lunedì 28 dicembre 2020

Finocchi gratinati al forno

Croccante e piacevolmente profumato, il finocchio è forse uno degli ortaggi
più presenti sulle tavole dell’area del Mediterraneo.
Il clima migliore per la sua coltivazione è temperato, ma più tendente al caldo che al freddo. In Italia si coltiva più o meno ovunque, soprattutto al Centro e al Sud, dove viene molto usato a fine pasto, per favorire la digestione.
Esiste anche una varietà di finocchio selvatico.
Questo ortaggio è noto soprattutto per le sue proprietà digestive; ma è amico di tutto l’apparato gastrointestinale. Ha infatti la capacità di evitare la formazione di gas intestinali e contiene anetolo, una sostanza in grado di agire sulle dolorose contrazioni addominali.
Il finocchio ha, inoltre, proprietà depurative, in particolare a carico del fegato e del sangue. Ha, inoltre, potere antinfiammatorio.
È composto principalmente d’acqua; tra i minerali il più presente è il potassio; contiene vitamina A, vitamina C e alcune vitamine del gruppo B. È discretamente ricco di flavonoidi. Apporta pochissime calorie.

Fonte: Cure-Naturali.it 



LE IMMAGINI E I TESTI PUBBLICATI IN QUESTO SITO SONO DI PROPRIETA’ DELL’AUTORE E SONO PROTETTI DALLA LEGGE SUL DIRITTO D’AUTORE N. 633/1941 E SUCCESSIVE MODIFICHE. COPYRIGHT © 2010-2050. TUTTI I DIRITTI RISERVATI A IL POMODORO ROSSO DI MARIA ANTONIETTA GRASSI. VIETATA LA RIPRODUZIONE, ANCHE PARZIALE, DI TESTI O FOTO, SENZA AUTORIZZAZIONE.

Ingredienti per 4 persone:

4 finocchi medi 
100 gr di Parmigiano Reggiano grattugiato
100 gr di farina di mais per impanature o, in alternativa, del pangrattato
Olio extravergine d’oliva q.b.
Sale q.b.


Procedimento

Eliminate dai finocchi le foglie più dure. Tagliateli in quarti e lavateli molto bene.
Mettete a scaldare dell’acqua salata, quando bolle gettateci i finocchi, riportate a bollore e lasciateli sbollentare per 7-8 minuti.
Scolateli, lasciateli raffreddare e tagliateli a fette non troppo sottili.
Unite il formaggio alla farina di mais e amalgamate.
Ungete una pirofila da forno con un pochino d’olio e distribuite metà dei finocchi. Spolverizzateli con metà del composto di formaggio e farina di mais.
Irrorate con un filo d’olio.
Distribuite sopra i finocchi rimanenti e il composto di formaggio e farina di mais, irrorate ancora con dell’olio.
Infornate (forno già a temperatura di 190 C°) e fate cuocere per circa 30 minuti.
Se è il caso passate alla funzione grill gli ultimi 5 minuti di cottura.







mercoledì 23 dicembre 2020

AUGURI!

 



Cari amici,
ormai lo sappiamo tutti: quello di quest'anno non sarà il Natale degli abbracci e delle grandi tavolate in compagnia, ma sarà il Natale del rispetto delle regole e della vita, nostra e degli altri. Alcuni avranno la fortuna di passarlo con i famigliari più cari, altri invece lo dovranno passare da soli, o in ospedale, o col ricordo di qualcuno che questo virus ha portato via...

Ma l'anno nuovo che sta per arrivare ci porta finalmente la speranza di un ritorno alle nostre libertà, di incontrarci, di abbracciarci e di respirare, anche se con ancora addosso i segni che questa pandemia ci ha lasciato.

E allora non posso far altro che augurarvi, per questo Natale, di viverlo in sincerità, sicurezza e col sorriso di chi vi ama, anche se questo sarà nascosto da una mascherina o lo vedrete dentro uno schermo, e per il 2021 di ritrovare presto la gioia di potersi incontrare di nuovo.

