domenica 30 luglio 2017

Insalatina internazionale ai frutti di bosco

Una fresca insalata che unisce ai prodotti italiani un tocco di internazionalità con i semi di Chia, le bacche di Goji e la Feta.
I semi di Chia sono ricavati dalla Salvia hispanica diffusa nel Centro e Sud America. Cresce spontaneamente in Bolivia e in Messico.
Hanno notevoli proprietà nutrizionali, sono ricchi di calcio e contengono un discrteo quantitativo di acidi grassi essenziali omega3 e omega6.
Le civiltà precolombiane dell’America Centrale e Meridionale e li Atzechi li consumavano insieme al mais, ai fagioli e all’amaranto.
Furono i conquistadores ad introdurre la chia in Europa, ma, nonostante crescesse facilmente sotto il sole spagnolo, essa fu presto dimneticta a favore di altri prodotti provenienti dalle Americhe.
Nell’ottobre del 2009 i semi di Chia sono stati ammessi nel mercato europeo come ingrediente alimentare.
Le bacche di Goji sono frutti di una pianta originaria degli altopiani asiatici del Tibet, Cina e Mongolia. Sono piccoli frutti rossi ricchissimi di vitamine , sali minerali e aminoacidi



LE IMMAGINI E I TESTI PUBBLICATI IN QUESTO SITO SONO DI PROPRIETA’ DELL’AUTORE E SONO PROTETTI DALLA LEGGE SUL DIRITTO D’AUTORE N. 633/1941 E SUCCESSIVE MODIFICHE. COPYRIGHT © 2010-2050. TUTTI I DIRITTI RISERVATI A IL POMODORO ROSSO DI MARIA ANTONIETTA GRASSI. VIETATA LA RIPRODUZIONE, ANCHE PARZIALE, DI TESTI O FOTO, SENZA AUTORIZZAZIONE.
Ingredienti per 4 persone

150 gr di insalata mista (misticanza)
100 gr di lamponi
100 gr di mirtilli
100 gr di semi di Chia
100 gr di bacche di Goji secche
3 kiwi
150 gr di Feta
1 limone (succo)
Olio extravergine d’oliva q.b.
Sale q.b.

Procedimento

Lavate e sgrondate l’insalata.
Lavate e asciugate delicatamente i frutti di bosco.
Sbucciate i kiwi e tagliateli a fettine.
Tagliate a cubetti la feta.
Mettete tutti gli ingredienti più le bacche di Goji e i semi di Chia in un’insalatiera.
Preparate una vinaigrette unendo il succo di limone a 5 cucchiai d’olio extravergine d’oliva e al sale.
Condite l’insalata con l’emulsione e servite.

Questa ricetta è stata pubblicata domenica 30 luglio 2017, per la rubrica “Aspettando Nergi”,  la famiglia dei frutti di bosco di cui fa parte Nergi  sui seguenti giornali  on line :
La domenica “Aspettando Nergi” vi regala un doppio #piacere! Dal piacere dell’agricoltura con le voci dei Nergicoltori al piacere della cucina, con una ricetta estiva a base di piccoli frutti dal tocco internazionale.
Grazie a tutte le Redazioni e un ringraziamento particolare a Renata Cantamessa.



mercoledì 26 luglio 2017

Salvia in tempura

Il nome “salvia” deriva dal latino salvus (intatto, salvo) e riassume la caratteristica più importante di questa pianta che già gli antichi Greci usavano per le proprietà curative, considerandola una panacea,  regolatrice di tutte le funzioni.
I Romani la consideravano una pianta sacra, i Cinesi ritenevano che fosse in grado di regalare la longevità e nel Medioevo, nella medicina popolare veniva usata come cicatrizzante sulle ferite e piaghe da rimarginare.
L’uso della salvia può essere utilissimo (gargarismi e risciacqui) nelle infiammazioni della bocca e della faringe.
Per uso interno, fin dall’antichità l’infuso di salvia viene impiegato nelle affezioni dell’apparato respiratorio, come digestivo o per combattere la ritenzione idrica.
Fonte: Coltiviamo la salute di Ciro Vestita ed. Giunti

Adoro la salvia e nell’orto della mia casa di campagna ne ho una bellissima pianta come potete vedere dalla foto. Le foglie sono molto grandi e bellissime, ideali per farle fritte o per preparare i saltimbocca.





