mercoledì 27 luglio 2016

Barchette di peperoni Goccia di Sole


LE IMMAGINI E I TESTI PUBBLICATI IN QUESTO SITO SONO DI PROPRIETA’ DELL’AUTORE E SONO PROTETTI DALLA LEGGE SUL DIRITTO D’AUTORE N. 633/1941 E SUCCESSIVE MODIFICHE. COPYRIGHT © 2010-2020. TUTTI I DIRITTI RISERVATI A IL POMODORO ROSSO DI MARIA ANTONIETTA GRASSI. VIETATA LA RIPRODUZIONE, ANCHE PARZIALE, DI TESTI O FOTO, SENZA AUTORIZZAZIONE.

A pochi chilometri da Bari, nell’agro di Molfetta, La cooperativa Goccia di Sole  produce   l’olio extra vergine d’oliva Goccia di Sole, biologico e DOP “Terra di Bari”- Bitonto , con certificazioni ISO 9001:2000 e ISO 22005: 2008 per la tracciabilità di filiera, e commercializza, inoltre, sottoli, patè, taralli, e specialità gastronomiche pugliesi con il marchio “Goccia di Sole”. Nel 2007  ha ottenuto, inoltre, il riconoscimento di OP -Organizzazione di Produttori - ai sensi del D. Lgs. 102/2005.
Tra le specialità gastronomiche commercializzate troviamo anche Pric o Prac deliziosi peperoni verdi, gialli e rossi con aglio e peperoncino immersi in olio extravergine d’oliva che ho utilizzato per questa preparazione  e che, vi assicuro, sono deliziosi.

Ingredienti per circa 25 barchette

450 gr di pasta briseé
Un barattolo di Peperoni Pric o Prac Goccia di sole

Procedimento

Mettete la pasta frolla su di un piano leggermente infarinato e tiratela con il mattarello, ottenendo un disco di circa 3 mm di spessore e con questo foderate completamente gli stampini per le tartellette. Sistemateli su una placca, passateli nel forno ventilato, già scaldato a 170°,  per 20 minuti. Sfornatele e lasciatele raffreddare.


Distribuite un po’ di peperoni in ogni barchetta e servite.




Per informazioni ed acquisti

OLEIFICIO COOPERATIVO "GOCCIA DI SOLE" MOLFETTA S.R.L.
Via Lago Tammone
70056 Molfetta (BA)
Tel. 080.338.12.80 - Fax 080.338.15.57
e-mail info@gocciadisole.com - web www.gocciadisole.com


giovedì 21 luglio 2016

Rotolo di frittata con prosciutto, peperone e mozzarella

Un delizioso piatto unico, ricco di vitamine e proteine, da consumare freddo


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Ingredienti per 4 persone:

18 uova di quaglia o, in alternativa 4 uova di gallina
1 peperone rosso
1 etto di prosciutto cotto
250 gr. mozzarella
3 cucchiai di latte
1 cucchiaio di origano
Sale q.b.
Pepe q.b.
Olio extravergine d’oliva q.b.

Procedimento

Lavate il peperone e disponetelo sulla placca del forno e cuocetelo a 180°C per 30 minuti, girandolo man mano che si bruciacchia. Sfornatelo, lasciatelo raffreddare, sbucciatelo, eliminate picciolo e semi, asciugatelo con della carta da cucina e tagliatelo a filetti regolari.
Tagliate a fettine la mozzarella e mettetela in un colino e fatela sgocciolare molto bene.
In una ciotola sbattete le uova con il latte, un pizzico di sale, il pepe e l’origano. Scaldate 3 cucchiai d’olio in una padella antiaderente e cuocetevi la frittata da ambo i lati.
Disponete la frittata su di un tagliere, ricoprite la superficie con le fette di prosciutto cotto, le fettine di mozzarella e disponete sopra quest’ultima i filetti di peperone. Arrotolate la frittata su se stessa, avvolgetela nell’alluminio e passatela in forno già caldo a 180° per 10 minuti.
Sfornatela, lasciatela raffreddare e servitela a fette su di un letto d’insalata.




lunedì 18 luglio 2016

Bucatini con sugo di seppie alla pugliese

Questa è una ricetta tipica della Puglia. Il formato di pasta originale sono i “troccoli” che do sostituito con i bucatini.
I troccoli della Daunia sono una pasta tipica del foggiano, simile agli spaghetti alla chitarra, che deve il suo nome allo speciale mattarello scannellato, munito di lame circolari chiamato “troccolaturo” e la Daunia era l’antica denominazione del territorio della provincia di Foggia.
 

