giovedì 30 ottobre 2014

Garganelli con gorgonzola, cavolfiori e zafferano

I garganelli sono un prodotto tipico dell’Emilia-Romagna. Si tratta di un formato di pasta all’uovo, ottenuta ripiegando delle piccole losanghe di pasta e ripassandole su di un apposito utensile per realizzare la caratteristica rigatura. Ideali da consumare con il famoso prosciutto crudo di Parma e il Parmigiano Reggiano oppure con ragù corposi preparati con carne e salciccia.





 LE IMMAGINI E I TESTI PUBBLICATI IN QUESTO SITO SONO DI PROPRIETA' DELL'AUTORE E SONO PROTETTI DALLA LEGGE SUL DIRITTO D'AUTORE N. 633/1941 E SUCCESSIVE MODIFICHE. COPYRIGHT © 2010-2050 TUTTI I DIRITTI RISERVATI A IL POMODORO ROSSO DI MARIA ANTONIETTA GRASSI

Broccolo romano
Ingredienti per 4 persone

320 gr di garganelli
150 gr di cavolfiore bianco
150 gr di cavolfiore romano
200 gr di Gorgonzola cremoso
80 gr di Parmigiano Reggiano grattugiato
1 spicchio d’aglio
Una bustina di zafferano
1 bicchiere di latte piccolo
Sale e pepe q.b.
Olio extravergine d’oliva q.b.

Procedimento

Pulite i cavolfiori e fateli cuocere a vapore fino a renderli morbidi ma non sfatti.
Tagliateli a cimette, metteteli in una padella con due cucchiai d’olio, lo spicchio d’aglio intero, un pizzico di sale e fateli dorare per 5 minuti. Spegnete il fornello e poi togliete lo spicchio d’aglio.
Lessate la pasta in abbondante acqua salata. Nel frattempo, tagliate a cubetti il gorgonzola, mettetelo in un pentolino, aggiungete il bicchiere di latte e fatelo fondere a bagnomaria, mescolandolo. Dopo che sarà fuso completamente aggiungete lo zafferano e mischiate bene. Unite anche metà del Parmigiano Reggiano e amalgamate il tutto.
Scolate la pasta al dente, ripassatela nella padella con i cavolfiori per un minuto, versatela in una zuppiera, condite con la crema di Gorgonzola e Parmigiano Reggiano, spolverizzate con il pepe e il rimanente Parmigiano Reggiano e servite subito.
Buon appetito!




lunedì 20 ottobre 2014

Torretta di Parmigiano Reggiano con pere e taccole.

“….et eravi una montagna di formaggio parmigiano grattugiato, sopra la quale stavan genti che niuna cosa facevan, che fare maccheroni e ravioli e cuocerli in brodo di capponi, e poi li gittavan giù, e chi più ne pigliava, più se n’aveva” 

Decamerone di Boccaccio – Maso del Saggio descrive il paese del Bengodi.

LE IMMAGINI E I TESTI PUBBLICATI IN QUESTO SITO SONO DI PROPRIETA’ DELL’AUTORE E SONO PROTETTI DALLA LEGGE SUL DIRITTO D’AUTORE N. 633/1941 E SUCCESSIVE MODIFICHE. COPYRIGHT © 2010-2050. TUTTI I DIRITTI RISERVATI A IL POMODORO ROSSO DI MARIA ANTONIETTA GRASSI. VIETATA LA RIPRODUZIONE, ANCHE PARZIALE, DI TESTI O FOTO, SENZA AUTORIZZAZIONE.


Ingredienti per 4 persone:

2 pere abate
100 gr di taccole
140 gr di Parmigiano Reggiano grattugiato
75 gr di albumi
Un cucchiaio di prezzemolo tritato
Olio extravergine d’oliva q.b.
Paprika dolce q.b.
Sale e pepe q.b.

Per la crema di Parmigiano
100 gr di Parmigiano Reggiano grattugiato
100 gr di latte intero
1 cucchiaio di amido di mais sciolto nel latte freddo
1 pizzico di sale fino

Procedimento

Versate gli albumi in una ciotola e sbatteteli leggermente, unite il Parmigiano, amalgamate bene il tutto e stendetelo con una spatola su di una placca coperta da carta da forno e infornate per 12 minuti a 170°: dovete ottenere una sfoglia croccante da dividere con un coppapasta in otto dischetti.
Preparate la crema di Parmigiano: sciogliete l’amido in un po’ di latte freddo, poi fate bollire il rimanente, aggiungete il pizzico di sale, il Parmigiano e stemperatelo bene con una frusta e fatelo sciogliere a fuoco lento, unite l’amido di mais e continuate la cottura ancora per due minuti. Lasciate raffreddare e addensare.
Spuntate le taccole e fatele cuocere per 10/15 minuti in acqua bollente salata. Scolatele e tagliatele in piccoli rettangoli.
Tagliatele le pere a dadini.
Versate tre cucchiai di olio in una padella e saltate per 5 minuti i dadini di pera, poi unite le taccole e continuate la cottura a fuoco vivace per altri 5 minuti. Aggiustate di sale, unite il pepe e il prezzemolo tritato, lasciate intiepidire e unite la crema di Parmigiano.
Impiattate singolarmente, disponendo un dischetto di sfoglia in ogni piatto, distribuite una dose abbondante di pere e taccole, sovrapponete l’altro dischetto e completate con un cucchiaio di ripieno. Distribuite le rimanti taccole e pere attorno alle torrette, spolverizzate con la paprika, un po’ di Parmigiano grattugiato e servite.




