venerdì 30 marzo 2012

Straccetti di manzo mediterranei



Qual è il segreto di una ricetta gustosa? L’uso di ingredienti che danno naturalmente sapore e profumo ai nostri piatti preferiti, rendendoli invitanti senza bisogno di aggiungere molto altro.
Per questo, oggi Knorr ha creato Naturalmente!, una nuova gamma di condimenti ispirata ai sapori naturali, l’unica che ti offre contemporaneamente un prodotto:

- senza glutammato
- con il livello di sale più basso*
- con un gusto delicato e naturale

Naturalmente! Knorr ha anche altre caratteristiche che rendono la gamma davvero unica:

- senza conservanti
- senza coloranti
- senza grassi idrogenati
- con pochi grassi

La gamma comprende 3 prodotti:

-         Dado Naturalmente! Knorr Classico
-         Dado Naturalmente! Knorr Vegetale
-         Granulare Naturalmente! Knorr Verdure

Ideali per preparare il brodo perfetto di sempre o per insaporire i tuoi piatti durante la cottura, i condimenti Naturalmente! Knorr sono la soluzione nuova per esaltare il gusto naturale delle tue ricette con un minor apporto di sale e senza glutammato.


Il consumo eccessivo di sale…

… produce effetti negativi sulla salute: in particolare aumenta la pressione arteriosa, che è uno dei principali fattori di rischio per l’insorgenza di infarti e ictus. Secondo i dati riportati dalla SINU (Società Italiana di Nutrizione Umana) in Italia il consumo pro-capite di sale è 2-3 volte superiore a quanto raccomandato. Per questo l'OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) promuove campagne per ridurre il consumo di sale della popolazione. Solo il 15% del sale assunto durante la giornata è però naturalmente presente negli alimenti: tutto il resto proviene da alimenti industriali o viene aggiunto durante la preparazione o a tavola. E, con i giusti accorgimenti in cucina, può essere ridotto.

(A cura del Dipartimento di Nutrizione e Salute - Unilever Italia)

 La nuova gamma Naturalmente! Knorr può essere d’aiuto per chi desidera moderare il consumo di sale: il consiglio è utilizzarli per insaporire senza aggiungere altro sale, nell’ambito di un’alimentazione varia ed equilibrata e uno stile di vita sano. E in più, unisce al minore contenuto di sodio anche l’assenza di glutammato… Ideale per chi non vuole rinunciare né al gusto né al benessere!
Un modo per godersi la buona cucina... Naturalmente! Grazie a Knorr. Perché il gusto è nella nostra natura.

Vi propongo, pertanto, questa ricetta veloce, resa più gustosa dall'utilizzo del dado Knorr che è l'ideale per le chi ha poco tempo per cucinare, ma non vuole rinunciare a mangiare sano e saporito!

Ingredienti per 4 persone:

5 fettine di manzo un po' spesse
8 pomodori ramati a grappolo
1 cipolla rossa di Tropea
1 cucchiaio di origano
1 cucchiaio di prezzemolo tritato

Tagliate le fettine di carne a strisce.
Lavate, pelate e togliete i semi ai pomodori e tagliateli a dadini.
Pulite e tagliate a rondelle sottili la cipolla e mettetela in una casseruola con 4 cucchiai di olio, fatela dorare per qualche minuto. Aggiungete la carne, rosolatela a fuoco vivo per 5 minuti, unite i pomodori, il dado Knorr e l'origano. Cuocete a casseruola scoperta ancora per 5/6 minuti. Spolverizzate di prezzemolo e servite subito.
E...buon appetito!









