martedì 16 agosto 2016

Barchette di avocado e gorgonzola piccante



 LE IMMAGINI E I TESTI PUBBLICATI IN QUESTO SITO SONO DI PROPRIETA’ DELL’AUTORE E SONO PROTETTI DALLA LEGGE SUL DIRITTO D’AUTORE N. 633/1941 E SUCCESSIVE MODIFICHE. COPYRIGHT © 2010-2020. TUTTI I DIRITTI RISERVATI A IL POMODORO ROSSO DI MARIA ANTONIETTA GRASSI. VIETATA LA RIPRODUZIONE, ANCHE PARZIALE, DI TESTI O FOTO, SENZA AUTORIZZAZIONE.

Il Gorgonzola piccante DOP  utilizzato per questa ricetta mi è stato gentilmente donato dalla Cooperativa Latteria Sociale di Cameri che lo produce. La Cooperativa Latteria Sociale di Cameri  aderisce al progetto di Confocooperative-Fedagri Qui da Noi.
Grazie  alla sua felice collocazione al centro del territorio più vocato per la produzione del Gorgonzola (nel novarese infatti e  prodotto oltre il 50%  di questo D.O.P. di cui buona parte a Cameri) La Latteria ha fatto di questo prezioso erborinato il proprio prodotto di punta. Nella nuova struttura produttiva sono rimaste invariate le tecniche di lavorazione tradizionale ritenendo fondamentale l’artigianalità della produzione quale garanzia di una qualità che possa eccellere rispetto alla produzione industriale standardizzata. E’ quindi una produzione che si rivolge a quella fascia di mercato che cerca un prodotto esclusivo, in grado di apprezzare un’impronta sensoriale superiore.
E’ prodotto con un particolare tipo di caglio di vitello in pasta e una miscela selezionata di fermenti e spore di penicillum. La salatura, a secco e manuale, è particolarmente curata, le fascette e tavole di stagionatura sono rigorosamente in legno in celle a temperatura e umidità modificate in base alla fase di maturazione.
Dopo la fase di stagionatura tradizionale, che dura tre mesi, passa a una cella dedicata all’affinamento dove, in un ambiente curato, viene portato a 4-5 mesi di stagionatura per la “Selezione San Lucio classica” e fino a 7 mesi per il “Riserva”.
Dire che questo gorgonzola è buono, credetemi, è riduttivo. E’ eccellente!




Ingredienti per 4 persone
2 avocadi maturi
200 gr di Gorgonzola piccante DOP Latteria di Cameri
1 bicchierino di vodka
1 mazzetto di prezzemolo
1 limone (succo)
1 peperone rosso sottaceto
Sale e pepe q.b.


Procedimento


Lavate e sgrondate il prezzemolo e staccatene le foglie.
Lavate gli avocadi, asciugateli e tagliateli a metà nel senso della lunghezza, eliminati i noccioli ed estraete tutta la polpa, aiutandovi con un cucchiaio e facendo attenzione a non rompere i mezzi gusci di buccia, spruzzateli con un po’ di limone.
Mettete la polpa nel mixer, aggiungete il rimanente succo di limone, il gorgonzola, ala vodka, le foglie di prezzemolo, il sale e il pepe. Frullate fino ad ottenere una crema liscia ed omogenea, con cui riempirete i mezzi gusci.
Sgocciolate bene le falde dei peperoni sott’aceto e asciugatele con della carta da cucina.
Ricavate delle striscioline e poi tagliatele della larghezza dei gusci dell’avocado.
Guarnite con le strisce di peperoni e ponete in frigorifero per almeno mezz’ora.
Al momento di servire sistemate gli avocadi su di un piatto da portata, guarnite con fette di limone, strisce di peperone e qualche ciuffo di prezzemolo.







Informazioni

Oggi la Latteria Sociale di Cameri opera principalmente nel Nord Italia ma si rivolge anche al mercato europeo, statunitense e giapponese. La Latteria Sociale serve tutti i canali distributivi pur privilegiando il rapporto con altre Cooperative. I prodotti, sia a marchio proprio sia a marchio di terzi, vengono distribuiti tramite grossisti e distributori presso cooperative, negozi tradizionali e la catena di GDO Esselunga (al banco gastronomia).


Punto vendita di via per Novara, 67
28062 Cameri (NOVARA)
Tel. 338/2833236

Orari: 8,30 - 12,30 / 16,00 - 19,00
chiuso lunedì e mercoledì pomeriggio.