 BUON NATALE!

sabato 12 dicembre 2020

Baccalà fritto alla romana

Questa è una ricetta tipica romana, molto amata e considerata cibo di strada. Io la amo particolarmente perché mi riporta indietro nel tempo quando, bambina, andavo con i miei genitori in una tipica osteria a Ostia dove servivano il miglior baccalà fritto che io abbia mai mangiato, accompagnato da un fresco vinello bianco che però, stante la mia giovane età, a me era precluso. A distanza di decenni ne sento ancora il sapore e la croccantezza.
E’ consuetudine consumarlo durante le feste natalizie perché considerato di buon auspicio.
Ancora oggi a Trastevere, nel centro di Roma, ci sono dei chioschi che lo vendono servito in dei cartocci e adesso lo chiamano street food (cibo da strada)  in un assurdo annientamento della nostra lingua.
Niente uova né lievito per questa pastella per non alterare il sapore del pesce e, se preferite,al posto della birra potete utilizzare dell’acqua minerale gasata.



LE IMMAGINI E I TESTI PUBBLICATI IN QUESTO SITO SONO DI PROPRIETA’ DELL’AUTORE E SONO PROTETTI DALLA LEGGE SUL DIRITTO D’AUTORE N. 633/1941 E SUCCESSIVE MODIFICHE. COPYRIGHT © 2010-2050. TUTTI I DIRITTI RISERVATI A IL POMODORO ROSSO DI MARIA ANTONIETTA GRASSI. VIETATA LA RIPRODUZIONE, ANCHE PARZIALE, DI TESTI O FOTO, SENZA AUTORIZZAZIONE.

Ingredienti:

500 gr di baccalà sotto sale
220 gr di farina 00
2 cucchiai di semola di grano duro
250 ml di birra chiara fredda
Olio extravergine d’oliva q.b.
Sale q.b.

Procedimento

Dissalate il baccalà mettendolo a mollo  per 2 gg. cambiando spesso l’acqua e conservandolo in frigorifero. Scolatelo , asciugatelo molto bene e tagliatelo a pezzi . Potete tagliarlo a filetti o fare dei quadrati e eliminare la pelle se non vi piace.
Preparate la pastella unendo le due farine (la semola servirà a donare croccantezza) e versando, poco alla volta, la birra. Amalgamate sempre dallo stesso verso per evitare la formazione di grumi.
Quando avrete ottenuto un composto morbido e omogeneo copritelo e mettetelo in frigorifero per un’ora.
Se la pastella non fosse abbastanza liquida, aggiungete ancora un pochino di birra.
In una padella scaldate abbondante olio. Immergete i pezzi di merluzzo nella pastella e metteteli a friggere (pochi alla volta per non abbassare troppo la temperatura dell’olio e  a fuoco lento perché deve cuocere il pesce oltre che la pastella) per circa 5 minuti.
Scolateli e metteteli su della carta assorbente per eliminare l’unto in eccesso, assaggiate e se è il caso salateli.
Servite con spicchi di limone.




lunedì 7 dicembre 2020

Roccocò

Il roccocò è un dolce tipico napoletano prodotto con mandorle, farina, zucchero,  miele, buccia d’arancia e Pisto napoletano che è un miscuglio di spezie varie.
La sua origine si fa risalire al 1320 per opera delle monache del Real Convento della Maddalena. Il nome roccocò deriva dal termine francese rocaille per via della forma barocca e tondeggiante simile a una conchiglia arrotondata.
La tradizione vuole che sia consumato  alla fine del pasto dalle famiglie napoletane l’8 dicembre, giorno dell’Immacolata Concezione, e che le accompagna per tutto il periodo natalizio insieme ad altri dolci tipici come  i raffiuoli, i mostaccioli e i susamielli.
Tuttavia vista la grande richiesta, soprattutto da parte dei turisti oggi  lo si può trovare in pasticceria tutto l’anno.
E’ un biscotto particolarmente duro e quindi lo si consuma bagnandolo nel Vermouth, nello Spumante, nel vino bianco, nel Vin Santo o nel Marsala.



LE IMMAGINI E I TESTI PUBBLICATI IN QUESTO SITO SONO DI PROPRIETA’ DELL’AUTORE E SONO PROTETTI DALLA LEGGE SUL DIRITTO D’AUTORE N. 633/1941 E SUCCESSIVE MODIFICHE. COPYRIGHT © 2010-2050. TUTTI I DIRITTI RISERVATI A IL POMODORO ROSSO DI MARIA ANTONIETTA GRASSI. VIETATA LA RIPRODUZIONE, ANCHE PARZIALE, DI TESTI O FOTO, SENZA AUTORIZZAZIONE.

