lunedì 3 ottobre 2022

Sarde ripiene fritte

Le sarde ripiene e fritte sono un goloso secondo di pesce tipico della cucina mediterranea.
Sono  pesci azzurri, ricchi di  preziose proprietà nutrienti  come, fosforo, calcio, vitamina B e Omega3.
Hanno un valore calorico moderato, circa 85 calorie per 100 g di prodotto, ovviamente non è il caso di questa ricetta, poiché la frittura le rende altamente caloriche.
Devono il loro  nome proprio al fatto che abbondavano lungo le coste della Sardegna e potete gustarle tutto l’anno, tuttavia, quelle con le carni migliori le trovate in primavera.
Per realizzare questa ricetta potete sostituire le sarde con le sardine o con le acciughe.


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Ingredienti per 4 persone:

1 kg di sarde

50 g di pecorino sardo
1 spicchio d’aglio
3 ciuffi di prezzemolo
1 cucchiaio di capperi dissalati
3 uova
100 g di pangrattato
Olio extravergine d’oliva q.b.
Sale fino e pepe q.b.

 Procedimento

Pulite ed eviscerate le sarde, staccate la testa, apritele a libro ed eliminate la lisca centrale.

Sciaquatele bene e asciugatele con carta assorbente da cucina.
Sbucciate e tritate il prezzemolo insieme ai capperi e allo spicchio d’aglio, unite il pecorino grattugiato, un uovo, 30 g di pangrattato, un pizzichino di sale e una spolverata di pepe.
Mescolate bene, distribuite il composto su metà delle sarde e sovrapponetevi quelle restanti premendo bene i bordi.
Sbattete le restanti uova.
Immergete i sandwich di sarde nelle uova e  impanatele con cura.
Friggete le sarde farcite in una pentola dai bordi alti, nell’olio caldo, per pochi minuti. Scolatele su carta da cucina per far perdere l’unto in eccesso. Salatele a fine cottura.
Trasferitele su un piatto da portata e servitele accompagnate da una fresca insalata di pomodori condita con olio e origano.

 

 

 

giovedì 29 settembre 2022

Pere al forno con gorgonzola noci e miele

Il nome di pera Kaiser è quello con cui questa varietà è conosciuta nel mondo, ma non è certo l’unico e non è nemmeno quello ufficiale. Ci sono infatti varie denominazioni per definire questa particolare qualità:

pera Kaiser o pera Kaiser Alexander, perché la leggenda vuole che l’imperatore Alessandro I di Russia fosse un amante di questi frutti e non perdesse occasione per cibarsene e per lodarne la bontà: di conseguenza, la pera gli fu intitolata;

pera Beurré Bosc, o semplicemente pera Bosc, dal nome dell’illustre agronomo francese del Settecento Louis-Augustin Bosc d’Antic a cui fu dedicato l’albero fiorito nel Jardin des Plantes (l’orto botanico di Parigi) proveniente dall’Alta Sassonia.

Le origini di questa varietà ci portano ad Apremont, un piccolo centro dell’Alta Sassonia in Francia, da dove proviene il primo esemplare di albero di pera kaiser, nel diciottesimo secolo. In seguito arrivò a Parigi e, successivamente alla sua individuazione ufficiale, divenne molto popolare, dapprima in Francia e poi in Europa e nel resto del mondo. Oggi i principali coltivatori di questo frutto sono gli Stati Uniti, il Sudafrica e l’Italia, dove è presente nelle zone di pianura con particolare diffusione in Emilia-Romagna e Veneto.

Si tratta di una varietà di pera autunnale e invernale, dal momento che la piena maturazione delle Kaiser si completa a cavallo tra le due stagioni: la raccolta inizia infatti a partire dalla seconda metà di settembre e si protrae fino ad ottobre inoltrato.
Il colore delle pere kaiser  varia man mano che si avvicinano alla piena maturazione: quando vengono raccolte,  hanno una buccia di tonalità marrone scuro tonaca di frate, che vira fino a raggiungere il giallo ruggine tipico del frutto pronto per il consumo
Proprio il colore della buccia è ciò che rende riconoscibili queste pere nel banco frutta: il marrone-tabacco dell’epidermide rugginosa spicca tra le altre varietà di pera in commercio e, come detto, evolve maturando fino a una tonalità più giallognola. La pezzatura del frutto è medio-grande, mentre la forma è quella tipica della pera con un picciolo solitamente piuttosto pronunciato. Una volta private della buccia  le Kaiser si presentano con una polpa bianca, fine e vagamente granulosa, che ha un sapore aromatico, dolce-acido e succoso con molteplici aromi in sottofondo.
valori nutrizionali della pera Kaiser sono simili a quelli medi delle altre pere, con un elevato contenuto di fibre e di acqua e un ridotto apporto di calorie all’organismo. Le pere Kaiser sono un frutto con molte vitamine (specialmente vitamina C), acido folico e minerali, tra cui soprattutto il potassio.
Fonte: Angys