Punto vendita di via San Francesco, 17
28062 Cameri (NOVARA)
Tel. 0321/518239

Orari: 7,30 - 12,30 / 16,00 - 19,00
chiuso lunedì e mercoledì pomeriggio.



sabato 6 agosto 2016

Baguette

La baguette è il nome del caratteristico pane francese. Quello originale è molto più lungo  e sottile di quello che ho preparato io, ma, se l’avessi fatto della lunghezza originale non avrei saputo come fare per cuocerlo perché nel mio forno non sarebbe entrato!




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Ingredienti:

500 gr di farina tipo 0
1 cucchiaio di sale
1 cucchiaino di zucchero
200 gr di lievito madre rigenerato
280 ml di acqua tiepida

Procedimento

In una ciotola mescolate  la farina, lo zucchero  e il sale. Sciogliete il lievito madre nell’acqua appena tiepida (non deve superare i 35°C) e versate tutto lentamente e progressivamente nella farina mescolando. Togliete l’impasto dalla ciotola e mettetelo su di un piano leggermente infarinato e impastate a piene mani fino ad ottenere una pasta morbida e omogenea.
Formate una palla e ponetela in una ciotola pulita ricoperta con un panno umido. Lasciate lievitare la pasta per 1 ora, poi riprendetela e piegatela su se stessa svariate volta poi lasciatela riposare per un’ora.



Trascorso il tempo dividetela in tre porzioni uguali poi confezionate tre pani cilindrici. Schiacciateli leggermente con il palmo della mano in modo da formare la baguette.



Ricopritele con un panno umido e lasciatele lievitare per due ore.



15 minuti prima della fine della lievitazione accendete il forno (statico) a 210°C e sistemate all’interno un piccolo recipiente di pieno d’acqua per umidificare.
Diluite un pizzico di sale in mezzo bicchiere d’acqua e pennellate le baguette allo scopo di avere una crosta croccante.
Praticate dei tagli trasversali profondi 1 cm sulla superficie della baguette, per tutta la lunghezza.
Infornate e lasciate cuocere 25/30 minuti.
Sfornate  e fate raffreddare su di una gratella.



Procedimento con il lievito di birra
La preparazione è identica, cambiano solo i tempi di lievitazione che si dimezzano.
La dose è un panetto di lievito di birra , 25 gr.

Procedimento con il lievito madre secco

Se utilizzate il lievito madre secco (ottimo quello del Molino Rossetto), dovete unirlo alla farina dopo che l’avrete setacciata con il sale e poi unire l’acqua. 

martedì 2 agosto 2016

Riso al profumo di mare

Il riso Essenza della cascina Belvedere nasce dall’incrocio tra un riso tailandese e un basmati pakistano denominato “Re di fragranza”. Essenza è un riso aromatico italiano che sprigiona un naturale aroma , simile alla fragranza del pane appena sfornato. Ottimo per la preparazione di insalate di riso o,  in bianco con burro e Parmigiano per coglierne appieno la bontà e la fragranza.


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Ingredienti per 4 persone
320  gr. di riso Essenza della  Cascina Belvedere
100 gr di calamaretti
100 gr di vongole veraci
100 gr gamberi
150 gr di cozze
100 gr di seppie
2  grossi pomodori maturi
1 spicchio d’aglio
1 ciuffo di prezzemolo
½ bicchiere di vino bianco secco
Olio extravergine d’oliva q.b.
Sale q.b.


Procedimento
Lavate e pulite i molluschi. In una casseruola mettete 4 cucchiai d’olio, il prezzemolo tritato e fate aprire le cozze e le vongole a fuoco vivace e a pentola coperta (scartate quelle che non si aprono). Sgusciatele e filtrate il sugo. Tenete da parte
In una padella mettete 4 cucchiai d’olio e fate soffriggere , a fuoco moderato, l’aglio tritato, i calamaretti, le seppie tagliate a rondelle.



Sfumate con un po’ di vino bianco, unite il riso  e i pomodori pelati, privati dei semi e tritati.
Versate il liquido filtrato dei frutti di mare, due bicchieri di acqua calda e lasciate cuocere per 15 minuti, aggiungendo di volta in volta altra acqua calda quando necessita. Prima di aggiungere il sale assaggiate per verificare la sapidità (il sugo dei frutti di mare è piuttosto salato).
Trascorsi i 15 minuti unite i gamberi, le cozze e le vongole e completate la cottura per altri 3-4 minuti.
Buon appetito!