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Ingredienti per 4 persone:
320 gr bucatini 
500 gr di seppie
500 gr di pomodori maturi
1 bicchiere di vino bianco secco
1 cipolla
Due spicchi d’aglio
Olio extravergine d’oliva q.b.
2 cucchiai di prezzemolo tritato
Sale e pepe q.b.

Procedimento
Pulite le seppie togliendo la tasca interna, e tagliate  a pezzetti il corpo, lasciate interi i tentacoli.
Pelati i pomodori, togliete i semi e tagliateli a dadini.
In una padella capiente versate 4 cucchiai d’olio e scaldate e fate rosolare gli spicchi d’aglio tagliati a metà. Unite le seppie e fatele rosolare per qualche minuto, sfumate con il vino bianco e lasciatelo evaporare a fuoco vivo.
Unite i pomodori, aggiustate di sale (attenzione che le seppie di solito sono già piuttosto salate) e di pepe e fate cuocere per circa 30/40 minuti (dipende dalle dimensioni delle seppie, devono rimanere morbide).




Pochi minuti prima di spegnere il fuoco unite il prezzemolo tritato.
Fate cuocere la pasta in abbondante acqua salata, scolate al dente e fate saltare nel sugo per un paio di minuti.
Spolverizzate ancora con un po’ di prezzemolo e servite subito.














mercoledì 13 luglio 2016

Friggitelli e pomodorini

Da che cosa deriva il nome peperone? Furono i botanici del XVI secolo che, quando sbarcò in Europa, lo battezzarono Capsicum annum prendendo spunto dalla parola greca Kapto, che tradotto significa “mangio avidamente”. Un’altra versione fa derivare il loro nome dal latino Capsa ovvero scatola, dovuto al fatto che, al suo interno, ha molti semi.
Questo delizioso ortaggio è uno scrigno di virtù preziose: ha pochissime calorie (23 gr per 100 gr di prodotto), contiene provitamina A e moltissima vitamina C presente in quantità maggiore rispetto agli agrumi.
Sul mercato troviamo diverse varietà; un’utile distinzione, oltre a quella tra piccanti o dolci, è quella che considera il colore.
I peperoni verdi hanno questo colore perché sono raccolti in anticipo, hanno un gusto pungente e sono ideali da mangiare in insalata o nelle peperonate.
I peperoni rossi hanno una polpa croccante e zuccherina: sono ideali per la cottura alla brace o per il pinzimonio. Saziano in fretta e sono più ricchi di principi nutritivi.
I peperoni gialli contengono molti antiossidante: sono teneri e succosi ideali da consumare crudi o uniti al pomodoro per rendere corposi i sughi 
I friarelli, detti anche puparuoli friarelli, sono dei  peperoni verdi nani e dolci, non piccanti. In alcune zone dell'Italia centrale sono conosciuti anche come friggitelli.
Sono usati per preparare un piatto tipico della cucina campana: la cottura avviene per frittura in olio d'oliva, con i peperoni ben asciutti, interi, lasciando intatto un abbozzo del picciolo. Si servono nel piatto, salati, ancora caldi, come verdura a sé stante o come contorno di altri piatti.  Ai friggitelli si possono accompagnare patate tenere, tagliate grosse, fritte nello stesso olio di frittura.


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Ingredienti per 4 persone:

800 gr di peperoncini friggitelli
400 gr di pomodorini pachino o simili
40 gr di filetti d’acciughe sottolio
1 spicchio d’aglio
10 rametti di basilico
Sale q.b.