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Ingredienti per 4 persone:

 
4 pere kaiser non troppo mature 
200 gr di Gorgonzola
8 noci
2 cucchiai di miele d’acacia
Qualche rametto di timo fresco
Pepe bianco q.b.
 

Procedimento

Scaldate il forno a 180°C.

Lavate le pere, asciugatele, tagliatele a metà ed eliminate i semi scavandole un poco.
Mettete della carta da forno su di una leccarda, adagiatevi le mezze pere, pepate.
Fate cuocere nel forno preriscaldato per 15 minuti.
Estraete la leccarda, riempite le pere con il gorgonzola e reinfornate per cinque minuti.
Sfornatele, adagiatele sui singoli piatti o su uno unico da portata, distribuite sopra i gherigli di noci, un filo di miele e il timo.
Servite subito.

 

 

 

 

mercoledì 14 settembre 2022

Pollo con i peperoni alla romana

Il pollo con i peperoni è un’antichissima ricetta romana e laziale, nata sui Colli Albani che abbracciano a sud la Capitale;  viene preparata soprattutto in estate e non manca mai sulla tavola di Ferragosto.

Per la sua preparazione servono pochi e semplici ingredienti ma di ottima qualità e di stagione, pollo ruspante, peperoni freschi, pomodori, cipolla, aglio e vino bianco.
La carne di pollo è ricca di proteine nobili indispensabili all’organismo per rinnovare i tessuti, e di aminoacidi ramificati utili nel metabolismo dei muscoli e nell’aiutare allo smaltimento delle tossine che si formano quando si svolge un inteso lavoro fisico. Se eliminiamo la pelle risulta relativamente povera di grassi e con un discreto contenuto di vitamine del gruppo B e di ferro.  La ridotta presenza di tessuto connettivo ed il diametro ridotto delle sue fibre rendono la carne di pollo facilmente digeribile. 

 


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Ingredienti per 4 persone

1 pollo da 1 kg circa tagliato a pezzi

500 gr di pomodori
600 gr di peperoni tra rossi e gialli
1 cipolla bianca
1 spicchio d’aglio
1 bicchiere di vino bianco secco
4 cucchiai di olio extravergine d’oliva q.b.
Rosmarino q.b.
Sale e pepe q.b.

Procedimento

Tagliate il pollo a pezzi, lavatelo e asciugatelo.

Pelate la cipolla e tagliatela a fettine (alla veneziana).
Lavate e asciugate i peperoni poi divideteli a falde, eliminate i semi e i filamenti e tagliateli a pezzi di circa tre cm.
Lavate e pelate i pomodori, tagliateli a tocchetti e schiacciateli con i rebbi di una forchetta.
Scaldate quattro cucchiai d’olio, aggiungete la cipolla e l’aglio e lasciateli dorare per qualche minuto.
Aggiungete i pezzi di pollo, gli aghetti di rosmarino tritati e fate dorare.
Sfumate il pollo con il vino e lasciate cuocere per 10 minuti circa, aggiungete i peperoni e fate rosolare per due minuti. Unite i pomodori, salate, pepate, coperchiate e fate cuocere per circa trenta minuti.
Scoperchiate la pentola e, se necessario, lasciate addensare il sugo.
Servitelo ben caldo accompagnato con delle fette di pane casereccio.