Cascina Belvedere
13041 Bianzè (VC) –Italia
Tel/Fax +39  016149895
www.cascinabelvedere.com


mercoledì 27 luglio 2016

Barchette di peperoni Goccia di Sole


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A pochi chilometri da Bari, nell’agro di Molfetta, La cooperativa Goccia di Sole  produce   l’olio extra vergine d’oliva Goccia di Sole, biologico e DOP “Terra di Bari”- Bitonto , con certificazioni ISO 9001:2000 e ISO 22005: 2008 per la tracciabilità di filiera, e commercializza, inoltre, sottoli, patè, taralli, e specialità gastronomiche pugliesi con il marchio “Goccia di Sole”. Nel 2007  ha ottenuto, inoltre, il riconoscimento di OP -Organizzazione di Produttori - ai sensi del D. Lgs. 102/2005.
Tra le specialità gastronomiche commercializzate troviamo anche Pric o Prac deliziosi peperoni verdi, gialli e rossi con aglio e peperoncino immersi in olio extravergine d’oliva che ho utilizzato per questa preparazione  e che, vi assicuro, sono deliziosi.

Ingredienti per circa 25 barchette

450 gr di pasta briseé
Un barattolo di Peperoni Pric o Prac Goccia di sole

Procedimento

Mettete la pasta frolla su di un piano leggermente infarinato e tiratela con il mattarello, ottenendo un disco di circa 3 mm di spessore e con questo foderate completamente gli stampini per le tartellette. Sistemateli su una placca, passateli nel forno ventilato, già scaldato a 170°,  per 20 minuti. Sfornatele e lasciatele raffreddare.


Distribuite un po’ di peperoni in ogni barchetta e servite.




Per informazioni ed acquisti

OLEIFICIO COOPERATIVO "GOCCIA DI SOLE" MOLFETTA S.R.L.
Via Lago Tammone
70056 Molfetta (BA)
Tel. 080.338.12.80 - Fax 080.338.15.57
e-mail info@gocciadisole.com - web www.gocciadisole.com


giovedì 21 luglio 2016

Rotolo di frittata con prosciutto, peperone e mozzarella


Un delizioso piatto unico, ricco di vitamine e proteine, da consumare freddo


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Ingredienti per 4 persone:

18 uova di quaglia o, in alternativa 4 uova di gallina
1 peperone rosso
1 etto di prosciutto cotto
250 gr. mozzarella
3 cucchiai di latte
1 cucchiaio di origano
Sale q.b.
Pepe q.b.
Olio extravergine d’oliva q.b.

Procedimento

Lavate il peperone e disponetelo sulla placca del forno e cuocetelo a 180°C per 30 minuti, girandolo man mano che si bruciacchia. Sfornatelo, lasciatelo raffreddare, sbucciatelo, eliminate picciolo e semi, asciugatelo con della carta da cucina e tagliatelo a filetti regolari.
Tagliate a fettine la mozzarella e mettetela in un colino e fatela sgocciolare molto bene.
In una ciotola sbattete le uova con il latte,un pizzico di sale, il pepe e l’origano. Scaldate 3 cucchiai d’olio in una padella antiaderente e cuocetevi la frittata da ambo i lati.
Disponete la frittata su di un tagliere, ricoprite la superficie con le fette di prosciutto cotto, le fettine di mozzarella e disponete sopra quest’ultima i filetti di peperone. Arrotolate la frittata su se stessa, avvolgetela nell’alluminio e passatela in forno giaà caldo a 180° per 10 minuti.
Sfornatela, lasciatela raffreddare e servitela a fette su di un letto d’insalata.
Buon appetito!



lunedì 18 luglio 2016

Bucatini con sugo di seppie alla pugliese


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È nelle campagne di San Martino di Ferrara che si produce la  Pasta di Canossa.
Il Pastificio sorge all’interno della Tenuta Cuniola tra i campi di grano della Tenuta stessa, che si accendono dei colori dell’oro quando arriva l’estate. È qui che si realizza questa pasta artigianale a Km 0. Per il Pastifico Canossa, il Km 0, sono i confini della Tenuta e al suo interno si seguono con cura tutte le fasi; nel Mulino di zona, il grano duro diventa semolato per poi essere trasformato in pasta di semolato nel Pastificio.
Durante tutte le fasi di produzione della pasta, si eseguono scrupolosi controlli di qualità per essere sicuri di raggiungere gli elevati standard che l’azienda si è data: da un controllo delle temperature e delle pressioni in ogni fase della lavorazione, all’esame della pasta durante e dopo l’essiccazione, a prove di cottura per ogni lotto che è prodotto.
Perché solo se supera tutti i controlli, nasce 
Pasta di Canossa.
La lavorazione semi-integrale del semolato non stressa il chicco andando a pulire fino all’ultima fibra, ma gli lascia uno strato in più rispetto alla tradizionale semola, esaltandone e non intaccando le qualità organolettiche e di digeribilità.
Dopo la lenta fase del riposo, la pasta è confezionata nei laboratori dell’azienda pronta per arricchire le vostre tavole.