martedì 27 marzo 2012

Quello che viene servito: come servirlo e come mangiarlo


Nei precedenti articoli, Come comportarsi a tavola e Come apparecchiare la tavola e distribuire i posti vi ho illustrato i comportamenti da tenere a tavola e vi ho spiegato come si deve apparecchiare la stessa secondo le regole del Galateo; in quest’ultimo articolo vi esplicherò come servire il cibo e come mangiarlo.
Innanzitutto, se viene servito un cibo esotico o sconosciuto, evitate di chiedere al cameriere che cos’è, limitatevi a prenderne una piccola porzione, non si parla con chi fa servizio al tavolo e, dal canto suo, chi serve non deve entrare nella conversazione.
Il vassoio di portata si porge da sinistra tenendolo leggermente sollevato, i piatti sporchi si tolgono da destra e si sostituiscono da sinistra con piatti puliti e posate adatte.
In un pranzo formale si serve prima la signora più importante, si prosegue con il signore più importante, i padroni di casa si servono per ultimi cominciando dalla padrona.
In un pranzo informale, tra amici, normalmente si fanno passare le pietanze dall’uno all’altro.
Acqua e vino si servono da destra.
Il vino rosso va aperto in anticipo e versato in una caraffa per farlo ossigenare, i vini vanno serviti in quest’ordine: bianchi leggeri, rossi leggeri, rossi pesanti, ovviamente ognuno nel suo bicchiere.
Il pane è preferibile che sia di piccolo formato e va disposto in un cestino da cui si preleva, di volta in volta, con l’apposita pinza e lo si appoggia nel piattino da pane, o, nei pranzi meno formali, sulla tovaglia vicino al piatto.
Gli antipasti caldi si servono per primi.

Consommé, zuppe, minestre, vellutate si servono già versate nelle apposite tazze o nel piatto fondo e non si servono mai due volte. Si mangiano a piccole cucchiaiate.


La pasta asciutta si presenta su grandi piatti da portata, non deve pendere dalla forchetta mentre la si porta alla bocca. Fate piccole forchettate, arrotolando pochi spaghetti per volta.
L’aragosta si mangia con le normali posate da pesce, può essere presentata intera o già tagliata. In questo caso si stacca la propria porzione con le apposite posate che si trovano nel piatto di portata.
Dei granchi bisogna estrarre dal guscio la parte carnosa, aiutandosi con la forchettina speciale che ha la punta ripiegata e tagliente, dopo aver fratturato il crostaceo aiutandosi con l’apposito coltello a spatola che ha un foro rotondo vicino alla punta.
Per i gamberi o gamberoni si esegue lo stesso procedimento. Se non ci sono le posate apposite, si utilizzano le normali posate da pesce.
Le ostriche si servono in piatti individuali disposti alla sinistra del commensale; il piatto apposito ha sei scomparti, di cui ciascuno ne contiene una; nel centro c’è mezzo limone. La forchettina è molto piatta, a denti corti dall’orlo tagliente. Si prende l’ostrica con la sinistra e col margine della forchetta, dalla destra, si stacca l’ostrica dal guscio. Si posa la forchetta, si spreme qualche goccia di limone sull’ostrica, poi si preleva l’ostrica dal guscio con la forchettina, mentre con la mano sinistra si tiene ferma la conchiglia.
Questa tecnica vale per tutti i frutti di mare e per i molluschi in genere.
Il pesce va presentato intero, pulito e diviso solo dopo.
Le lumache si servono in appositi piatti di metallo caratterizzati da sei o dodici piccole cavità, una per ogni lumaca. I piatti devono essere caldi e così le lumache. Si prendono e si tengono ferme con l’apposita molletta di metallo con la sinistra, mentre con la forchetta dalla destra si estrae dal suo guscio.
I bagnadita, consistenti in apposite coppette contenti acqua e una fettina di limone, sono indispensabili perché i commensali possano rinfrescarsi le dita dopo aver mangiato molluschi, frutti di mare, asparagi, verdure crude o quant’altro occorra mangiare servendosi delle mani.

Brasati e arrosti vanno offerti già tagliati o divisi in pezzi.



