martedì 19 marzo 2019

Zeppole di San Giuseppe con la crema pasticcera

TANTISSIMI AUGURI A TUTTI I PAPA’ DEL MONDO!!!!!

Le zeppole di San Giuseppe sono  un dolce tipico, tradizionalmente preparato per la festa di San Giuseppe il 19 marzo divenuta anche la festa dei papà.



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Ingredienti per l’impasto delle zeppole

150 gr  di farina
100 gr  di burro
2 cucchiai  di zucchero
Un pizzico di sale  (la punta di un cucchiaino)
2 bicchieri d’acqua (circa 250 cl)
2 uova

Ingredienti per la crema pasticcera

2 rossi d’uovo
100 gr  di zucchero
100 gr  di farina
mezzo litro di latte
1 stecca di vaniglia (facoltativa)
1 buccia grattugiata di limone non trattato

Per decorare
More sciroppate

Procedimento

Preparate la crema pasticcera:

Portate ad ebollizione  il latte con la stecca di vaniglia. Spegnete il fuoco e lasciatelo intiepidire un po’.
Lavorate  con la frusta elettrica  i due rossi d’uovo con lo zucchero  fino a quando il composto risulterà gonfio. Aggiungete gradatamente la farina (aiutatevi eventualmente con un cucchiaio di latte tiepido) e amalgamate bene per evitare la formazione di grumi, aggiungete, sempre lentamente e rimestando, il latte, unite la buccia grattugiata del limone.
Sciogliete bene il composto e rimettetelo sul fuoco bassissimo, rimestando continuamente.
Vedrete la crema gonfiarsi lentamente (circa 7/8 minuti), quando la consistenza sarà quella “sofficiosa” classica della crema pasticciera  spegnete il gas.

Prepariamo le zeppole:

Versate in una pentola l’acqua, aggiungete il sale, lo zucchero e il burro, portate il tutto ad ebollizione e versate immediatamente tutta la farina setacciata. Lavorate energicamente l’impasto e cuocetelo per 10 minuti, finché non si stacca dalle pareti della pentola.  A fuoco spento  aggiungete il primo uovo mescolando velocemente. Quando risulterà  ben  incorporato aggiungete il secondo uovo, sempre mescolando.
La pasta dovrà essere simile ad  una crema vellutata e liscia. Lasciate riposare per 20 minuti.
Accendete il forno a 200°.
Riempite un sac a poche con la crema ottenuta e formate sulla placca da forno, precedentemente imburrata, dei mucchietti grossi come un’albicocca  e distanziati tra loro. Cuocetele nel forno preriscaldato per circa venti minuti fino a quando risulteranno ben gonfie.
Lasciatele  raffreddare .
Se preferite potete farle friggere, in una padella dai bordi alti, con olio d’oliva per qualche minuto.  In questo caso, la preparazione risulterà sicuramente più “pesante”.

Quando si saranno raffreddate, con una siringa da pasticcere, riempitele di crema (se non avete la siringa, potete tagliare un po’ la calotta e riempirle). Mettete una mora  sopra ogni zeppola e  cospargete di zucchero a velo.
Buon appetito!

Potete anche decorarle con le ciliegie sciroppate come in questa versione




giovedì 14 marzo 2019

Fragole cioccolatose


Questi deliziosi frutti…non frutti (in realtà i frutti sono quei puntini gialli che noi consideriamo semi)  compagni dell’uomo fin dall’antichità e di cui  sono stati ritrovati dei reperti addirittura risalenti alla Preistoria, appartengono alla Famiglia delle Rosacee e crescono sia in coltivazioni che  spontanee nei nostri boschi ,  solo nel 1600 vennero incrociate con una varietà americana più grande e più dolce

Le fragole sono ricche di  la vitamina C che  rafforza il sistema immunitario e aiuta la rigenerazione della pelle e di  fitonutrienti  che limitano il rischio di malattie    cardiovascolari.
Contengono anche 
 molte  fibre alimentari e sono  ricche di iodio,di potassio, di acido folico, di riboflavina, di vitamina B5, di omega-3 acidi grassi, di vitamina B6, di vitamina K, di magnesio e di rame.
Infine una curiosità: le fragole si chiamano anche Lacrime di Venere perché, narra la Mitologia,  l’amore del giovane Adone era conteso tra Venere e Persefone. Quest’ultima, gelosa della rivale, si rivolse a Marte che si trasformò in un cinghiale e, durante una battuta di caccia, uccise lo sfortunato giovane. Venere, disperata, pianse copiose lacrime che, al contatto con il sangue di Adone, si trasformarono in piccoli cuori rossi: le fragole.




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Ingredienti

400 gr di fragole
200 gr di cioccolato bianco
60 gr di cioccolato fondente
Codette di zucchero di vari colori q.b.