Trafilatura
Grazie alle trafile in bronzo si danno le forme e si conferisce un inconfondibile colore alla pasta: una consistenza corposa e una particolare ruvidità per meglio assorbire i condimenti e per valorizzarne il sapore. La pasta corta è stesa su telai, mentre la pasta lunga su speciali canne, e il tutto è caricato sui carrelli per la fase di essiccazione.
Essiccazione
#labuonapasta richiede cura e paziente amore. Si dà il giusto tempo alla pasta affinché sprigioni il suo sapore e acquisti la giusta consistenza e porosità:
senza fretta e seguendo i tempi della natura. L’essiccazione avviene lentamente: dalle 14 ore per la pasta corta sino alle 20 ore per la pasta lunga.
Confezionamento
Dopo la lenta fase del riposo della pasta, la stessa è confezionata
nei laboratori interni e pronta per arricchire le vostre tavole.
Per questo contest preparerò delle ricette di primi piatti, tipiche del Sud Italia, sostituendo il formato di pasta.
Questa è la sesta ricetta e la regione scelta è la Puglia. Il formato di pasta originale sono i “troccoli” che do sostituito con i bucatini.
I troccoli della Daunia sono una pasta tipica del foggiano, simile agli spaghetti alla chitarra, che deve il suo nome allo speciale mattarello scannellato, munito di lame circolari chiamato “troccolaturo” e la Daunia era l’antica denominazione del territorio della provincia di Foggia.




Ingredienti per 4 persone:

320 gr bucatini del Pastificio di Canossa
500 gr di seppie
500 gr di pomodori maturi
1 bicchiere di vino bianco secco
1 cipolla
Due spicchi d’aglio
Olio extravergine d’oliva q.b.
2 cucchiai di prezzemolo tritato
Sale e pepe q.b.

Procedimento
Pulite le seppie togliendo la tasca interna, e tagliate  a pezzetti il corpo, lasciate interi i tentacoli.
Pelati i pomodori, togliete i semi e tagliateli a dadini.
In una padella capiente versate 4 cucchiai d’olio e scaldate e fate rosolare gli spicchi d’aglio tagliati a metà. Unite le seppie e fatele rosolare per qualche minuto, sfumate con il vino bianco e lasciatelo evaporare a fuoco vivo.
Unite i pomodori, aggiustate di sale (attenzione che le seppie di solito sono già piuttosto salate) e di pepe e fate cuocere per circa 30/40 minuti (dipende dalle dimensioni delle seppie, devono rimanere morbide).



Pochi minuti prima di spegnere il fuoco unite il prezzemolo tritato.
Fate cuocere la pasta in abbondante acqua salata, scolate al dente e fate saltare nel sugo per un paio di minuti.
Spolverizzate ancora con un po’ di prezzemolo e servite subito.
Buon appetito!






“Con questa ricetta partecipo al contest #girodeiprimi indetto da La Melagrana – Food Creative Idea e Pasta di Canossa”  
#lamelagranafood  #pastadicanossa #girodeiprimi #labuonapasta #lapastachesadipasta