LE IMMAGINI E I TESTI PUBBLICATI IN QUESTO SITO SONO DI PROPRIETA' DELL'AUTORE E SONO PROTETTI DALLA LEGGE SUL DIRITTO D'AUTORE N. 633/1941 E SUCCESSIVE MODIFICHE. COPYRIGHT © 2010-2050 TUTTI I DIRITTI RISERVATI A IL POMODORO ROSSO DI MARIA ANTONIETTA GRASSI


Ingredienti per 4 persone

30 foglie di salvia
100 gr di farina 00
200 ml di acqua freddissima gasata
Un pizzico di bicarbonato
Olio extravergine d’oliva q.b.
Sale fino q.b.

Procedimento

Lavate bene e delicatamente la salvia, togliete le foglie e asciugatele con carta da cucina.
Mettete la farina e il bicarbonato in una ciotola, salate appena e aggiungete l’acqua freddissima poco alla volta e rimestando con una frusta per evitare la formazione di grumi.


Quando la pastella risulterà omogenea intingete le foglie di salvia una ad una, girandole da entrambi i lati in modo che la pastella aderisca bene a tutta la foglia, immergetele nell’olio bollente (150/170 °C), poche alla volta e fatele dorare.
Toglietele con una schiumarola e mettetele su della carta da cucina per eliminare l’unto in eccesso, salate e servite subito.




Il bicarbonato serve per far lievitare un pochino la pastella rendendola più croccante, ma potete usare anche della birra freddissima al posto dell’acqua e del bicarbonato perché contiene già dei lieviti.

domenica 23 luglio 2017

Rondelle di mortadella e robiola

La mortadella di Bologna è la più celebre delle mortadelle prodotte in Italia ed è protetta dal marchio IGP (Indicazione di Origine Protetta). Si ricava da un misto di pregiate carni suine, cotenne tritate finemente, mescolate con grasso a cubetti, con l’aggiunta di una vasta gamma di ingredienti ed aromi. Dalla cottura di queste carni ne risulta un insaccato dal sapore pieno e ben equilibrato. La mortadella Bologna emana un profumo particolare e aromatico e il suo gusto è tipico e delicato, il colore rosa intenso.
La Mortadella Fetta d’Oro   che ho utilizzato per questa ricetta è prodotta dalla Cooperativa CLAI.
 CLAI (Cooperativa Lavoratori Agricoli Imolesi) è una Cooperativa agricola che opera nell’agroalimentare sia nel settore dei salumi, con una particolare specializzazione nel segmento del salame, che in quello delle carni fresche bovine e suine.
L’azienda opera principalmente in due stabilimenti: a Sasso Morelli di Imola (BO) dedicato alla produzione dei salumi e a Faenza (RA) dove si effettuano macellazione e sezionamento dei bovini e dei suini, adottando le procedure operative più avanzate per assicurare il benessere animale e alti standard di qualità nel sistema di trasformazione e lavorazione.
I prodotti dell’azienda sono presenti in tutti i canali di vendita e in tutte le regioni Italiane.
Negli ultimi anni 
CLAI ha sviluppato la sua presenza all’estero soprattutto nel comparto dei salumi. Fanno parte della cooperativa 283 soci, formati sia da soci allevatori che conferiscono il bestiame, che da soci lavoratori che svolgono la loro attività nei vari settori dell’impresa.
Nella preparazione dei salumi vengono utilizzate solo carni italiane, puro suino, sale iodato.
Non sono presenti il glutine  e i derivati del latte.
La filiera è controllata e certificata ed infine hanno ottenuto la certificazione iso 1400 per il rispetto per l’ambiente.
Come cooperativa agricola aderente a Fedagri Confcooperative hanno da tempo aderito al progetto “QUI DA NOI” che ha come obbiettivo la valorizzazione delle produzioni agricole nazionali.




