sabato 8 giugno 2019

Polpette di pane, patate e prosciutto


La sacralità del pane da millenni accompagna la vita dell’uomo e ne è diventato parte integrante. Frutto del lavoro nei campi, per millenni è stato il fautore dell’equilibrio d’ogni società. Numerose nei secoli sono state le lotte popolari legate proprio alla sua carenza causata da carestie o da motivi politici. Ben lo sapevano gli imperatori romani che dominavano il popolo con il famoso motto “panem et circenses” (pane e divertimento).
Molto meno attenti a queste esigenze sono stati i loro successori delle società medievali che, per questo motivo, erano spesso oggetto di rivolte popolari legate alla carenza di farine o all’aumento del costo del pane. In età moderna abbiamo avuto modo di assistere ad analoghe reazioni come la famosa rivolta dei milanesi del 1628 o la Rivoluzione francese che ha avuto, tra le cause principali, quella della mancanza di pane.
Questo piccolo escursus storico per ricordarci l’importanza di quello che oggi troviamo tutti i giorni con facilità sulle nostre tavole e che, spesso, gettiamo perché raffermo, dimenticando, non solo il nostro passato, ma anche chi, purtroppo ancora oggi, muore di fame. Ho avuto più volte modo di sottolineare da questo blog l’importanza del riutilizzo degli alimenti e spesso ho postato ricette con queste caratteristiche, anche questa è una di quelle.  E’ nata con il pane raffermo, una patata, le ultime due uova in frigorifero, un fondino di prosciutto cotto e il Parmigiano Reggiano. Il risultato sono state queste polpettine da mangiare così o accompagnate da una fresca insalatina o da un po’ di maionese o di salsa rubra.
Se vi avanza del pane provate a prepararle, mettendo anche gli ingredienti che vi sono rimasti in dispensa come formaggi, carne, affettati, ecc. 
Con questa ricetta partecipo al concorso di CUCINA ANTI SPRECO organizzato da DEGUSTE’-DREAM FOOD 2019, LIBRICETTE.eu e SAPERE DI GUSTO Magazine online, con il sostegno dello sponsor ANTIQUA- Pregiata Farina Macinata a Pietra by Molini Bongiovanni SpA. Giudice delle ricette è lo chef Mauro Agù del ristorante IL CIABÒT di Roleto


LE IMMAGINI E I TESTI PUBBLICATI IN QUESTO SITO SONO DI PROPRIETA’ DELL’AUTORE E SONO PROTETTI DALLA LEGGE SUL DIRITTO D’AUTORE N. 633/1941 E SUCCESSIVE MODIFICHE. COPYRIGHT © 2010-2050. TUTTI I DIRITTI RISERVATI A IL POMODORO ROSSO DI MARIA ANTONIETTA GRASSI. VIETATA LA RIPRODUZIONE, ANCHE PARZIALE, DI TESTI O FOTO, SENZA AUTORIZZAZIONE.

Ingredienti per 4 persone:

200 g di pane raffermo
1 patata media
70 g di prosciutto cotto
70 g di Parmigiano Reggiano
2 uova
200 ml di latte
2 cucchiai di bagnet verd o in alternativa tritate una decina di rametti di prezzemolo con mezzo spicchio d’aglio e un cucchiaino di capperi e amalgamate tutto con un pochino d’olio.
2 rametti di timo
Farina di mais per impanature q.b.
Olio extravergine d’oliva q.b.
Sale e pepe (facoltativo) q.b.


Procedimento

Fate bollire  la patata.
In una ciotola mettete il pane spezzettato insieme al latte in modo che si imbibisca bene.
Nel frattempo grattugiate il Parmigiano Reggiano e tritate con il mixer il prosciutto cotto.
Quando il pane sarà ammorbidito strizzatelo così da eliminare il latte in eccesso e mettetelo in una ciotola, unite la patata schiacciata e amalgamate il tutto.
Aggiungete il prosciutto tritato, il formaggio, il bagnet, gli aghetti di timo, le uova e aggiustate di sale e di pepe.
Impastate il composto utilizzando le mani così da ottenere un risultato ben compatto e morbido. Se fosse troppo asciutto potete aggiungere ancora un pochino di latte.
Dall’impasto prelevate una piccola porzione e fatela roteare tra le mani creando la polpetta.
Continuate così fino ad esaurimento del composto.


In un pentolino mettete la farina di mais per impanature e deponeteci , poche alla volte, le polpette.
Prendete il pentolino dal manico e muovetelo da destra a sinistra e viceversa in modo da far aderire la panatura alle polpette.
Mettetele in un piatto.


Scaldate abbondante olio e friggete le polpette. Fate dorare entrambi i lati per alcuni minuti e scolatele solo quando saranno ben dorate.
Adagiatele poi su della carta da cucina per eliminare l’olio in eccesso e servitele calde.