Procedimento

Lavate bene e delicatamente le fragole, asciugatele perfettamente.
Aiutandovi con un coltellino liscio ricavate piccolissime scaglie dal cioccolato fondente.
Sciogliete il cioccolato bianco a bagnomaria o con il forno a micronde.
Immergete le fragole nel cioccolato bianco e mettetele ad asciugare su di una gratella.
Quando il cioccolato non sarà ancora completamente solidificato passatene un terzo  nelle granelle di zucchero, su  l’altro terzo distribuite le scaglie di cioccolato fondente.
Lasciate solidificare bene le fragole rimanenti.
Sciogliete cioccolato fondente  restante e, aiutandovi con un cucchiaino schizzate le ultime fragole.
Lasciate consolidare  bene.

domenica 24 febbraio 2019

Malloreddus alla Campidanese


I malloreddus sono una delle paste simbolo della Sardegna, conosciutissimi anche nel resto d’Italia dove vengono chiamati  gnocchetti sardi.
Il loro nome deriva da malloru  (toro), i malloreddus sono i vitellini la cui forma li richiama metaforicamente.
Vengono chiamati anche in altri modi, a seconda delle zone, nel sassarese sono chiamati cigiones o ciciones, nel Nuorese cravaos, nel Logudoro macarone caidos e macarone de punzu.
Si possono preparare nella versione classica con farina di semola e acqua oppure arricchiti con zafferano o  con spinaci tritati.
I malloreddus vengono conditi con il classico sugo a base di pomodoro e salsiccia, arricchito con un tocco di zafferano, da aggiungere all’impasto o direttamente nel sugo, o anche in tutti e due.
La Sardegna è nota per la produzione di zafferano dove pare che la preziosa spezia sia giunta con i Fenici che approdarono nell’isola provenienti dal Medio Oriente più di duemila anni fa.
Ma è il grano il vero tesoro locale, fin dai tempi dell’impero romano la Sardegna era chiamata “il granaio di Roma”e i sardi che vivevano nella piana del Campidano producevano metà del grano che serviva a sfamare tutto l’esercito romano.
Per rispettare appieno la tradizione scriverò anche il procedimento per preparare i malloreddus così come me lo ha insegnato mia madre a cui lo ha insegnato mia nonna ovviamente figlie della splendida terra di Sardegna.

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Ingredienti per 4 persone:

Per i malloreddus

400 g di semola fine
200 ml. di acqua tiepida (può variare in base all’umidità della semola)
1 bustina di zafferano in polvere  Nuraghe Ruju Azienda Agricola
2 g di sale fino

Per il sugo

350 g di salsiccia fresca con i semi di anice
500 g di pomodori maturi
1 pizzico di zafferano Nuraghe Ruju Azienda Agricola
1 cipolla
1 spicchio d’aglio
3 fogli d’alloro
Olio extravergine d’oliva q.b.
Sale q.b.

Di finitura
Pecorino Sardo Dop Maturo q.b.

Procedimento

Scaldate leggermente l’acqua, toglietela dal fuoco e scioglietevi lo zafferano meno un pizzico che servirà per il sugo.
Mettete la semola e il sale in una ciotola, fate un buco al centro e versate metà dell’acqua con lo zafferano. Iniziate ad impastare e aggiungete poco alla volta il resto dell’acqua. Potrebbe essere necessario aggiungerne ancora un poco o al contrario metterne di meno, dipende dall’umidità della semola.
Versate il tutto su di una spianatoia e lavorate fino a ottenere un impasto liscio ed omogeneo. Formate una palla e coprite con un canovaccio umido o con pellicola da alimenti. Lasciate riposare per 30 minuti.
Coprite un ampio vassoio con  un canovaccio e spolveratelo con della semola.
Prendete un pezzetto d’impasto, rotolatelo sulla spianatoia e formate un salsicciotto  non troppo spesso. Tagliate dei pezzetti lunghi al massimo 1 cm poi passateli sui rebbi di una forchetta o sull’apposito attrezzo esercitando una leggera pressione.
Mettete gli gnocchetti a mano a mano che li preparate sul vassoio. Continuate così fino ad esaurire l’impasto. Spolverate i malloreddus con la semola mista a un pochino di farina e lasciate asciugare senza coprire per 24 ore.
Pelati i pomodori, eliminate i semi e tagliateli a cubetti.
Spelate la salsiccia e sbriciolatela un pochino.
Scaldate 4 cucchiai d’olio in una padella unite la cipolla pulita e tagliata a cubetti e lo spicchio d’aglio e fate stufare dolcemente per qualche minuto.
Unite la salsiccia  e fate rosolare per 10 minuti.
Aggiungete i cubetti di pomodoro, il sale, lo zafferano rimasto, le foglie d’alloro e fate cuocere per circa 1 ora, se dovesse asciugarsi troppo aggiungete un pochino di acqua tiepida.
Cuocete i malloreddus in abbondante acqua salata, scolate e condite con il sugo.
Spolverizzate di Pecorino Sardo Maturo e servite.




Ho preparato questa ricetta tipica sarda per la raccolta di ricette della tradizione regionale italiana di #FedAgriPesca


“COME E' BELLO MANGIAR BENE DA PALERMO IN SU"
QUI da NOI- CONFCOOPERATIVE AGRICOLE

"Ogni regione è custode di tradizioni gastronomiche uniche ed irripetibili. Le ricette sono il frutto di quel complesso di memorie ed aneddoti, trasmessi di generazione in generazione, che rispecchiano le caratteristiche del territorio di origine, la sua geografia, la sua storia, perfino le usanze casalinghe di ciascuna famiglia. La grande forza della #cucinaitaliana sta proprio nella sua grande varietà. (...) Con questo ricettario vi accompagneremo in un viaggio tra i sapori tipici, ripercorrendo lo Stivale da nord a sud, passando per le cucine delle case italiane, alla scoperta dei sapori e delle usanze locali, dando, di qua e di là, un tocco personale, sempre nel totale rispetto della tradizione."




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