Gli asparagi si prendono dal piatto di portata con l’apposita pinza. Una piccola pinza consimile, posta accanto al piatto di ciascun commensale, serve a prendere gli asparagi per mangiarli uno ad uno. In mancanza di tali pinze, si prendono tra due dita con la mano destra all’estremità superiore del gambo e, nel portarli alla bocca, si sostiene la punta con la forchetta tenuta nella mano sinistra.
Dei carciofi, sia crudi che cotti, si servono i soli cuori, che si mangiano con la forchetta.
L’insalata si serve condita, prima del piatto che accompagna e la si mette nell’apposito piatto a mezzaluna messo a sinistra del commensale.
I contorni caldi si sistemano come decorazione dei secondi mentre gli sformati di verdura vanno serviti a parte.
Se servite due secondi, carne e pesce, intervallateli con un sorbetto al limone servito in coppette.
Le uova alla coque si servono nei portauova, se non c’è l’apposito taglia uovo, si rompe la parte superiore del guscio con cucchiaio, mai col coltello. Aperto l’uovo, vi si mette un po’ di sale e  si mangia con il cucchiaio, Non si intingono i bocconi di pane, ma gli appositi crostini.
Il burro sulle tavole francesi c’è sempre all’inizio del pasto su singoli piattini e con l’apposito coltellino a punta arrotondata, per chi desideri accompagnarlo ai bocconi di pane. Si può servire al momento del formaggio, per stenderlo sul pezzetto di pane prima di applicarvi il pezzetto di formaggio.

I formaggi(servitene sempre almeno quattro tipi e a temperatura ambiente) si servono sull’apposito piatto o su di un tagliere. Si tagliano con il coltello adattandone poi il pezzetto su un boccone di pane che si porta alla bocca con la mano sinistra. Se non si vuole il pane, trattandosi di formaggi duri, si porta alla bocca con la forchettina il pezzo tagliato. Se si tratta di formaggi molli come la robiola, il mascarpone, la ricotta o simili, il coltello non si usa affatto e ci si serve della forchetta per prendere via via dalla propria porzione il pezzetto da portare alla bocca.


dolci e i gelati vanno serviti dopo il formaggio e prima della frutta avendo cura di togliere prima il pane avanzato dalla tavola.

Le torte si presentano intere sul piatto di portata e non a fette sui piattini individuali. Va divisa preventivamente in fette e ricomposta prima di essere servita. Ci si serve della torta con l’apposita pala, e la si mangia con la forchetta.




La piccola pasticceria si offre su un vassoio insieme ai vini da dessert, liquori e caffè.
Il gelato si mangia con l’apposito cucchiaino piatto: per prenderlo dal piatto o coppa di portata si utilizzano l’apposita pala e il cucchiaione largo e piuttosto piatto.
Le pere e le mele si tagliano in quarti con la forchetta e il coltello da frutta. Poi con la forchetta nella sinistra s’infilza un quarto, lo si solleva dal piatto e lo si sbuccia con il coltello tenuto nella destra. Lo si ridepone sul piatto e si tagliano i pezzetti da portare alla bocca.
Le pesche si sbucciano appoggiate sul piatto e non sollevate sulla forchetta per evitare che coli il succo. Si tagliano in due.
Le albicocche e le prugne non si sbucciano, si tagliano con la forchetta e il coltello e si lascia il nocciolo sul piatto.
Fragole e frutti di bosco si mangiano con il cucchiaio da frutta.
Le banane si tengono con la mano sinistra e si sbucciano con il coltello tenuto nella destra. Si può incidere la buccia da cima a fondo, posarla su un lato del piatto, posare la banana sul piatto e mangiarla con forchetta e coltello; oppure si può non staccare completamente la buccia, ma lasciarla come involucro e mangiarla a piccoli morsi.
meloni e i cocomeri si mangiano staccandone la polpa con forchetta e coltello, quando sono presentati tagliati a fette. Quando vengono presentati meloni piccoli tagliati a metà in senso orizzontale, allora si scava
la polpa con il cucchiaio da frutta.
pompelmi si tagliano in due nel senso orizzontale, si stacca circolarmente la polpa con un coltellino, e la si mangia col cucchiaio.
fichi freschi si tagliano in due o in quattro secondo la grossezza ma senza dividerli in spicchi; si stacca la polpa dalla buccia con il coltello e la si porta alla bocca con la forchetta.
Le arance e i mandarini si sbucciano tenendoli con la mano sinistra e s’incide la buccia prima circolarmente ai due poli e poi longitudinalmente a spicchi.
Nocciole, mandorle e noci si sgusciano con lo schiaccianoci, con le mani se ne estrae il contenuto e si porta alla bocca