Tempo di preparazione: 20 minuti
Cottura : per la patata 35 minuti per le polpette 10 minuti



martedì 4 giugno 2019

Foglie di pane allo zafferano


Un pane con il colore del sole, il profumo delle spighe e dal sapore intenso.
Ottimo così, ideale per accompagnare salumi e formaggi.
L’ho preparato con la farina di semola di grano duro  bio varietà “Senatore Cappelli” prodotta dalla Cooperativa Agricola Palazzo Piccolo e con l’olio extravergine d’oliva bio San Martino prodotto dall’Azienda Agricola Masseriola.
Il grano duro varietà “Senatore Cappelli” è un’antica varietà di grano duro coltivata principalmente nel Sud Italia.
La sua storia inizia nel 1915 quando il genetista Nazareno Strampelli, partendo dai grani nordafricani, selezionò una qualità molto resistente e adatta ai terreni del Meridione.
Una pianta che può raggiungere il metro e ottanta e a cui decise di dare il nome del Senatore Cappelli in onore al suo impegno di modernizzazione dell’agricoltura in Puglia.
Le spighe di grano Cappelli, ottenute da un’attenta selezione naturale a Foggia, sono state per decenni le coltivazioni più diffuse Nel Sud d’Italia e nelle Isole. Viene considerato il padre del grano duro, definito negli anni ’30 “razza eletta” è un grano duro rustico che predilige terreni poveri e argillosi.
Possiede eccellenti qualità nutrizionali e un alto valore proteico; in Puglia tali caratteristiche gli hanno valso l’appellativo di “carne dei poveri”.
L'Azienda Agricola Masseriola, che sorge nella parte meridionale del Subappennino Dauno, in agro di Ascoli Satriano, ad un'altitudine di circa 300 metri sul livello del mare, da ormai 50 anni dedica 30 ettari alla coltivazione dell'olivo di varietà Coratina e Moraiolo.
Le olive migliori vengono raccolte per brucatura, ossia direttamente dalla pianta, e sottoposte a molitura entro 24-36 ore. con un sistema di frangitura mediante macine di pietra. L’olio “Masseriola” è oggi riconosciuto a livello internazionale fra i migliori oli a certificazione biologica e D.O.P.
L'alta qualità di quest’olio si esprime attraverso il colore dal verde al giallo. Il suo sapore fruttato, l'odore di fruttato medio con sentori di frutta fresca e note ben equilibrate di amaro e piccante, il bassissimo grado di acidità lo rendono ideale per qualsiasi tipo di ricetta, ma specialmente per questa donandole un gusto particolare.
Sia la Cooperativa Palazzo Piccolo sia l'Azienda Agricola Masseriola aderiscono al circuito Qui da Noi- Cooperative Agricole - Confcooperative




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Ingredienti

400 g di semola di grano duro bio Masseria Palazzo Piccolo
100 g di farina 0
300 ml di acqua
1 bustina di zafferano
2 cucchiai di olio extravergine d’oliva San Martino ( Azienda Agricola Masseriola)
200 gr di lievito madre rigenerato o, in alternativa 35 gr di lievito madre essiccato
1 cucchiaio pieno di sale fino




Procedimento

Scaldate leggermente l’acqua (non deve superare i 35°.)
Scioglieteci il lievito madre rigenerato (se usate quello essiccato, mettetelo direttamente nella farina.) e lo zafferano.
Setacciate la farina in una ciotola e aggiungete gradualmente l’acqua con il lievito iniziando a impastare. Quando l’impasto avrà raccolto tutta l’acqua, aggiungete l’olio e alla fine il sale.
Impastate fino a ottenere un composto omogeneo, elastico e asciutto (10/15 minuti).
Formate una palla poi ricopritela con un panno umido riposare e lasciatela lievitare per due ore, al caldo e lontano da colpi d’aria. 


Trascorso il tempo, riprendete l’impasto, e sulla spianatoia leggermente infarinata, lavorate la pasta dividetela in due metà e tiratela a mano a formare una sfoglia.


La prima spennellatela con un pochino di olio (rimarrà più intagliata nel disegno), la seconda no. Arrotolate a formare  due cilindri .Tagliate la pasta in modo obliquo e disponete le rondelle  ottenute su di una leccarda, coperta con della carta da forno, sovrapponendole e premendo bene nel punto d’attacco come nella foto.



Spennellate con un pochino d’olio, coprite con altra carta da forno e  con un canovaccio.
Lasciate lievitare fino al raddoppio (il tempo dipende dalla temperatura ambiente, si va dalle 2 alle 4 ore).
Accendete il forno a 200° e inserite sul fondo un pentolino con dell’acqua (servirà a mantenere la giusta umidità). Quando il forno raggiungerà la temperatura, infornate il pane e lasciate cuocere per 35/40 minuti.
Sfornate e fate raffreddare su di una gratella.



Consiglio: potete usare il lievito di birra sia secco che fresco e in questo caso i tempi di lievitazione si dimezzano.



Contattate subito le aziende per acquistare i loro ottimi prodotti!




Si ringraziano le cooperative e le aziende per la fornitura degli ingredienti per la realizzazione della ricetta.


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