lunedì 18 febbraio 2019

Patate duchessa


Le patate duchessa (pommes duchesse) sono una classica ricetta di origine francese, semplice da realizzare, coreografica  e perfetta per accompagnare secondi di carne o di pesce.
La loro peculiarità consiste nel fatto che sono croccanti fuori e morbide dentro.
La versione italiana rispetto a quella francese prevede anche l’utilizzo del Parmigiano Reggiano.



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Ingredienti per 4 persone:

500 gr di patate bianche farinose
50 gr di burro
70 gr di Parmigiano Reggiano grattugiato
3 tuorli
Noce moscata  grattugiata q.b.
Sale e pepe bianco q.b.

Procedimento

Lavate le patate e mettetele, con la buccia, in acqua fredda e  fatele lessare per circa 30/40 minuti dal bollore (dipende dalle dimensioni). Scolatele, pelatele e  pelatele e passatele nello schiacciapatate.
Raccogliete la polpa in una ciotola, unite il burro lasciato a temperatura ambiente per mezz’ora e mescolate finché non si sarà sciolto e amalgamato. Unite il Parmigiano Reggiano grattugiato, il sale, il pepe e la noce moscata (per la quantità regolatevi secondo i vostri gusti).
Unite anche due tuorli e amalgamate bene il tutto fino ad ottenere un composto omogeneo e compatto.
Trasferitelo in una sac à poche con la bocchetta a stella e formate dei mucchietti di circa 5 cm di diametro su una teglia  rivestita di carta da forno.
Spennellate le duchesse  con l’ultimo tuorlo rimasto e fate cuocere a 200°C (infornate quando il forno è già caldo) per circa 15/20 minuti.
Quando saranno ben dorate sfornatele e servitele come accompagnamento a piatti di carne o di pesce e magari con l’aggiunta di verdure o legumi come nella foto.




giovedì 7 febbraio 2019

Roast beef


Il roast beef (o roastbeef) è un piatto di carne di bovino arrostita al forno. Termine inglese che significa letteralmente “bue arrostito” e indica sia un particolare arrosto di bue sia alcuni tagli regionali di carne. Viene essenzialmente servito come pasto principale e gli avanzi possono essere e sono spesso serviti all'interno di panini. In Inghilterra, Canada, Irlanda e Australia, il roast beef è uno dei piatti tradizionalmente serviti a cena la domenica (sunday roast, arrosto della domenica), anche se è spesso servito come un taglio freddo nei negozi di gastronomia, di solito in panini che spesso contengono formaggio Cheddar. Un contorno tradizionale del roast beef è costituito dallo Yorkshire pudding.
L’espressione è passata dall’inglese all’italiano attraverso il francese “rosbiffe” adottato specie in Toscana ed in altre regioni centrali. La sua diffusione in Italia risale alla prima metà dell’800. Il termine venne usato per la prima volta nel 1837, in uno scritto inviato da Londra da Mazzini, ma l’impulso a tale preparazione fu dato probabilmente dagli inglesi residenti nella penisola, soprattutto in Toscana. Nella tradizione anglosassone il roast beef è un arrosto fatto allo spiedo con l’intera lombata di bue o una buona parte di essa: è quindi una portata grandiosa, celebrativa, simbolo del meglio di quella cucina.
Oggi la valenza sociale del roast beef è diversa. In famiglia la tradizione del piatto celebrativo e in qualche modo rimasta ma carne si cuoce in forno e i tagli non sono più grandiosi. Per il mondo dei panini quello farcito con il roast beef rappresenta una delle proposte più gourmet.




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Ingredienti per 6 persone: 

1 Kg. di vitellone
2 cucchiai di senape
Mezzo bicchiere di vino bianco
Olio extravergine d'oliva q.b.
30 gr. di burro
 1 cucchiaino di sale fino

Procedimento
Accendete il forno a 180°
Mescolate il sale alla senape e spalmatela sulla carne massaggiandola.
Mettete il burro in una padella e fatelo sciogliere dolcemente, unite la carne e rosolatela per 5 minuti da tutti i lati, sfumate con il vino, alzate il fuoco e fatelo evaporare  per 1 minuto poi spegnetelo.
Trasferite la carne in una teglia da forno, versate sopra il suo sugo e infornate per 30 minuti rigirandola ogni 10 minuti.
Spegnete il forno, estraete la teglia, ricopritela  con un foglio d’alluminio e lasciate riposare il roast-beef per una ventina  di minuti.
Servitelo tagliato a fette sottilissime e accompagnato dal suo sughetto servito a parte.

lunedì 4 febbraio 2019

Insalata di clementine


Vi siete chiesti quale sia la differenza tra mandarino e clementina? I due frutti si assomigliano molto, ma ci sono differenze significative a partire dall’aspetto fino alla consistenza della polpa e al suo sapore.
Prima di tutto, la forma. Basta guardare con attenzione e noteremo che la forma della clementina è sempre ben rotonda, meno appiattita di quella del mandarino.
Come il mandarino, anche la clementina si sbuccia e si divide in spicchi con facilità. La scorza del mandarino è però più spessa, mentre quella della clementina è più sottile e flessibile. Il gusto della clementina è più simile all’arancia, con un perfetto equilibrio tra l’agro e il dolce, mentre il mandarino è più aspro.
Se non amate i semi all’interno del frutto, il nostro consiglio è di preferire le clementine. I mandarini, infatti, li contengono in quantità. Nella clementina la presenza dei semi è più rara, anche se non del tutto esclusa: a causa dell’impollinazione incrociata dalle api, a volte compare qualche seme anche in questo frutto.
In merito alla differenza tra mandarino e clementina, bisogna ricordare anche che l’origine dei due frutti è differente. Secondo gli storici la coltura dei mandarini risale a ben tremila anni fa, in Cina e in Giappone. Il luogo di origine delle clementine è invece più controverso: Cina o Algeria. Oggi le clementine, della famiglia dei mandaranci, sono coltivate soprattutto in Marocco, Spagna, Algeria e Italia (in Calabria, Puglia e Sicilia).
La differenza fra mandarino e clementina riguarda anche le caratteristiche nutrizionali, per altro ottime in entrambi i casi. Entrambi offrono un elevato contenuto di vitamina C, ottimo antiossidante. Ma se i mandarini contengono 26,7 mg di vitamina C per 100 grammi, le clementine fanno di più con 48,8 mg per 100 grammi. Il contenuto calorico è più contenuto nelle clementine: 47 calorie per 100 grammi contro le 53 dei mandarini. A differenza delle clementine, i mandarini hanno infatti una considerevole concentrazione di zuccheri (10,58 g/100 g). Rispetto alle clementine i mandarini contengono più fibra: 1,8 grammi contro 1,7 grammi.



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Ingredienti per 4 persone
200 gr  d’insalatina mista  tra radicchio e songino
3 Clementine
80 gr di Parmigiano Reggiano
40 gr di nocciole tostate
Olio extravergine d’oliva q.b.
Aceto di mele q.b.
Sale q.b.


Procedimento
Lavate, sgrondate l’insalata  e mettetela in una ciotola.
Sbucciate le clementine, staccate delicatamente gli spicchi e uniteli all’insalata.



Scagliate il Parmigiano e aggiungetelo insieme alle nocciole agli altri ingredienti nella ciotola.

In una ciotolina versate 5 cucchiai d’olio extravergine, 1 cucchiaio d’aceto e il sale. Amalgamate bene e condite l’insalata con l’emulsione ottenuta.


Servite subito.

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