martedì 31 luglio 2018

Coppette di lamponi e mirtilli con yoghurt e cereali

Il termine "frutti di bosco" identifica un insieme di frutti che sono reperibili nel sottobosco o, più genericamente, nelle macchie di vegetazione selvatica (nonostante siano oggetto di colture agrarie). Hanno un impiego gastronomico estremamente diffuso e variegato e sono impiegati prevalentemente freschi aggiunti a yoghurt, bavaresi, mousse , gelati e altri dolci al cucchiaio, tuttavia sono ottimi anche cucinati con brasati di selvaggia, risotti, paste ecc..
I frutti di bosco più conosciuti e consumati sono: mirtilli rossi e neri, lamponi, more, fragole, ribes rossi e neri, uva spina, more di gelso, bacche del sambuco, amarene, uva spina.
Sono ricchi di vitamine e antiossidanti utilissimi al buon funzionamento del nostro organismo.


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Ingredienti per 4 persone

2 confezioni di Bis mirtilli-lamponi
400 gr. di yoghurt greco
300 gr di muesli
2 cucchiai di miele d’acacia

Procedimento

Lavate delicatamente i frutti di bosco e asciugateli.
Unite il miele allo yoghurt e amalgamate bene.
Componete le coppette mettendo sul fondo un po’ di yoghurt, poi il muesli e i frutti di bosco,ripetete il procedimento ancora una volta (o più volte, come preferite) terminando con i mirtilli e i lamponi.


E se avanza?  Se vi avanza una coppetta preparate una piccola cheesecake.  Schiacciate dei frollini, unite un po’ di burro, amalgamate e mettete in una formina comprimendo bene. Frullate lo yoghurt con il muesli e i frutti di bosco, unite mezzo foglio di gelatina bagnata, strizzata e sciolta in un cucchiaio di latte (mettete sul fuoco 2 minuti), versate sui biscotti, livellate e mettete in frigo a rapprendere. Dopo tre ore togliete dal frigo, distribuite sopra della glassa di cioccolato e servite.



sabato 28 luglio 2018

Confettura di susine Ramassin

Il Ramassin del Saluzzese fa parte del gruppo delle susine cosiddette “Siriache”, originarie della Siria. Il frutto di piccole dimensioni ha un  colore blu violaceo e una volta maturo tende a cadere a terra. Questa caratteristica fa sì che venga tradizionalmente raccolto da terra, solo quando i frutti hanno raggiunto la piena maturazione, e venga commercializzato senza classi qualitative di grandezza o peso. Si tramanda che la vendita tradizionale non avvenisse a peso, ma bensì “al palot”, cioè un tanto per ogni piccola pala di susine. Il frutto, oltre che per le piccole dimensioni, si differenzia dalle comuni susine per la sua dolcezza e per la sua aromaticità che lo rendono inconfondibile. E’ una specie molto rustica che richiede poche cure e si mostra poco esigente anche in termini di difesa fitosanitaria.
La coltivazione è talmente antica che non esiste una documentazione specifica ma solo testimonianze della sua coltivazione negli archivi comunali del saluzzese.
L’etimologia araba del termine Ramassin , che sta ad indicare la capitale siriana Damasco, sembra ricondurre l’introduzione della specie al periodo delle invasioni dei saraceni o al periodo delle crociate in Terra santa.
In Piemonte la diffusione della coltura avvenne inizialmente ad opera dei Frati Benedettini provenienti dalla Francia nelle zone collinari del torinese e del chierese e solo successivamente avvenne la diffusione della specie nel saluzzese.
La Valle Bronda divenne un importante centro produttivo e commerciale del prodotto a tal punto che nel periodo di raccolta si tenevano ogni sera due mercati completamente dedicati al Ramassin: uno nel comune di Pagno e l’altro nel comune di Saluzzo nella Frazione di S. Lazzaro.
Nel 2006 è stato costituito da alcuni produttori il “Consorzio di promozione e valorizzazione del Ramassin del Monviso-Valle Bronda”.


I Ramassin che ho utilizzato per questa confettura (si può chiamare marmellata solo quella di agrumi, le altre sono denominate confetture) arrivano dall’albero che si trova nel mio orto in quel di Sommariva del Bosco (CN) e sono di una dolcezza incredibile e assolutamente bio.