Ricordatevi, infine, che la precisione nei gesti e nei movimenti permettono di mangiare qualunque cosa con naturalezza e stile.

lunedì 26 marzo 2012

Ravioli di spinaci con crema di zucchine

La pianta che produce le zucchine è originaria dell'America centro-meridionale e appartiene alla  famiglia delle curcubitacee, la stessa dei cetrioli, delle zucche, dei meloni. Ne esistono di diverse varietà: verde di Milano, rampicante, bianca, striata, tonda di Nizza. Sono un prodotto dell'orto  tipico della tarda primavera e dell'estate, ma ormai  sono reperibili sul mercato tutto l'anno.
Le zucchine forniscono poche calorie e sono ricche di sali minerali quali  potassio, fosforo, calcio e ferro. Contengono anche una discreta quantità di vitamina E (potente antiossidante), vitamina C, acido folico (vit. B9), di zeaxantina e di luteina.
Hanno proprietà antiinfiammatorie, diuretiche , lassative e quindi disintossicanti.
Sceglietele sempre piccole, molto sode, con la buccia lucida e cucinatele nel giro di 3 o 4 giorni per non perdere le loro preziose qualità nutritive.

Ingredienti per 4 persone:

400 gr di farina
6 uova
250 gr  di ricotta
400 gr di spinaci
4 zucchine medie
125 gr.di panna da cucina
40 gr di burro
1 cipolla bianca piccola
1 spicchio d’aglio
Qualche rametto di prezzemolo e timo
6 cucchiai di Parmigiano Reggiano grattugiato
Noce moscata q.b.
Sale e pepe q.b.

Procedimento

Mettete la farina sulla spianatoia, inserite al centro quattro uova ed impastate fino ad ottenere un composto morbido ed elastico.  Formate una palla, copritela con un telo e lasciate riposare per mezz’ora.
Nel frattempo, lavate gli spinaci, cuoceteli per 2 minuti in pochissima acqua, scolateli, strizzateli e tritateli. In una ciotola rompete le altre due uova, sbattetele, unite la ricotta, gli spinaci,  quattro cucchiai di parmigiano, il sale e un po’ di noce moscata.
Lavorate bene l’impasto.
Mettete, sulla spianatoia infarinata,  la palla di pasta e tiratela con un mattarello fino a ricavare una sfoglia sottile. Mettete sulla metà della sfoglia, ben distanziati, dei cucchiaini di composto. Sovrapporre l’altra metà della sfoglia e, con la punta delle dita, premere intorno a tutti i mucchietti, in modo che i due strati di sfoglia si attacchino bene tra loro. Con la rotella dentellata ritagliare i ravioli in forma quadrata.
In alternativa, se avete poco tempo o poca dimestichezza, potete acquistarli già fatti.
Pulite la cipolla e le zucchine.
In una padella mettete 4 cucchiai d’olio, la cipolla tagliata a rondelle sottili, l’aglio e le zucchine
tagliate a cubetti, fate rosolare per 15 minuti.
Salate, pepate, aggiungete il prezzemolo e il timo e frullate il tutto. Rimettetelo nella padella, aggiungete il burro, il parmigiano rimasto, la panna e scaldate per 1 minuto ( giusto per far amalgamare bene tutto).
Fate cuocere  i ravioli in abbondante acqua salata, scolateli al dente e poco, versateli nella padella con la crema di zucchine e amalgamate bene. Servite subito e buon appetito!

sabato 24 marzo 2012

Insalatina di songino (valeriana) e rucola

Con i primi caldi cosa c'è di meglio di un insalatina fresca fresca, veloce veloce?