 

mercoledì 7 settembre 2022

Uova alla paprika

L’uovo è un piccolo scrigno che racchiude una notevole quantità di preziosi elementi nutritivi indispensabili per il nostro organismo.
Il guscio, che è la parte esterna e non commestibile, costituisce all’incirca un decimo del suo peso complessivo (65 g circa) ed è formato prevalentemente da sostanze calcaree e porose, permeabili quindi all’aria, all’umidità e agli odori.
Segue la membrana interna che avvolge l’albume, eccettuati i due poli dove questa pellicola, rimanendo staccata, forma una piccola “camera d’aria” dalla quale si può riconoscere la freschezza dell’uovo.
Troviamo poi l’albume, comunemente detto “bianco d’uovo” che rappresenta circa il 60% dell’uovo ed è costituito da una soluzione acquosa di albumina, sali minerali, piccole quantità di lipidi e sostanze proteiche.
Infine c’è il tuorlo o rosso d’uovo che è sostenuto in posizione centrale da due ispessimenti dell’albume chiamati calaze.
Il tuorlo è composto da lipidi, albuminoidi, minerali (ferro, fosforo, calcio, sodio), vitamine
liposolubili e quelle del gruppo B. Il consistente contenuto di vitamina B12 consente di sopperire alla sua carenza indotta dalla dieta vegetariana Altissimo è poi il contenuto di vitamina D fondamentale per la salute delle ossa. Il suo colore che varia dal giallo chiaro al giallo scuro è determinato dalla presenza di un pigmento ferroso.
L’uovo, per il loro alto indice di sazietà e il basso apporto di calorie è indicato nelle diete ipocaloriche.
Il valore nutritivo di un uovo è pari a 75-80 calorie.
La digestione di questo prezioso alimento dipende dal tipo di cottura, minore è il tempo di cottura più aumenta la digeribilità. E’ sufficiente un’ora e mezza per digerire un uovo alla coque, due ore se sodo e tre ore se fritto.
L’albume non andrebbe mangiato crudo perché contiene avidina che limita l’assorbimento della vitamina H (biotina).
 


 
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Ingredienti per 4 persone:
4 uova
2 cucchiai di maionese allo yoghurt
1 cucchiaino di pasta d’acciughe
Paprika dolce (o piccante se la gradite di più) q.b.
2 cucchiai d’olio extravergine d’oliva
Qualche rametto di erba cipollina
 
 
Procedimento
 
Mettete le uova in un pentolino e copritele con dell acqua fredda, calcolate 10 minuti di cottura dal momento dell’ebollizione. 
Raffreddatele velocemente sotto l’acqua fredda.
Sgusciatele, tagliatele a metà ed estraete delicatamente il tuorlo aiutandovi con un cucchiaino.


Mettete i tuorli in una ciotola, aggiungete la pasta d’acciughe, la maionese, l’olio e schiacciate tutto aiutandovi con i rebbi di una forchetta.
Dovete ottenere un composto dalla consistenza morbida ma non troppo.
Aiutandovi con un sac a poche o con un cucchiaino, riempite le mezze uova,


Mettetele in un piatto da portata, spolverizzate con la paprica e l’erba cipollina tagliata a tocchettini.
Servite fresco.

N.B. :  Non ho aggiunto del sale in quanto la pasta d'acciughe è piuttosto salata.
Se non  doveste trovare l'erba cipollina, potete sostituirla con del prezzemolo.
 
 
 
 
 

sabato 3 settembre 2022

Crostoni con mascarpone gorgonzola crudo fichi e balsamico

 Il mascarpone è un formaggio tipico della Lombardia, infatti il suo nome deriva proprio dal termine lombardo “mascarpia” o “mascherpa” che indica la ricotta o la crema di latte. La sua produzione e il suo consumo risalgono a diversi secoli fa, quando lo si produceva solo nella stagione fredda.  È ottenuto dalla lavorazione della panna con l’acido citrico o l’acido acetico alla temperatura di 90-95°C per cinque o dieci minuti. Per questo motivo è un formaggio altamente calorico (35% d grassi), che tende ad irrancidire in fretta, quindi va consumato freschissimo. Normalmente, per produrlo, si utilizza il latte della prima mungitura del mattino che viene immediatamente sottoposto a centrifugazione per ottenere la panna.
L’Aceto Balsamico Tradizionale di Modena DOP notissimo fin dai tempi remoti, se ne ha traccia fin dal 1046,  è composto da un solo ingrediente, il mosto derivato da vitigni selezionati di Lambrusco e Trebbiano modenesi, che dopo la cottura a fuoco dolce  fino a quando non risulti concentrato e di un colore marrone scuro, subisce una lenta fermentazione naturale e viene lasciato ad invecchiare per più di 12 anni in botti di legno pregiato prima di poter essere consumato, se l’invecchiamento continua di definisce extra vecchio dopo 25 anni. Necessitano circa 100 litri di mosto per ottenere un paio di litri di aceto balsamico.
Diverso è invece il trattamento per l’Aceto balsamico di Modena, che a differenza del Tradizionale subisce una procedura semplificata che parte dal vino e non dal mosto e la cui fase di affinamento è meno laboriosa. Questo prodotto è quello avente prezzi inferiori.
Spettacolare su verdure, selvaggina e carne; splendido su formaggi, gelato, fragole….o semplicemente da meditazione. 