Ingredienti per 4/6 persone:

500 gr di farina 00
200 gr di zucchero extrafine
100 gr di miele d’acacia
500 gr di mandorle tostate
7 gr di pisto (coriandolo, noce moscata, cannella, chiodi di garofano, anice stellato)
3 gr di bicarbonato d’ammonio (ammoniaca per dolci)
180 gr di acqua a 40°
1 buccia grattugiata d’arancia bio piccola
1 tuorlo d’uovo
1 pizzico di sale

Procedimento

In una ciotola mettete la farina , lo zucchero, il miele, il pisto e il bicarbonato d’ammonio , la buccia grattugiata dell’arancia e un pizzichino di sale.
Mischiate bene e versate a fontana  su di una spianatoia.
Aggiungete l’acqua e impastate, unite le mandorle intere e continuate ad impastare fino ad ottenere un composto omogeneo. Se fosse troppo compatto unite ancora un pochino di acqua tiepida.
Raggiunta la giusta consistenza staccate delle palline dello stesso peso e allungatele con le mani facendole ruotare sulla spianatoia fino ad ottenere dei filoncini lunghi circa 15 cm e spessi circa 1cm.
Arrotolateli dandogli la classica forma a cerchio e schiacciate un pochino con due dita la giuntura in modo che non si apra durante la cottura. Disponeteli su di una leccarda rivestita con la  carta da forno e spennellateli con il tuorlo allungato con un cucchiaino d’acqua.
Cuocete in forno (forno statico e  già caldo) a 180°C per 25 minuti.
Sfornate e lasciate raffreddare.
Servite accompagnandoli con Vin Santo o Vermouth o Marsala o vini liquorosi.




mercoledì 2 dicembre 2020

Stufato di carciofi e patate

Il carciofo è una pianta nota fin dai tempi antichi, la sua coltivazione è diffusa maggiormente nei paesi del Mediterraneo, soprattutto in Italia, Francia e Spagna. La Sardegna è la regione che maggiormente si caratterizza per la coltivazione ed il consumo di questo delizioso ortaggio. La raccolta avviene principalmente tra il mese di ottobre e di maggio.E’ ricchissimo di principi attivi e vanta molte virtù terapeutiche. Possiede pochissime calorie e contiene molte fibre, oltre a sali minerali come calcio, fosforo, magnesio, ferro e potassio. Vanta un effetto disintossicante essendo diuretico e stimolante della funzione epatica ed è  utili per combattere problemi di diabete, colesterolo, ipertensione.


LE IMMAGINI E I TESTI PUBBLICATI IN QUESTO SITO SONO DI PROPRIETA' DELL'AUTORE E SONO PROTETTI DALLA LEGGE SUL DIRITTO D'AUTORE N. 633/1941 E SUCCESSIVE MODIFICHE. COPYRIGHT © 2010-2050 TUTTI I DIRITTI RISERVATI A IL POMODORO ROSSO DI MARIA ANTONIETTA GRASSI

Ingredienti per 4 persone:

 5 carciofi sardi con le spine
3 patate  gialle medie
1 cipolla dorata piccola
1 spicchio d’aglio
Qualche rametto di prezzemolo
1 cucchiaio di capperi sottaceto
2 filetti di alici sott'olio
Mezzo bicchiere d’acqua
Olio extravergine d’oliva q.b.
Sale q.b.


Procedimento

Pulite i carciofi asportando le foglie esterne più dure e la barba interna,  pulite anche i gambi e immergete tutto  in acqua acidulata con il limone per evitare che anneriscano.
Pelate le patate, lavatele e tagliatela a tocchetti non troppo piccoli.

Tagliate la cipolla a fettine sottili,  tritare lo spicchio d’aglio con le foglioline del prezzemolo, i capperi e le alici.

In un’ampia padella scaldate 4 cucchiai d’olio , aggiungete la cipolla tritata e fate dorare per qualche minuto (deve diventare trasparente,non bruciare).
Aggiungete  i carciofi sgocciolati e tagliati a spicchi (se grandi o a metà se piccoli), i gambi a tocchetti  e le patate.
Fate soffriggere delicatamente a pentola coperta per qualche minuto, rigirando spesso, aggiustate di sale, aggiungete un pochino di acqua  e fate cuocere ancora fino a cottura ultimata(circa 15 minuti).
Un minuto prima di spegnere il fornello unite il trito di prezzemolo aglio e capperi e l’origano e fate insaporire.
Servite accompagnando con fettine di pane tostate.