LE IMMAGINI E I TESTI PUBBLICATI IN QUESTO SITO SONO DI PROPRIETA' DELL'AUTORE E SONO PROTETTI DALLA LEGGE SUL DIRITTO D'AUTORE N. 633/1941 E SUCCESSIVE MODIFICHE. COPYRIGHT © 2010-2050 TUTTI I DIRITTI RISERVATI A IL POMODORO ROSSO DI MARIA ANTONIETTA GRASSI


Ingredienti per 4 persone:

2 etti di songino (valeriana)
1 etto di rucola
8 gherigli di noce
8 uova di quaglia
Scaglie di parmigiano q.b.
Olio extravergine d'oliva q.b.
Sale q.b.
Aceto balsamico  di Modena q.b.

Procedimento

Lavate e asciugate molto bene le insalate e mettetele in una ciotola.
Rassodate  le uova di quaglia facendole bollire per 4 minuti, raffreddatele sotto l'acqua corrente, sgusciatele e tagliatele a metà.
Schiacciate le noci e spezzettate i gherigli
Preparate un'emulsione con l'olio, il sale e un po' di aceto balsamico e condite l' insalata, unite i gherigli di noce, mischiate bene e distribuite sopra le scaglie di parmigiano e le mezze uova di quaglia.
Buon appetito!



Chips di tortilla e salsa guacamole

Le chips di tortilla  sono dei triangolini di mais  ricavati dal taglio delle tortillas e fritti nell’olio.
Vengono servite con salse varie come snack  o come accompagnamento ad alcune pietanze tex-mex

Ingredienti  per circa 12 tortilla

300 gr  di  farina di mais bianca  precotta per tortilla
300 ml di acqua tiepida
1 cucchiaino di sale


Procedimento

Mettete la farina di mais e il sale in una ciotola, aggiungete l’acqua ed impastate bene fino ad ottenere un composto liscio e sodo. Mettetelo in una ciotola, copritelo con della pellicola per alimenti e lasciatelo  riposare per mezz’ora.
Trascorsa la mezz’ora, prendete l’impasto e dividetelo in 12 palline.
Prendete una pallina per volta,  schiacciatela leggermente e tiratela con un mattarello fino ad ottenere una sfoglia rotonda di circa 12 cm di diametro. Per renderla perfettamente rotonda, potete sovrapporre una piccola ciotola e ritagliate con una rotella tagliapasta la pasta in eccesso.
Ritagliate il cerchio ottenuto in otto spicchi e friggeteli in olio caldo ma non bollente rigirandole spesso.
Mettetele  a scolare  l’unto in eccesso su di un foglio di carta da cucina  evitando di sovrapporle.
Sono ottime così oppure potete accompagnarle con le salse tipiche messicane:

GUACAMOLE - Tipica salsa messicana a base di avocado la cui ricetta risale al tempo degli Atzechi.


Ingredienti:

2 avocado maturi
2 pomodori grandi
1 lime (succo e scorza grattugiata)
1 cipolla piccola
1 spicchio d’aglio
1 peperoncino verde piccante
Pepe e sale q.b.
½ cucchiaino di cumino in polvere

Procedimento

Tagliate a metà gli avocado e togliete il nocciolo, poi spelateli, tagliateli a dadini e divideteli in due ciotole.
Schiacciate con una forchetta i dadini di avocado contenuti in una ciotola fino a ridurli in poltiglia.
Pulite la cipolla, l’aglio, il peperoncino, tritateli finemente e aggiungeteli alla crema di avocado.
Lavate i pomodori, spelateli, togliete i semi, tagliateli a cubetti e uniteli al composto. Aggiungete il sale, il pepe,il cumino, il succo e la scorza grattugiata del lime. Miscelate bene, unite un po’ d’olio e i dadini di avocado rimasti nell’altra ciotola. Amalgamate bene e lasciate riposare per almeno un’ora prima di servire. Questa salsa serve anche ad accompagnare il pesce o la carne alla griglia.