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Ingredienti per 4 persone:

8 fette di pane casereccio

11 fichi neri non troppo maturi
100 gr di mascarpone freschissimo
150 gr di gorgonzola dolce cremosa
150 gr di prosciutto crudo a fettine
Aceto balsamico q.b.
 

Procedimento

Fate grigliare le fette di pane da ambo i lati.

Mettete i due formaggi in una ciotola, schiacciateli e amalgamateli con i rebbi di una forchetta.
Pulite la buccia dei fichi con un pezzo di carta da cucina inumidita, poi tagliateli a spicchi (tre spicchi per ogni fico).
Spalmate i formaggi sulle fette di pane, sovrapponete il prosciutto, quattro spicchi di fico e irrorate con un filo di aceto balsamico.
Servite subito.

 

lunedì 29 agosto 2022

Frittura di gamberi impanati

I gamberi sono apprezzati di solito anche da chi non ama il pesce. Tolto il carapace  sono pronti per essere gustati.

Dal punto di vista strettamente calorico, i gamberetti sono assimilabili al pesce bianco: 100 g di prodotto apportano tra le 80 e le 90 calorie. Dal punto di vista dei nutrienti, sono principalmente una fonte di proteine, sali minerali (iodio, zinco, ferro, calcio, fosforo e magnesio) e vitamine (B1, B2, PP e astaxantina, una provitamina A fortemente antiossidante). I grassi sono minimi (si parla dell’1 o 2%) e per lo più si tratta di acidi grassi polinsaturi (PUFA) e omega 3, un acido grasso essenziale. Attenzione, però, a chi soffre di ipertensione o eccessiva ritenzione idrica: tra i valori nutrizionali dei gamberetti di mare (esistono anche quelli di fiume) una voce critica è il contenuto di sodio, che è abbastanza elevato.
Come tutti i crostacei, anche la famiglia dei gamberi presenta un elevato contenuto percentuale di colesterolo, che però si ridimensiona se si considera la questione in termini assoluti. Questo significa che sono assolutamente adatti anche a chi è a dieta, mentre chi soffre di ipercolestemia dovrebbe fare solo un po’ più di attenzione e valutare con il medico la porzione consentita. Si sa, infatti, che in realtà solo il 25% del colesterolo viene assunto per via alimentare, mentre il restante viene prodotto dall’organismo stesso.I gamberi possono essere bianchi o rossi, di mare oppure di acqua dolce. Le mazzancolle, spesso assimilate a questi crostacei, sono in realtà un’altra specie, che si distingue sia per il colore (non è rosa, ma ha delle striature nere) sia per le dimensioni leggermente superiori. Dal punto di vista organolettico sono più pregiate e saporite dei gamberi.

Fonte: La cucina italiana


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Ingredienti per 4 persone

24 gamberi

5 cucchiai di farina
100 gr di pangrattato
2 uova
Olio extravergine d’oliva q.b.
Sale e pepe q.b.

 
Procedimento

Eliminate il carapace dai gamberi lasciando la coda attaccata e, aiutandovi con uno stecchino, togliete anche il filetto nero  sul dorso.
In un piatto fondo sbattete le uova con un po’ di sale e di pepe. Infarinate i gamberi, scuoteteli un po’ per eliminate l’eccesso di farina, passateli nelle uova sbattute e poi nel pangrattato.
In un’ampia padella scaldate abbondante olio e immergeteci i gamberi (pochi alla volta per non abbassare troppo la temperatura dell’olio).
Fateli friggere per pochi minuti, altrimenti diventerebbero stopposi, scolateli e metteteli su della carta da cucina per eliminare l’unto in eccesso.
Servite subito.

mercoledì 24 agosto 2022

Liquore al basilico

Il liquore al basilico è semplice da realizzare, ha un intenso colore verde , un fresco e invitante profumo e va servito freddo.
Ideale come fine pasto in quanto ha proprietà digestive.

