedere questi castagneti, ma hanno sfamato intere generazioni e, nel corso degli anni, si è creata una vera e propria civiltà che ha prodotto tradizioni, sviluppato usi, tecniche agrarie e lavori fortemente legati a quest’albero.

Il castagno o “albero del pane” come fu definito da Senofonte nel IV secolo a.C. è originario dell’Asia Minore e della Grecia: si diffuse in Italia grazie agli Etruschi e cresce spontaneamente nella fascia climatica del Mediterraneo, dalla Turchia ai Balcani, alla penisola Iberica, sulle coste del Magreb, dall’Italia alla Francia. Furono gli ellenici i primi a sviluppare la coltivazione e a selezionare le varietà di castagne pur considerandole inizialmente come una sorta di ghianda. Utilizzavano questo nutriente frutto per preparate le pietanze più disparate, come il pane nero di Sparta, sfarinate, minestre. Greci, Ebrei e Fenici con i loro commerci le diffusero in tutto il bacino Mediterraneo.



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Ingredienti per 4 persone

500 gr di castagne
100 gr di miele d'acacia
2 etti di lardo d'Arnad
2 foglie d'alloro 

Procedimento 

Fate bollire le castagne per 30-35 minuti (a seconda delle dimensioni) nell'acqua con le foglie di alloro, spelatele (da tiepide è più facile). e mettetele nel miele.
Disponete le fettine di lardo sul piatto e adagiate le castagne con il miele.
Accompagnate con fette di pane toscano (senza sale) tostate.
Buon appetito!




 

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