mercoledì 13 luglio 2016

Friggitelli e pomodorini

Da che cosa deriva il nome peperone? Furono i botanici del XVI secolo che, quando sbarcò in Europa, lo battezzarono Capsicum annum prendendo spunto dalla parola greca Kapto, che tradotto significa “mangio avidamente”. Un’altra versione fa derivare il loro nome dal latino Capsa ovvero scatola, dovuto al fatto che, al suo interno, ha molti semi.
Questo delizioso ortaggio è uno scrigno di virtù preziose: ha pochissime calorie (23 gr per 100 gr di prodotto), contiene provitamina A e moltissima vitamina C presente in quantità maggiore rispetto agli agrumi.
Sul mercato troviamo diverse varietà; un’utile distinzione, oltre a quella tra piccanti o dolci, è quella che considera il colore.
I peperoni verdi hanno questo colore perché sono raccolti in anticipo, hanno un gusto pungente e sono ideali da mangiare in insalata o nelle peperonate.
I peperoni rossi hanno una polpa croccante e zuccherina: sono ideali per la cottura alla brace o per il pinzimonio. Saziano in fretta e sono più ricchi di principi nutritivi.
I peperoni gialli contengono molti antiossidante: sono teneri e succosi ideali da consumare crudi o uniti al pomodoro per rendere corposi i sughi 
I friarelli, detti anche puparuoli friarelli, sono dei  peperoni verdi nani e dolci, non piccanti. In alcune zone dell'Italia centrale sono conosciuti anche come friggitelli.
Sono usati per preparare un piatto tipico della cucina campana: la cottura avviene per frittura in olio d'oliva, con i peperoni ben asciutti, interi, lasciando intatto un abbozzo del picciolo. Si servono nel piatto, salati, ancora caldi, come verdura a sé stante o come contorno di altri piatti.  Ai friggitelli si possono accompagnare patate tenere, tagliate grosse, fritte nello stesso olio di frittura.


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Ingredienti per 4 persone:

800 gr di peperoncini friggitelli
400 gr di pomodorini pachino o simili
40 gr di filetti d’acciughe sottolio
1 spicchio d’aglio
10 rametti di basilico
Sale q.b.


Procedimento

Lavate bene i peperoncini, togliete la calottina, incidete un lato ed estraete i semi.
Lavate i pomodorini e tagliateli a metà.
Lavate e sgrondate il basilico.
Scaldate 4 cucchiai di olio in una casseruola e unite lo spicchio d’aglio, i friggitelli e i pomodorini.
Fate friggere per 6/7 minuti a fuoco medio, quando saranno ben rosolati abbassate la fiamma al minimo e unite le acciughe, fatele sciogliere dolcemente, unite un pochino d’acqua calda, lasciate amalgamare bene tutto per altri 5 minuti (sempre a fuoco basso) aggiungete il basilico spezzettato con le mani, mischiate bene, se è il caso aggiustate di sale   e servite.





venerdì 8 luglio 2016

Muffins di pesche e amaretti

E’ tornata l’estate e con essa, tra le altre cose, sono tornate anche le pesche. Questo frutto vellutato, carnoso e succoso nasce dall’albero del pesco (Prunus persica) e appartiene alla categoria delle drupe come la ciliegia e l’albicocca. Ha forma tondeggiante, con una polpa profumata e dolce, possiede un nocciolo ovoidale, grosso e molto duro, con solchi profondi, che racchiude un seme a mandorla. Il pesco è originario della Cina, dove era considerato simbolo d’immortalità, e i cui fiori furono celebrati da poeti e pittori. Dall’Oriente si diffuse in Persia e infine giunse in Europa.
Il frutto arrivò a Roma nel I secolo d.C. grazie ad Alessandro Magno che, durante la spedizione contro la Persia, lo importò e si diffuse in tutto il bacino del Mar Mediterraneo con il nome di persica perché erroneamente considerato originario della Persia.
In Egitto, la pesca era sacra ad Arpocrate, dio del silenzio e dell’infanzia, ancora oggi, infatti, le guance dei bambini sono paragonate alle pesche, per la loro carnosità e morbidezza.



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Ingredienti per 4 persone.

2 pesche gialle
150 gr di amaretti secchi
2 cucchiai di farina bianca
1 cucchiaio di cacao
1 cucchiaio di rum
2 uova
30 gr di burro

Procedimento

Lavate bene le pesche, tagliatele a metà e togliete il nocciolo.
Tritate gli amaretti e uniteli nella ciotola con la polpa schiacciata delle pesche, aggiungete la farina, il cacao, i rossi d’uovo sbattuti , il rum  e mischiate bene.  Montate a neve gli albumi ed incorporateli al composto girando delicatamente dal basso verso l’alto per non smontarli.
Inserite il composto, aiutandovi con un cucchiaio, nelle pirottine imburrate, mettete un pezzetto di burro su di ognuno e cuocete in forno già caldo a 180° per 40 minuti. Servite tiepidi  o freddi, guarniti con del caramello  e accompagnati con del gelato o della panna.
Buon appetito!