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Ingredienti per 4 persone:

150 gr di Mortadella Fetta d’Oro tagliata a fette sottili
150 gr di robiola morbida
100 gr di cetrioli sottaceto
2 uova
100 gr di Parmigiano Reggiano grattugiato
2 cucchiai di olio extravergine d’oliva
Sale q.b.

Procedimento
Fate rassodare le uova per 10 minuti a partire dall’ebollizione poi passatele sotto l’acqua fredda corrente (servirà a facilitare la rimozione del guscio).
Tritate le uova sode e i cetriolini.
Con i rebbi di una forchetta lavorate la robiola unendo l’olio fino a renderla omogenea e cremosa, unite il trito di uova e cetriolini, salate e amalgamate.
Spalmate parte del composto sulle fette di mortadella poi arrotolatele e tagliatele a rondelle.
Mettete in frigorifero per un’ora.
Potete servirle accompagnandole con un’insalata mista o un’insalata di patate e prezzemolo.

Per info e acquisti
Clai S.c.a.
Via Gambellara  62/a
Sasso Morelli
Imola (BO)

www.clai.it

giovedì 20 luglio 2017

Pesche nettarine, lattuga e fiocco di prosciutto

Il Fiocco e la Culatta sono salumi tipici emiliani, di lunga tradizione che si producono partendo dall’accurata selezione delle cosce dei suini pesanti della Pianura Padana, esclusivamente nati e allevati in Italia. Dalle cosce utilizzate si ricava un primo taglio, che è la Culatta e poi il Fiocco. La lunga stagionatura, caratteristica di entrambi, ne determina un profumo molto intenso, un gusto incredibilmente dolce ed una persistente e delicata piacevolezza al palato.
Il Fiocco di prosciutto che ho utilizzato per questa ricetta è prodotto dalla Cooperativa CLAI.
Nella preparazione dei salumi vengono utilizzate solo carni italiane, puro suino, sale iodato.
Non sono presenti il glutine  e i derivati del latte.
La filiera è controllata e certificata ed infine hanno ottenuto la certificazione iso 1400 per il rispetto per l’ambiente.
Come cooperativa agricola aderente a Fedagri Confcooperative hanno da tempo aderito al progetto “QUI DA NOI” che ha come obbiettivo la valorizzazione delle produzioni agricole nazionali.



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Ingredienti per 4 persone:



Un cespo di lattuga
4 nettarine
150 gr di fagiolini
1 cucchiaio di semi di lino e semi di sesamo
Succo di limone
Olio extravergine d’oliva
Sale q.b.

Procedimento

Lavate e sgrondate la lattuga.
Mondate i fagiolini, lavateli e cuoceteli al dente in acqua bollente leggermente salata per 10 minuti.
Lavate le pesche senza sbucciarle, apritele  a metà, eliminate il nocciolo e tagliatele a spicchi sottili.
In una ciotolina emulsionate due cucchiai di succo di limone con 3 cucchiai d’olio.
Dividete la lattuga in 4 piatti o coppette individuali, distribuite su di ognuno i fagiolini, gli spicchi di pesca, cospargete con i semi, completate con le fettine di prosciutto spezzettate, regolate di sale, irrorate con l’emulsione e servite subito.


  
Per info e acquisti
Clai S.c.a.
Via Gambellara  62/a
Sasso Morelli
Imola (BO)
tel. +39  054255711
fax +39 054255777

domenica 16 luglio 2017

Insalata di Barba di Frate (Agretti)

Il consumo di frutta e verdura è indicato da tutti i dietologi come ottimale per mantenerci in salute o per ritrovarla dopo qualche malattia, personalmente io non potrei farne a meno. Per cui, quando sono stata contattata per dare il mio contributo a Fruit24 non ho esitato ad accettare.
Questo lodevole progetto, a cui collaboro, promosso da Apo-Conerpo e co-finanziato dall’Unione Europea e dal Ministero delle Politiche Agricole, alimentari e Forestali(MIPAAF) si propone di diffondere e consolidare uno stile di vita e di consumo improntato al benessere diffondendo l’importanza di un’alimentazione ricca di verdura e frutta da consumare a qualsiasi ora con piatti semplici, dolci o salati, snack e spuntini; non a caso il motto dell’iniziativa è “E’sempre l’ora di frutta e verdura.
Questa  ricetta è dedicata alle ORE 13- PRANZO IN TECNICOLOR, #fruit24. 