Per quanto riguarda la salsa rossa è molto simile al nostro Bagnet Russ  piemontese,  e io trovo che con le chips tortilla si sposi benissimo, per cui se cliccate sul nome sotto la foto vi si aprirà il collegamento con la ricetta.
Buon appetito!


VOGLIA D'ESTATE? GUARDA QUI!

Splendide giornate di sole e temperature elevate,  voglia d'estate? Voglia di gelati ALGIDA!
Guarda qui cosa è successo in un importante centro commerciale.

E tu che aspetti? Corri a comprare una delle tante proposte Algida
Algida novità 2012 

 Con Algida l’estate inizia il 25 marzo!

Da più di cinquant’anni, Algida dà gusto ed emozione alle nostre estati con i suoi gelati golosi, colorati, unici! Tanto che, se pensi ‘Algida’, se gusti Algida… è subito estate! E l’estate, si sa, è molto di più di una stagione dell’anno… è uno stato d’animo, un momento magico che regala felicità, divertimento, amore, amicizia e tantissimi altri sentimenti ed emozioni!

E allora perché non regalarsi un’estate più lunga, anticipandone l’inizio a… marzo???!!!

Sì, perché Algida ha scelto il 25 marzo per dare il via all’estate 2012: per questo sarà già in tutti i bar serviti con le sue incredibili novità!

Così, ‘sentire’ l’estate, viverla, ‘farla iniziare’ diventa davvero semplice: basta correre al bar, scegliere il proprio gelato, scartare, assaporare e… via al momento più bello e intenso dell’anno!

Algida, con il gusto e le emozioni dei suoi gelati, è nel cuore di tutti noi. Perché mette in ogni suo prodotto tutte le qualità più importanti: gusto, freschezza, nutrimento, ma anche l’amore per le cose buone e belle della vita. Così un gelato Algida è molto più che un piacere di gola: è l’emozione dei piccoli momenti di felicità che sa regalare. Una felicità che si moltiplica condividendola con le persone che amiamo. È così che questa marca si è legata di generazione in generazione ai momenti più belli e spensierati delle nostre estati e della nostra vita.
 Il segreto è semplice: si parte da materie prime di qualità per ideare e realizzare prodotti sempre nuovi, che rispondono alle esigenze dei consumatori, grazie alla costante innovazione dei processi produttivi. Una capillare rete distributiva, poi, raggiunge e serve ogni località italiana, trasportando i gelati alle temperature ottimali per assicurare il rispetto della ‘catena del freddo’ e mantenere inalterate le caratteristiche qualitative dei prodotti. È così che la bontà dei gelati Algida arriva fino a noi.
 Il mitico Cornetto, il gustoso Magnum, il nutriente Cucciolone, il fresco Solero, il raffinato Carte d’Or, l’inimitabile Viennetta e tanti altri ancora. In ognuno c’è un ‘ingrediente’ dal tocco unico: la passione di Algida per il gelato. Tutto questo è il mondo Algida. ...E, allora, il 25 marzo apri la porta – quella del frigo, al bar o a casa tua – a questo mondo, apri la porta alla felicità, scegliendo il gelato Algida che preferisci.

Per offrire sempre più emozioni, anche quest’anno arrivano tante nuove proposte originali e di qualità, per un totale di 25, a cominciare dalla coppia dell’anno protagonista della ormai tradizionale promozione: se compri al bar il nuovissimo Magnum Infinity chocolate, hai in regalo la novità Cornetto Enigma Cookie*! Sì, perché questa volta a incontrarsi sono Magnum e Cornetto, due ‘mondi’ di gusto diversi – intensamente coinvolgente Magnum, golosamente morbido Enigma – ma ugualmente irresistibili! Quale modo migliore per festeggiare questa sorprendente anticipo d’estate? Corriamo tutti al bar!