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Ingredienti per 4 vasetti da 250 gr tipo Bormioli.

1800 gr di Ramassin
900 gr di zucchero di canna
1 limone
50 ml di vino bianco dolce tipo Moscato


Procedimento.
Lavate e denocciolate le susine lasciandole cadere in una pentola adatta in acciaio inox o ceramica (non utilizzate l’alluminio).
Terminata l’operazione aggiungete il succo del limone, la scorza dello stesso (solo la parte gialla, state attenti a non prelevare la parte bianca (albedo) che renderebbe amara la confettura), il vino e lo zucchero.



Mescolate e ponete la pentola sul fuoco facendo bollire adagio adagio, mescolando e schiumando.



Quando la confettura raggiungerà la giusta densità  (fate la prova versando un po’ di confettura in un piatto ed inclinandolo, se non scorre è perfetta), toglietela dal fuoco e invasatela immediatamente nei vasi, chiudeteli ermeticamente e conservateli all’asciutto e all’oscuro.

NOTA: L'alcool contenuto nel vino cuocendo evapora, quindi può essere tranquillamente consumata dai bambini o dalle persone che non possono consumare alcool.



Sentiamo spesso parlare di marmellate, confetture e composte, ma in che cosa si differenziano?
La marmellata è un prodotto fatto di zucchero e agrumi (arancia, mandarino, limone, cedro, bergamotto, pompelmo) in cui la percentuale di frutta sia almeno il 20%. Le parti di agrumi utilizzabili sono polpa, purea, succo, estratti acquosi e scorza.
La confettura è un   prodotto contenente zucchero e polpa (o purea) di tutti gli altri tipi di frutta. La percentuale di frutta non è in generale inferiore al 35% (con differenze anche notevoli a seconda del frutto usato), ma sale al 45% nel caso della “confettura extra“.
La composta. In questo caso si ritiene che la percentuale di frutta non debba essere inferiore ai due terzi. Nella composta lo zucchero aggiunto è sensibilmente minore, così come il conseguente apporto calorico.
Le confetture, come le marmellate e le composte, sono semplicissime da preparare, ma bisogna porre molta attenzione ai contenitori che devono essere sempre ben lavati con acqua bollente e sterilizzati prima dell’utilizzo; i coperchi devono essere nuovi per garantire la chiusura ermetica.

Per sterilizzarli potete utilizzare vari metodi, personalmente utilizzo il seguente:
Lavo  i vasetti e i coperchi con acqua calda e detersivo, li sciaquo molto bene sempre con l’acqua calda e li asciugo.
Accendo il forno a 130 gradi (non di più perché si rischia di rompere il vetro) posiziono i vasetti e i coperchi assicurandomi che non si tocchino. Chiudo il forno e li lascio lì per 20/25 minuti. Trascorso il tempo, li tolgo usando i guanti e invaso la confettura caldissima, poi chiudo ermeticamente e lascio raffreddare su dei sottopentola. Lo sbalzo di temperatura potrebbe far rompere i vasetti.

giovedì 19 luglio 2018

Pomodorini confit


I pomodori Pachino sono  delle  eccellenze del made in Italy agroalimentare tra le più apprezzate e consumate. Dolci e profumati, ipocalorici e ricchi di nutrienti, ciliegino e datterino oltre che gustosi e salutari sono molto versatili in cucina. Anche se simili per composizione e aspetto questi due tipi di pomodorini non sono esattamente uguali: le loro caratteristiche e differenze possono renderli ognuno più adatto dell’altro per la realizzazione di determinati piatti.
La varietà datterino  (usata in questa ricetta) contiene meno acqua rispetto al ciliegino; tutti e due hanno un gusto molto dolce, “corretto” comunque da un giusto grado di sapidità grazie alle caratteristiche dei terreni vicino al mare in cui sono coltivati.
E’ ricco di licopene , minerali e vitamina c.
Fonte:  Artimondo



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Ingredienti: 

300 gr di pomodorini Pachino tipo Datterino
2 spicchi d’aglio (facoltativo)
Timo q.b.
Origano q.b.
Zucchero q.b.
Sale q.b.
Olio extravergine d’oliva q.b.