martedì 14 ottobre 2014

Crostini con Stracchino e salsiccia

Questo formaggio ha origini molto antiche, che risalgono al XIII secolo. Crescenza deriva dal lodigiano “carsenza”, ovvero focaccia, perché per questo formaggio veniva utilizzato lo stesso stampo con cui veniva fatto il pane. Appartiene alla famiglia degli Stracchini, in quanto si produceva quando le vacche tornavano stanche dagli alpeggi.

La Crescenza è prodotta in inverno a pasta molle e cremosa: a pasta molle, ma compatta e con tenore di acqua inferiore, invece, in estate. Molto diffusa e consumata nel Nord dell’Italia, dove si differenzia da una zona all’altra per essere più o meno cremosa. Lo stesso vale per la salatura. Ogni tradizione locale conserva la sua ricetta.


LE IMMAGINI E I TESTI PUBBLICATI IN QUESTO SITO SONO DI PROPRIETA’ DELL’AUTORE E SONO PROTETTI DALLA LEGGE SUL DIRITTO D’AUTORE N. 633/1941 E SUCCESSIVE MODIFICHE. COPYRIGHT © 2010-2050. TUTTI I DIRITTI RISERVATI A IL POMODORO ROSSO DI MARIA ANTONIETTA GRASSI. VIETATA LA RIPRODUZIONE, ANCHE PARZIALE, DI TESTI O FOTO, SENZA AUTORIZZAZIONE.

Ingredienti per 4 persone:

150 gr di Stracchino
100 gr di salciccia
Pane casereccio q.b.

Procedimento
Spelate la salciccia, mettetela in una ciotola e schiacciatela con i rebbi di una forchetta, unite lo stracchino e amalgamate bene gli ingredienti.
Spalmate il composto sulle fette di pane e infornate a 160 ° per dieci minuti. Servite subito.
Buon appetito.


lunedì 6 ottobre 2014

Polpettine di patate e fagiolini al sesamo

Molto probabilmente la polpetta è una delle pietanze più conosciute e amate in assoluto in tutto il mondo e in tutte le sue varianti. Generalmente con questo nome definiamo un composto a base di carne tritata, aromi, spezie e ingredienti leganti come l’uovo, la farina, il pangrattato, ma esistono anche polpette di ceci, di pesce, di riso e vegetali, come in questa ricetta. La parola “polpetta”, infatti, non si riferisce agli ingredienti, ma al tipo di preparazione, che prevede un impasto di base da cui si prelevano tante piccole porzioni che sono lavorate a mano fino a conferire la caratteristica forma tondeggiante o, nelle varie varianti più piatte o allungate. Generalmente si cucinano fritte, previa impanatura, in umido o al forno. 

L’etimologia della parola “polpetta” non è del tutto chiara, verosimilmente, la si deve al tipo di carne pregiata utilizzata in origine, il taglio più tenero del cervo o del vitello, appunto la polpa.





LE IMMAGINI E I TESTI PUBBLICATI IN QUESTO SITO SONO DI PROPRIETA' DELL'AUTORE E SONO PROTETTI DALLA LEGGE SUL DIRITTO D'AUTORE N. 633/1941 E SUCCESSIVE MODIFICHE. COPYRIGHT © 2010-2050 TUTTI I DIRITTI RISERVATI A IL POMODORO ROSSO DI MARIA ANTONIETTA GRASSI


Ingredienti per 4 persone

3 patate grosse o 4 medie
250 gr di fagiolini
100 gr di Pecorino sardo Dop  stagionato grattugiato
3 rametti di timo o un cucchiaino di timo secco
Semi di sesamo q.b.
Sale q.b.
Olio extravergine d’oliva q.b.

Procedimento

Fate lessare le patate con la buccia in acqua salata. Spuntate i fagiolini, lavateli e fateli cuocere per dieci minuti in acqua bollente salata. Scolateli, tagliateli a tocchettini e fateli saltare in padella con due cucchiai d’olio e il timo per cinque minuti. Scolate le patate, pelatele e schiacciateli, ancora calde, con una forchetta o passatele nello schiacciapatate. Unite alla purea di patate tiepida i fagiolini e il Pecorino.




Amalgamate bene e formate tante polpettine. Passatele nei semi di sesamo e mettetele in una teglia ricoperta da carta da forno. Irroratele con un filo d’olio e fatele cuocere in forno già caldo a 180° per circa venti minuti. Lasciate intiepidire e servite così o accompagnandole con la senape all’estragone (dragoncello).
Buon appetito.