Gusto, divertimento ed emozioni per tutti!

Algida – il marchio di gelato più amato in Italia e nel mondo – è impegnata a rendere possibile a quante più persone possibile concedersi il piacere del buon gelato, con il suo gusto e le sue emozioni. Anche ai celiaci, grandi e piccoli: grazie all’altissimo livello tecnologico del processo produttivo, che esclude qualunque possibilità di contaminazione incrociata, e all’attenta scelta dei fornitori, ben 36 suoi prodotti sono completamente privi di glutine, e quindi inseriti nel prontuario AIC – Associazione Italiana Celiachia 2011, e ogni anno se ne aggiungono di nuovi*.

Dall’irresistibile Magnum al mitico Cremino, il primo gelato Algida, dal gustoso Fior di Fragola ai tanti nuovi gelati della linea Kids ispirati ai cartoon di Max Adventures: la scelta è davvero per tutti i gusti, tutte le età ed esigenze, per farci vivere insieme a chi amiamo momenti di felicità davvero a portata di mano!

mercoledì 21 marzo 2012

Come apparecchiare la tavola ; ovvero come disporre vasellame e accessori e la distribuzione dei posti.


foto scaricata dal sito pixabay.com, libere da copyright con licenza Creative Commons CC0.


Dopo il primo articolo dedicato al Galateo , ovvero: Come comportarsi a tavolavediamo come disporre il vasellame e come distribuire i posti.
Una tavola ben apparecchiata è non solo un elemento importante, ma è anche indice di buona educazione e raffinatezza e denota l’attenzione che i padroni di casa hanno verso gli ospiti.
La tavola deve avere dimensioni tali da consentire ai commensali di stare a proprio agio, ma non deve essere troppo grande perché troppa distanza tra un ospite e l’altro rischierebbe di raffreddare la conversazione.
La tavola può essere apparecchiata in maniera formale (per le occasioni importanti) o informale.
Iniziamo da quella formale.
Bisogna tener presente, innanzitutto, che la tavola non deve essere troppo ingombra, è consigliabile quindi predisporre su un qualche mobile della stanza o su di un carrello, tutto quanto necessiterà man mano durante il pranzo: i piatti di ricambio, i piattini per la frutta, per il dolce, per il formaggio, i bagnadita, le bottiglie di vino, le posate di ricambio, il pane messo in un cestino (da prendere rigorosamente con l’apposita molla) per rifornire chi ne è rimasto privo prima che costui debba chiederlo.
I piatti di portata, invece, devono provenire direttamente dalla cucina di volta in volta.
Solo la frutta fresca e secca si predispone, volendo, nella sala da pranzo, ma in modo decorativo.
Sulla tavola va posto un mollettone per attutire il rumore di piatti e bicchieri e per proteggerlo dal calore.
La tovaglia da stendere sopra il mollettone deve essere perfettamente stirata: può essere di cotone, di lino, di voile, in tinta unica o a disegni, più o meno elegante, a seconda delle occasioni, ma è fondamentale che si accordi con i piatti.
La decorazione della tavola è affidata solitamente alle composizioni di fiori o di frutta. Il centrotavola non deve essere ingombrante per non ostacolare i movimenti, i candelabri, invece, devono essere piuttosto alti per evitare che la fiamma ondeggiante non sia allo stesso livello degli occhi.
I tovaglioli devono avere la stessa tinta della tovaglia, si possono disporre sia a destra sia a sinistra del piatto, o sul piatto stesso, calcolando che lo spazio per un posto non deve essere inferiore ai 50 cm. Per pranzi non molto importanti si possono piegare artisticamente e infilare nel bicchiere.
I piatti, posati su sottopiatti o direttamente sulla tavola si dispongono a una distanza uguale l’uno dall’altro. Di norma va solo il piatto piano, il piatto fondo si mette solo in caso di minestra e le tazze per il consommé.  Se il servizio è eseguito da camerieri, si apparecchia con un solo piatto per volta. Quando invece non c’è servizio, si possono apparecchiare fino a tre piatti, per l’antipasto, il primo e il secondo.  Se i piatti sono decorati con disegni, stemmi o fregi, questi devono essere rivolti verso il bordo del tavolo. A sinistra del piatto si pone un piccolo piattino per il pane.
Quando si serve l’insalata, si può aggiungere alla sinistra di ogni commensale l’apposito piattino a mezzaluna.
Quando si serve la frutta, si mette il bagnadita posato sul piattino da frutta; ogni commensale sposta il suo dal piatto sulla tavola, a sinistra.
Il sottopiatto si toglie prima di servire il dessert. Il piatto da dolce sarà portato alla fine, immediatamente prima di servirlo.
Il numero dei piatti necessari varia secondo le portate del menù e lo stesso vale per le posate.
Una delle cose più complesse è sicuramente il modo in cui sono poste le posate. Il loro ordine segue una logica di comodità: le posate più esterne al piatto saranno quelle utilizzate prima.
Alla sinistra del piatto vanno poste le forchette, quella normale e quella da pesce: alla destra il coltello normale e quello e da pesce, con la lama rivolta verso il piatto, il cucchiaio va messo di fianco. Le posate da dessert vanno disposte orizzontalmente davanti al piatto, la forchettina con il manico volto a sinistra e il cucchiaino verso destra. Tra i due si può inserire il coltello da frutta nello stesso senso del cucchiaino.
I bicchieri vanno messi leggermente a destra del piatto davanti al coltello. Necessitano minimo due bicchieri, uno più grande per l’acqua e, alla sua destra, uno più piccolo per il vino. Se si servono più vini, il numero dei bicchieri aumenta, ma vanno sempre posti a destra di quello per l’acqua.