La potete trovare anche sul sito di Fruit24 cliccando qui  





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Ingredienti per 4 persone:
1  mazzo di barba di frate
2 patate rosse piccole
20 pomodori secchi sottolio
150 gr di Pecorino Sardo D.O.P. Dolce
Olio extravergine d’oliva q.b.
Succo di limone q.b.
Sale q.b.



Procedimento
Fate cuocere le patate in acqua calcolando 30 minuti di cottura a partire dall’ebollizione.
Scolatele, lasciatele raffreddare poi tagliatele a fettine o a cubetti se preferite.
Pulite gli agretti eliminando la radice rossastra e un pezzettino del gambo se troppo legnoso. Lavateli bene e immergeteli nell’acqua leggermente salata e in ebollizione. Fate cuocere per 5 minuti, scolate.
Tagliate a pezzetti i pomodori secchi e a cubetti il formaggio.
Mettete gli agretti in una ciotola, unite le patate, i pomodorini e il formaggio, salate,irrorate con un del succo di limone (la quantità a vostro piacimento) e con abbondante olio extravergine, mischiate e servite.
Se preferite qualcosa di più coreografico servite come nella foto in singoli piatti.





Calamari in umido con i peperoni

Il calamaro appartiene alla famiglia dei molluschi e lo troviamo nel mar Mediterraneo e nell’Atlantico Orientale. Possiede un corpo allungato e fusiforme, con due pinne apicali e testa con tentacoli, ventose, occhi e bocca. Nell’interno del corpo troviamo la conchiglia cornea (una lisca trasparente a forma di lancia) e gli organi interni. Il colore è rossiccio - rosato, con sfumature brune. Le dimensioni variano fra i 15 e i 30 cm. Le sue carni sono delicate e saporite. Assomiglia molto al totano da cui si differenzia per la posizione delle pinne apicali: nel totano sono corte e partono dall’estremità del corpo, nel calamaro sono inserite più in alto e occupano metà corpo. Lo possiamo trovare tutto l’anno sia fresco sia surgelato. Possiede poche calorie (68 kcal per 100 gr), ma è ricco di sali minerali quali magnesio, fosforo, potassio, sodio, calcio e vitamina A, contiene pochi grassi e un buon quantitativo di proteine. Una caratteristica tipica di questo mollusco e lo spruzzo di liquido nero che rilascia se disturbato.





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Ingredienti per 4 persone:
 kg di calamari
3 cipolle
2 spicchi d’aglio
4 pomodori a grappolo
1 peperone giallo
1 cucchiaio di semi di coriandolo
Vino bianco secco q.b.
1 limone
Una decina di rametti di prezzemolo
4 cucchiai d’olio extravergine d’oliva
Sale e pepe q.b.

Procedimento

 PULIZIA DEI CALAMARI

La prima cosa da fare è pulire i calamari, procedete quindi in questo modo:

Staccate i tentacoli dal corpo (sacca).
Asportate le interiora e la penna cartilaginosa trasparente infilando un dito nella sacca.
Se non vi piace la pelle, eliminatela insieme con le pinne laterali.
Passate poi alla pulizia della testa dei calamari:
Tagliate appena al di sotto degli occhi. Gettate la parte sovrastante e tenete i tentacoli.
Eliminate dai tentacoli il becco (rostro), posto al centro e scartatelo.
Terminata la pulizia, lavate bene, sotto l’acqua corrente, le sacche e i tentacoli.
Tagliate le sacche ad anelli.
Tritate finemente una cipolla, uno spicchio d’aglio, la scorza del limone (solo la parte gialla e non l’albedo che darebbe un gusto amaro), e il prezzemolo. Schiacciate i semi di coriandolo.