Foto di Engin Akyurt 

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Ingredienti per un litro e mezzo di liquore:

500 ml di alcool a 96°
1 lt di acqua
500 gr di zucchero
40 gr di basilico 

Procedimento.

Sciacquate il basilico delicatamente ed asciugatelo con della carta da cucina.
Staccate le foglie, tenete solo quelle perfettamente integre.
Quando saranno perfettamente asciutte mettetele in un vaso a chiusura ermetica, aggiungete l’alcool e lasciate macerare al buio per dieci giorni scuotendolo due volte al giorno.
Trascorso il tempo della macerazione versate lo zucchero nell’acqua, portate ad ebollizione girando spesso, spegnete il gas e lasciate raffreddare.
Nel frattempo, filtrate l’alcool con un colino per eliminate le foglie di basilico, versatelo nello sciroppo di acqua e zucchero freddo, mischiate e versate tutto in un grande barattolo di vetro, perfettamente pulito e sterilizzato con la chiusura ermetica.
Personalmente ho utilizzato quello della Bormioli.
Lasciate riposare sempre al buio per circa due mesi. Se sul fondo si dovesse formare un deposito, filtrate utilizzando un imbuto su cui metterete una garza sterile e imbottigliate.
Finalmente potrete gustare il vostro liquore fatto in casa.

 

 

lunedì 22 agosto 2022

Panna cotta e salsa di ribes

La panna cotta è un dolce tipico piemontese la cui origine si fa risalire agli inizi del ‘900. Attualmente è molto apprezzato e consumato in tutta Italia. Generalmente si serve con il caramello, ma sono molto diffuse le varianti con la salsa ai frutti di bosco o con il cioccolato.
I ribes rossi aiutano a proteggere la salute apportando vitamine e minerali indispensabili all’organismo. Inoltre sono una buona fonte di fibre, che oltre a promuovere il buon funzionamento intestinale aiutano anche a tenere sotto controllo i livelli di colesterolo. 

Nel corso degli anni i frutti del Ribes rubrum sono consigliati nel trattamento delle infezioni delle vie aeree superiori, dell’inappetenza, dei reumatismi, della gotta e della febbre. Si ritiene che abbiano proprietà diuretiche e depurative, digestive, lassative, antinfiammatorie, rimineralizzanti, antibatteriche e toniche, che stimolino la funzionalità epatica e che regolino la pressione del sangue.

Il ribes rosso può scatenare reazioni allergiche nei soggetti ipersensibili alle sue componenti.

Il periodo di maturazione va da giugno a agosto.

Fonte: Humanitas


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Ingredienti per 4 persone:

 
100 ml di latte
400 ml di panna fresca
100 gr di zucchero
2 fogli di gelatina 
 

     Per la salsa al ribes

 

     250 gr di ribes rosso

     100 gr di zucchero di canna

     100 ml di acqua

     Succo di limone q.b.


Procedimento

Mettete a bagno in acqua fredda i fogli di gelatina per circa 10 minuti.

In un pentolino versate il latte, la panna e lo zucchero. Rimestate bene e mettete sul fuoco molto basso fino a quando inizierà il bollore. Spegnete il fuoco e unite la gelatina ben strizzata. Mescolate accuratamente per farla sciogliere .
Suddividete  il composto in 4 coppette o bicchieri poi mettete in frigo per almeno quattro ore. 
Lavate delicatamente il ribes, asciugatelo e sgranatelo.
Mettetelo in un tegamino e unite lo zucchero, l’acqua  e qualche goccia di succo di limone.
Ponete sul fuoco bassissimo e fate cuocere rimestando fino ad ottenere una purea.
Spegnete il fuoco e lasciate riposare, poi frullate il composto e mettete in frigo.
Al momento di servire versate  la salsa di ribes sopra la panna, guarnite con  qualche rametto di ribes e qualche fogliolina di menta e servite.

 

 

giovedì 18 agosto 2022

Penne all'arrabbiata

 Il sugo all’arrabbiata è una iconica ricetta laziale della cucina povera contadina composta da pochi ingredienti, pomodori, aglio, abbondante peperoncino e  viene tradizionalmente abbinato alle penne (lisce o rigate poco importa).
Risalire alle origini del nome è arduo, la teoria più accreditata fa risalire il suo nome alla presenza abbondante del peperoncino capace di rendere paonazzo il viso di chi la mangia facendolo sembrare, appunto, arrabbiato.