Per il vino rosso si usa un calice grande, per quello bianco un calice piccolo, una coppa per lo champagne.

TAVOLA APPARECCHIATA IN MODO FORMALE


Per una tavola apparecchiata in modo informale valgono buona parte delle regole su menzionate, ma con meno rigore.
La tovaglia può essere sostituita da tovagliette all’americana, una per ogni commensale, distanziando simmetricamente i posti dei vari commensali. Va da sé che anche in caso di un pranzo informale, la tovaglia o le tovagliette devono essere perfettamente pulite.
 A ciascun posto si mette un piatto, due bicchieri e le posate, il tutto diposto secondo lo schema indicato per il pranzo formale.

Anche se i piatti e i bicchieri sono di carta, non c’è ragione per cui non li si debba sistemare in modo da appagare anche la vista e rendere invitante il pranzo che si andrà a consumare. Sale, pepe, acqua  e vino non vanno concentrati in un unico punto , ma distribuiti sulla tavola. La formaggera, la si fa girare di mano in mano.

TAVOLA APPARECCHIATA IN MODO INFORMALE



Ed infine vediamo la distribuzione dei posti in rapporto anche alla posizione della cucina.
 Se gli inviati sono numerosi, sarebbe opportuno disporre un segnaposto davanti a ciascun piatto per evitare confusioni.  Bisogna alternare un uomo e una donna evitando di mettere vicini o di fronte le coppie di coniugi. Il padrone e la padrona di casa occupano i due posti a capotavola, l’uno di fronte all’altra. Alla loro destra siedono il signore e la signora più importanti, alla sinistra quelli che sono subito dopo in ordine d’importanza o di anzianità. Le altre coppie si alternano tenendo presente questa regola: i parenti, gli invitati più giovani o quelli con cui si ha maggiore confidenza sono i più distanti dai padroni di casa.

Se chi invita è una signora sola cederà il posto di capotavola all’invitato più importante; se è un signore celibe lo darà all’invitata di maggior riguardo.






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