Procedimento

Lavate e asciugate il pomodorini.
Divideteli a metà senza togliere i semi.
Deponeteli su della carta da forno messa sulla leccarda.


Salate e versate un po’ d’olio sui mezzi pomodorini.
Tagliate l’aglio a fettine sottilissime e mettetele sopra.
Spolverizzate con il timo e l’origano  e distribuite un pochino di zucchero.


Infornate a 100°C (forno ventilato preriscaldato) per 2 ore.
Sfornate lasciate raffreddare.
Ottimi così, fantastici se conditi con capperi e olive.
Quelli che avanzano metteteli in un contenitore di vetro, aggiungete un po’ d’olio, chiudete con il coperchio e mettete in frigorifero.
Si manterranno per 3 o 4 giorni.






giovedì 12 luglio 2018

Misticanza orto e mare

Con il gran caldo estivo si ha poca voglia di stare ai fornelli e desideriamo piatti freschi e veloci come questa insalata che può tranquillamente essere considerata un piatto unico.
I gamberi sono dei crostacei ricchi di proteine e poveri di grassi e zuccheri. Per questo motivo sono adatti alle diete ipocaloriche. Ovviamente  serviti con condimenti leggeri e non fritti




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Ingredienti per 4 persone:

200 g di Misticanza
300 gr di gamberi
200 gr di mais
Una ventina di olive nere
Acciughe sottolio q.b.
20 pomodorini
Olio extravergine d’oliva q.b.
Succo di limone q.b.
Sale q.b.

Procedimento

Fate lessare i gamberi in acqua acidulata con un po' di limone per 3 minuti. Sgusciateli lasciandone qualcuno con il carapace, servirà da guarnizione.
In una ciotola versate la misticanza, unite il mais, le olive, i pomodorini e le acciughe spezzettate.
Aggiungete i gamberi, salate, condite con il succo  il succo di limone e l’olio.
Guarnite con i gamberi rimasti e con qualche acciuga arrotolata e servite.



mercoledì 4 luglio 2018

Insalata di tacchino e ortaggi


La carne di tacchino ha un eccellente contenuto proteico e, considerato il fatto che possiamo consumarlo senza la pelle, è da considerarsi tra le più magre. Poi, se consideriamo la qualità dei suoi grassi, scopriamo che il contenuto d'acido linoleico (che è un acido grasso essenziale molto importante) nel tacchino è quasi 10 volte superiore a quello d'altri tipi di carne. Non solo, ma il contenuto di colesterolo è tra i più bassi: si tratta di 8 -8,25 mg per cento grammi di parte edibile contro un valore che varia da 70 a 125 mg nella carne di manzo e da 70 a 105 mg in quella di maiale.




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Ingredienti per 4 persone:
2 sovracosce di tacchino
1 peperone giallo piccolo
1 peperone rosso piccolo
1 cipolla di Tropea
Una ventina d’olive taggiasche
Una decina d’olive verdi qualità Bella di Cerignola
4 rametti di prezzemolo
2/3 rametti di timo, rosmarino, maggiorana
4/5 bacche di ginepro
Olio extravergine d’oliva q.b.
Aceto balsamico q.b.
Sale e pepe q.b.

Procedimento
Togliete la pelle e il grasso alle sovracosce di tacchino e cuocetele per 40 minuti nella vaporiera unendo il timo, il rosmarino, la maggiorana e le bacche di ginepro.
Lasciatele  raffreddare e tagliatele a dadini.
Pulite e grigliate leggermente  i peperoni e tagliateli a striscioline, pulite la cipolla, tagliatela a rondelle e grigliatela. Lavate e tritale il prezzemolo.
Mettete tutti gli ingredienti in una ciotola, unite   le olive  tagliate a rondelle  o, se preferite, lasciatele intere.
Fate una vigranette (emulsione) con l’olio, l’aceto balsamico, il sale e il pepe e condite l’insalata di tacchino. Lasciatela riposare per almeno 2 ore in frigorifero. Servire fresca.
Se preferite, al posto delle sovracosce di tacchino (che hanno il vantaggio di essere gustose e costare poco) potete utilizzare la fesa di tacchino.



Consiglio: Se non avete la vaporiera, potete far bollire il tacchino o cuocerlo al forno.


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