Mettete tutto in una ciotola, aggiungete un cucchiaio d’olio e i calamaretti. Mescolate e coprite con il vino bianco, aggiungete un po’ di pepe e  lasciate macerare per un’ora.
Nel frattempo pelati i pomodori, scartate i semi e tagliateli a pezzi, lavate il peperone, dividetelo a falde, eliminate semi e filamenti  e tagliatelo a dadi.



Pulite le rimanenti cipolle e lo spicchio d’aglio e tritate il tutto.
Scaldate tre cucchiai  d’olio in una padella, unite il trito di cipolle e aglio e fate rosolare per un paio di minuti, unite i calamari sgocciolati dalla marinata,


fateli rosolare per 5 minuti, poi unite i peperoni e i pomodori e lasciate cuocere per altri 5 minuti.



Versate la marinata e cuocete per 20 minuti ( se è il caso lasciate cuocere ancora qualche minuto).
Versate su un piatto da portata e servite.




mercoledì 12 luglio 2017

Melanzane bianche al funghetto

D’origine americana, la piante della melanzana, appartiene alla famiglia delle Solanaceae. Al suo arrivo in Europa, fu accolta con sospetto e considerata solo una pianta ornamentale. E’ fondamentale mangiarla cotta, perché contiene solanina che è un alcaloide tossico che viene distrutto dal calore, esattamente come le patate. Esistono numerose varietà di melanzane, con forme e colori diversi.  La melanzana bianca  ha un’origine incerta  probabilmente è giunta fino a noi  dalla Turchia.  E’ ovale con una buccia lucente e liscia, di piccole dimensioni e dal caratteristico colore bianco. Più dolce e tenere rispetto alle varietà viola e ben acquistarla non troppo grande perché la sottile buccia si ispessisce e il gusto diventa amarognolo.
Questo gustosissimo e versatile ortaggio è ricco di fibre e sali minerali, ha un basso indice glicemico e per questi motivi è particolarmente indicato il suo consumo ai diabetici.
L’infuso di melanzana, ottenuto tagliandola a pezzetti e facendola bollire in acqua, abbassa la pressione arteriosa.
Quelle che ho utilizzato per questa ricetta arrivano dal mio orto, ma ormai si trovano anche nei supermercati e nei mercati.
Ovviamente potete replicare questa ricetta con le melanzane viola nel caso non trovaste quelle bianche.



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Ingredienti per 4 persone:

2 melanzane bianche
un mazzetto di prezzemolo
un cucchiaio di pasta d’acciughe o tre acciughe sottolio
1 spicchio d’aglio
1 cucchiaio di capperi sotto sale
1 cucchiaino d’aceto
Olio extravergine q.b.
Sale q.b.





Procedimento
Dissalate i capperi.
Lavate e sgrondate il prezzemolo, tritatelo con l’aglio e  i capperi,unite le acciughe precedentemente lavate, dissalate e tritate oppure un cucchiaio di pasta d’acciughe.
Aggiungete l’aceto e l’olio, amalgamate.
Ovviamente non utilizzerete tutto il bagnetto , ma chiuso in vasetto ermetico e coperto con un velo d’olio si mantieni in frigorifero per diversi giorni  e lo potete utilizzare per diverse preparazioni . E’ ottimo da gustare con il bollito, con il pesce, nei sughi rossi, nelle verdure cotte  ecc.
Pulite e tagliate a tocchetti le melanzane.


Scaldate  4 cucchiai d’olio  in una padella , aggiungete i tocchetti di melanzane, salate e fate soffriggere per una decina di minuti, girandole spesso.
Unite due cucchiai di bagnetto verde, lasciate cuocere ancora per 2 o tre minuti.
Potete servire sia tiepido sia caldo o addirittura freddo.