Procedimento

Lavate  i peperoncini, togliete la calottina, incidete un lato ed estraete i semi ( A qualcuno piacciono anche i semi, nel qualcaso ovviamente non tagliateli).
Lavate i pomodorini e tagliateli a metà.
Lavate e sgrondate il basilico.
Scaldate 4 cucchiai di olio in una casseruola e unite lo spicchio d’aglio, i friggitelli e i pomodorini.
Fate friggere per 6/7 minuti a fuoco medio, quando saranno ben rosolati abbassate la fiamma al minimo e unite le acciughe, fatele sciogliere dolcemente, unite un pochino d’acqua calda, lasciate amalgamare bene tutto per altri 5 minuti (sempre a fuoco basso) aggiungete il basilico spezzettato con le mani, mischiate e, se è il caso aggiustate di sale.
 Servite.





venerdì 8 luglio 2016

Muffins di pesche e amaretti

E’ tornata l’estate e con essa, tra le altre cose, sono tornate anche le pesche. Questo frutto vellutato, carnoso e succoso nasce dall’albero del pesco (Prunus persica) e appartiene alla categoria delle drupe come la ciliegia e l’albicocca. Ha forma tondeggiante, con una polpa profumata e dolce, possiede un nocciolo ovoidale, grosso e molto duro, con solchi profondi, che racchiude un seme a mandorla. Il pesco è originario della Cina, dove era considerato simbolo d’immortalità, e i cui fiori furono celebrati da poeti e pittori. Dall’Oriente si diffuse in Persia e infine giunse in Europa.
Il frutto arrivò a Roma nel I secolo d.C. grazie ad Alessandro Magno che, durante la spedizione contro la Persia, lo importò e si diffuse in tutto il bacino del Mar Mediterraneo con il nome di persica perché erroneamente considerato originario della Persia.
In Egitto, la pesca era sacra ad Arpocrate, dio del silenzio e dell’infanzia, ancora oggi, infatti, le guance dei bambini sono paragonate alle pesche, per la loro carnosità e morbidezza.



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Ingredienti per 4 persone.

2 pesche gialle
150 gr di amaretti secchi
2 cucchiai di farina bianca
1 cucchiaio di cacao
1 cucchiaio di rum
2 uova
30 gr di burro

Procedimento

Lavate bene le pesche, tagliatele a metà e togliete il nocciolo.
Tritate gli amaretti e uniteli nella ciotola con la polpa schiacciata delle pesche, aggiungete la farina, il cacao, i rossi d’uovo sbattuti , il rum  e mischiate bene.  Montate a neve gli albumi ed incorporateli al composto girando delicatamente dal basso verso l’alto per non smontarli.
Inserite il composto, aiutandovi con un cucchiaio, nelle pirottine imburrate, mettete un pezzetto di burro su di ognuno e cuocete in forno già caldo a 180° per 40 minuti. Servite tiepidi  o freddi, guarniti con del caramello  e accompagnati con del gelato o della panna.
Buon appetito!









lunedì 4 luglio 2016

Rigatoni Chietini

Questa è una ricetta tipica dell’Abruzzo. Il formato di pasta originale sono le “sagne”
Le “sagne” sono un formato di pasta tipico dell’area dell’Abruzzo, del Molise, della Ciociaria e altre zone montane del Lazio.
E’ una pasta caratterizzata dall’impasto a base di sola farina acqua e sale che ne detonato l’origine povera, da “pasta di tutti i giorni” in contrapposizione a quella all’uovo riservata per la domenica e le grandi occasioni.
Il formato tipico è romboidale, ma si possono trovare anche come listelli (tagliolini) o sotto forma di piccoli quadrati detti “pettele”.
Le ho sostituite con i rigatoni.



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Ingredienti per 4 persone:

320 gr di rigatoni
1 kg di pomodorini maturi
1 peperone rosso
2 spicchi d’aglio
Peperoncino piccante q.b.
Pecorino grattugiato q.b.
Basilico q.b.
Olio extravergine d’oliva q.b.
Sale q.b.

Procedimento

Pulite il peperone, tagliatelo prima a falde, poi a cubetti non troppo grandi.
Lavate i pomodorini e tagliateli a metà.
Versate 5 cucchiai d’olio in una padella capiente, fatelo scaldare leggermente, unite gli spicchi d’aglio e il peperone e fate dorare il tutto. 


Unite i pomodorini, il peperoncino, salate e fate cuocere per circa mezz’ora, 


eliminate gli spicchi d’aglio e aggiungete 8 o 9 foglie di basilico tagliate grossolanamente. Mescolate e spegnete.
Portate a bollore abbondante acqua salata, calate la pasta e fate cuocere per il tempo di cottura indicato sulla confezione. Scolate la pasta al dente e fatela saltare nel sugo per un minuto, spolverate con abbondante Pecorino e servite.