Varie sono anche le ipotesi della sua nascita; qualcuno le fa risalire nella provincia di Rieti, esattamente nella frazione di Ponte Alto a Castel Sant’Angelo dove, il sedici di agosto, si svolge l’annuale sagra dedicata proprio a questo piatto.



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Ingredienti per 4 persone:

 

400 gr di penne

500 gr di pomodori (casalino se li trovate o altri pomodori da sugo)

1 spicchio di aglio (rosso di Proceno sarebbe l’ideale)

1 peperoncino rosso piccante

5 cucchiai di olio extravergine d’oliva

Prezzemolo q.b.

Sale q.b.

Pecorino Romano grattugiato q.b.

 

Procedimento

Lavate i pomodori, sbollentateli per un minuto in acqua calda, tuffateli poi in quella fredda e pelateli.

Metteteli in una ciotola e schiacciateli con i rebbi di una forchetta fino renderli omogenei.

Lavate e sgrondate qualche rametto di prezzemolo.

In un’ampia padella scaldate leggermente l’olio (non deve superare gli 80 °C) e fate soffriggere delicatamente l’aglio, senza farlo bruciare ma solo dorare.

Spegnete il gas e lasciate riposare per un minuto, riaccendetelo, unite il peperoncino e fatelo dorare (sempre a fuoco bassissimo) per due minuti.

Unite i pomodori, salate e continuate la cottura fino a quando il sugo si sarà ristretto, occorreranno circa quindici minuti, eliminate lo spicchio d’aglio.

Nel frattempo che il sugo cuoce, fate cuocere le penne in abbondante acqua salata, scolatele al dente e fatele saltare in padella con il sugo per un minuto.

Impiattate, spolverizzate con del Pecorino Romano grattugiato fresco e del prezzemolo crudo e servite.

 

sabato 13 agosto 2022

Croissant brie fichi e rucola

 

I fichi sono dei frutti molto dolci, dalla caratteristica forma a goccia, dal diverso colore e spessore della buccia secondo le varietà. I più diffusi sono: il fico nero, il fico verde e quello viola.

Maturano da giugno a settembre e in realtà quello che noi conosciamo non è il frutto, ma l’infiorescenza, all’interno del quale sono contenuti i veri frutti, cioè dei piccoli acheni immersi nella polpa.
Possiedono notevoli proprietà nutritive, sono ricchi di vitamina A, B1, B2, C, di sali minerali (potassio, ferro, cromo, calcio) e di fibre che sono utili a riequilibrare i disturbi intestinali legati alla stitichezza. Contengono un’alta percentuale di polifenoli (sostanze antiossidanti) che contrastano i rischi di malattie tumorali e cardiovascolari.  Il loro consumo è particolarmente indicato per i bambini, gli anziani, le donne incinte e gli atleti. Sono controindicati per i diabetici e gli obesi a causa dell’alto contenuto di calorie e di zuccheri.
I fichi freschi forniscono circa 65 calorie per 100 grammi.
Quelli secchi arrivano a fornire 280 calorie per grammi.

 



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Ingredienti per 4 persone

4 croissant

8 fichi neri non troppo maturi
200 gr di formaggio Brie
50 gr di rucola 

Procedimento


Lavate e asciugate la rucola.
Pulite la buccia dei fichi con della carta da cucina inumidita e ricavate tre fette da ogni fico.
Tagliate a fettine il Brie.
Tagliate a metà i croissant e distribuite delle fettine di formaggio, sovrapponete le fette di fico e la rucola.
Sono buonissimi così, ma se volete, potete passarli in forno per due minuti.

venerdì 5 agosto 2022

Gazpacho

Il gazpacho è una zuppa fredda a base di verdure crude; tipica ricetta spagnola  servita in varie varianti, la più famosa è quella andalusa che prevede anche l’uso di peperoni  dolci, aglio, cetrioli e pane.
Il suo consumo è ideale nelle giornate più calde e può essere servito come primo piatto o come antipasto presentato in piccoli bicchieri e accompagnato da qualche croccante cubetto di pane abbrustolito.
Questa che vi propongo è una versione più semplice senza pane e peperoni, più adatta ad essere servita come antipasto.


