La crescenta o crescentina, conosciuta
soprattutto al di fuori della zona di produzione come tigella, è un tipo
di pane caratteristico dell'Appennino Modenese prodotto con un impasto a base
di farina tipo 0, farina tipo 00, latte, lievito, strutto oppure olio e sale
(con dovute e diffuse varianti). È un prodotto agroalimentare tradizionale elencato
con i nomi di crescentina, cherscènta, tigella modenese, tigèla modenese.
Oggi è proposto come parte del menù tradizionale (come secondo piatto o come
piatto unico) da molte trattorie del Modenese, del Bolognese,
del Reggiano e del Mantovano; oppure come cibo di strada in
manifestazioni folcloristiche e sagre locali.
I dischi di terracotta o di pietra refrattaria in cui originariamente erano cotte le crescenti sono chiamati tigelle. Tigella deriva da tegella, diminutivo di tegula che in latino volgare significava coperchio, dal verbo tegere (coprire). Oggi, nelle zone di pianura del nord Italia ci si riferisce alle crescentine con il sempre più diffuso appellativo metonimico di tigelle, nonostante sia crescentine il termine etimologicamente esatto.
A rafforzare il concetto, lo scrittore locale Andrea Pini scrisse: "In pizzeria chiedereste mai il forno al posto della pizza? O al fast food una friggitrice al posto delle patatine? O a vostra nonna la teglia al posto della crostata?". Nella stessa tradizione locale si è sempre detto "Chersènt in t'al tigèli", ovvero "Crescenti nelle tigelle", a ribadire il concetto della differenza.
Fonte: Wikipedia
I dischi di terracotta o di pietra refrattaria in cui originariamente erano cotte le crescenti sono chiamati tigelle. Tigella deriva da tegella, diminutivo di tegula che in latino volgare significava coperchio, dal verbo tegere (coprire). Oggi, nelle zone di pianura del nord Italia ci si riferisce alle crescentine con il sempre più diffuso appellativo metonimico di tigelle, nonostante sia crescentine il termine etimologicamente esatto.
A rafforzare il concetto, lo scrittore locale Andrea Pini scrisse: "In pizzeria chiedereste mai il forno al posto della pizza? O al fast food una friggitrice al posto delle patatine? O a vostra nonna la teglia al posto della crostata?". Nella stessa tradizione locale si è sempre detto "Chersènt in t'al tigèli", ovvero "Crescenti nelle tigelle", a ribadire il concetto della differenza.
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100 g di latte
200 g di acqua gassata molto fredda
8 g di lievito di birra secco
10 g di sale fino
Olio extravergine d’oliva per friggere q.b.
Procedimento
In una ciotola mescolate farina e lievito.
Formate un buco al centro e deponeteci lo strutto, l’acqua e il latte.
Aiutandovi con una forchetta mescolate bene tutto, poi versatelo su di una spianatoia e proseguite ad impastare per circa dieci minuti.
Rimettete l’impasto nella ciotola, copritela con della pellicola e mettete a lievitare in un luogo caldo e lontano da colpi d’aria.
Dopo circa tre ore o quando avrà raddoppiato il suo volume, versatelo sulla spianatoia e dividetelo in quattro parti.
Prelevatene una parte e, con il mattarello, stendetela in una sfoglia sottile spessa circa 2 mm e tagliatela in rettangoli (o, se preferite, in losanghe, triangoli, ecc).
Proseguite con gli altri tre pezzi d’impasto allo stesso modo.
In un’ampia padella scaldate abbondante olio e quando sarà ben caldo ma non fumante, inserite le crescentine, poche alla volta per non abbassare la temperatura dell’olio, e iniziate a friggere.
Quando saranno diventate ben gonfie e avranno formato delle piccole bolle, raccoglietele con l’aiuto di un mestolo forato, mettetele a scolare dall’olio in eccesso su della carta da cucina e tenetele al caldo.
Servitele calde accompagnate da lardo, prosciutto crudo o altri tipi di salumi e da formaggi,
Formate un buco al centro e deponeteci lo strutto, l’acqua e il latte.
Aiutandovi con una forchetta mescolate bene tutto, poi versatelo su di una spianatoia e proseguite ad impastare per circa dieci minuti.
Rimettete l’impasto nella ciotola, copritela con della pellicola e mettete a lievitare in un luogo caldo e lontano da colpi d’aria.
Dopo circa tre ore o quando avrà raddoppiato il suo volume, versatelo sulla spianatoia e dividetelo in quattro parti.
Prelevatene una parte e, con il mattarello, stendetela in una sfoglia sottile spessa circa 2 mm e tagliatela in rettangoli (o, se preferite, in losanghe, triangoli, ecc).
Proseguite con gli altri tre pezzi d’impasto allo stesso modo.
In un’ampia padella scaldate abbondante olio e quando sarà ben caldo ma non fumante, inserite le crescentine, poche alla volta per non abbassare la temperatura dell’olio, e iniziate a friggere.
Quando saranno diventate ben gonfie e avranno formato delle piccole bolle, raccoglietele con l’aiuto di un mestolo forato, mettetele a scolare dall’olio in eccesso su della carta da cucina e tenetele al caldo.
Servitele calde accompagnate da lardo, prosciutto crudo o altri tipi di salumi e da formaggi,