lunedì 4 luglio 2016

Rigatoni Chietini


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È nelle campagne di San Martino di Ferrara che si produce la  Pasta di Canossa.
Il Pastificio sorge all’interno della Tenuta Cuniola tra i campi di grano della Tenuta stessa, che si accendono dei colori dell’oro quando arriva l’estate. È qui che si realizza questa pasta artigianale a Km 0. Per il Pastifico Canossa, il Km 0, sono i confini della Tenuta e al suo interno si seguono con cura tutte le fasi; nel Mulino di zona, il grano duro diventa semolato per poi essere trasformato in pasta di semolato nel Pastificio.
Durante tutte le fasi di produzione della pasta, si eseguono scrupolosi controlli di qualità per essere sicuri di raggiungere gli elevati standard che l’azienda si è data: da un controllo delle temperature e delle pressioni in ogni fase della lavorazione, all’esame della pasta durante e dopo l’essiccazione, a prove di cottura per ogni lotto che è prodotto.
Perché solo se supera tutti i controlli, nasce 
Pasta di Canossa.
La lavorazione semi-integrale del semolato non stressa il chicco andando a pulire fino all’ultima fibra, ma gli lascia uno strato in più rispetto alla tradizionale semola, esaltandone e non intaccando le qualità organolettiche e di digeribilità.
Dopo la lenta fase del riposo, la pasta è confezionata nei laboratori dell’azienda pronta per arricchire le vostre tavole.

Trafilatura
Grazie alle trafile in bronzo si danno le forme e si conferisce un inconfondibile colore alla pasta: una consistenza corposa e una particolare ruvidità per meglio assorbire i condimenti e per valorizzarne il sapore. La pasta corta è stesa su telai, mentre la pasta lunga su speciali canne, e il tutto è caricato sui carrelli per la fase di essiccazione.
Essiccazione
#labuonapasta richiede cura e paziente amore. Si dà il giusto tempo alla pasta affinché sprigioni il suo sapore e acquisti la giusta consistenza e porosità:
senza fretta e seguendo i tempi della natura. L’essiccazione avviene lentamente: dalle 14 ore per la pasta corta sino alle 20 ore per la pasta lunga.
Confezionamento
Dopo la lenta fase del riposo della pasta, la stessa è confezionata
nei laboratori interni e pronta per arricchire le vostre tavole.
Per questo contest preparerò delle ricette di primi piatti, tipiche del Sud Italia, sostituendo il formato di pasta.
Questa è la quinta ricetta e la regione scelta è l’Abruzzo. Il formato di pasta originale sono le “sagne”
Le “sagne” sono un formato di pasta tipico dell’area dell’Abruzzo, del Molise, della Ciociaria e altre zone montane del Lazio.
E’ una pasta caratterizzata dall’impasto a base di sola farina acqua e sale che ne detonato l’origine povera, da “pasta di tutti i giorni” in contrapposizione a quella all’uovo riservata per la domenica e le grandi occasioni.
Il formato tipico è romboidale, ma si possono trovare anche come listelli (tagliolini) o sotto forma di piccoli quadrati detti “pettele”.
Le ho sostituite con i rigatoni del pastificio Canossa.



Ingredienti per 4 persone:

320 gr di rigatoni del Pastificio di Canossa
1 kg di pomodorini maturi
1 peperone rosso
2 spicchi d’aglio
Peperoncino piccante q.b.
Pecorino grattugiato q.b.
Basilico q.b.
Olio extravergine d’oliva q.b.
Sale q.b.

Procedimento

Pulite il peperone, tagliatelo prima a falde, poi a cubetti non troppo grandi.
Lavate i pomodorini e tagliateli a metà.
Versate 5 cucchiai d’olio in una padella capiente, fatelo scaldare leggermente, unite gli spicchi d’aglio e il peperone e fate dorare il tutto. 


Unite i pomodorini, il peperoncino, salate e fate cuocere per circa mezz’ora, 


eliminate gli spicchi d’aglio e aggiungete 8 o 9 foglie di basilico tagliate grossolanamente. Mescolate e spegnete.
Portate a bollore abbondante acqua salata, calate la pasta e fate cuocere per il tempo di cottura indicato sulla confezione. Scolate la pasta al dente e fatela saltare nel sugo per un minuto, spolverate con abbondante Pecorino e servite.
Buon appetito.




“Con questa ricetta partecipo al contest #girodeiprimi indetto da La Melagrana – Food Creative Idea e Pasta di Canossa”  

#lamelagranafood  #pastadicanossa #girodeiprimi #labuonapasta #lapastachesadipasta



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