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Ingredienti per 6 persone

 
1 kg di pomodori
1 cetriolo grande o 2 piccoli
1 spicchio d’aglio
8 ciuffetti di basilico tritati
1 cucchiaio di prezzemolo tritato
Il succo di 1 limone
4 cucchiai d’olio extravergine d’oliva
Sale e pepe q.b.
12 cubetti di ghiaccio 

Procedimento

Lavate e spelate i pomodori, eliminate tutti i semi e tagliateli a dadi.

Spuntate il cetriolo, sbucciatelo e dividetelo a pezzi.
Pelate lo spicchio d’aglio.
Versate tutto nel bicchiere del robot da cucina, unite il basilico, il prezzemolo, l’aglio, due cucchiai d’olio e frullate finché non otterrete un composto omogeneo.
Unite il succo del limone filtrato, salate, pepate.
Tenete in frigo fino al momento di portare a tavola.
Al momento di servire aggiungete l’olio rimasto e mescolate bene.
Distribuite il gazpacho in sei bicchieri, ponete in ognuno due cubetti di ghiaccio e guarnite ogni bicchiere con un ciuffetto di basilico e una dadolata di pomodori e cetriolo.
Se preferite servite a parte una ciotola con i cubetti di ghiaccio in modo che i commensali che desiderano il gazpacho addirittura gelato se ne serviranno.

 

 

 

 

 

 

martedì 2 agosto 2022

Confettura di cipolla rossa di Tropea

La cipolla rossa (allium cepa) coltivata tra i comuni in provincia di Vibo Valentia di Cosenza e lungo la fascia tirrenica è denominata cipolla rossa di Tropea. La caratteristica principale che contraddistingue quest’ortaggio, oltre al bellissimo colore, è la dolcezza dovuta alle particolari sostanze contenute nei terreni di queste zone che la rendono ricca di zuccheri quali glucosio, fruttosio e saccarosio.
E’ ricca di vitamina C e di vitamina E, di selenio, ferro, iodio, zinco e magnesio.
Grazie ai composti solforati e al cromo possiede proprietà anticoagulanti e antibiotiche, nonché attività ipoglicemizzante e di contenimento dei livelli ematici di colesterolo e trigliceridi. Il succo è considerato diuretico. Grazie ai numerosi flavonoidi presenti sembrano avere effetti anticancerogeni specialmente per il cancro allo stomaco.
E’ ipocalorica; 100 gr di prodotto forniscono circa 20 calorie.




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Ingredienti per 4 vasetti tipo Bormioli da 250 gr

1 kg di cipolle rosse di Tropea
300 g di zucchero
1 bicchiere di Moscato
50 ml di aceto balsamico

Qualche rametto di timo fresco


Procedimento

Innanzitutto è necessario preparare e sterilizzare  i vasetti.

Per sterilizzarli potete utilizzare vari metodi, personalmente utilizzo il seguente:
Lavo  i vasetti e i coperchi con acqua calda e detersivo, li sciacquo molto bene sempre con l’acqua calda e li asciugo.
Accendo il forno a 100 gradi (non di più perché si rischia di rompere il vetro), quando la temperatura è raggiunta, spengo il forno,   posiziono i vasetti e i coperchi assicurandomi che non si tocchino e li lascio lì per 20/25 minuti. Trascorso il tempo, li tolgo usando i guanti e invaso la confettura caldissima, poi chiudo ermeticamente e lascio raffreddare su dei sottopentola. Lo sbalzo di temperatura potrebbe far rompere i vasetti.

Pelate, lavate e asciugate perfettamente le cipolle. affettatele finemente e mettetele in una pentola d’acciaio (assolutamente non di alluminio), aggiungete l’aceto balsamico, il vino, gli aghetti di timo  e lo zucchero. Lasciate macerare per 4 o 5 ore poi mettete sul fuoco e lasciate cuocere per circa un’ora, mescolando spesso. La confettura avrà raggiunto la cottura ideale quando, mettendola su un piattino e inclinandolo, non scivolerà ma tenderà a restare attaccata alla superficie.
Invasate e chiudete subito i barattoli con il loro coperchio. Lasciate passare una ventina di giorni prima di consumare.
Questa confettura è ottima sui formaggi stagionati, sulle carni bollite, sui salamini cotti.

 

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