domenica 25 gennaio 2026

Involtini di verza con mozzarella

Fin dai tempi più remoti, erano note le proprietà curative dei vari tipi di cavolo che erano utilizzati, sopratutto, nella cura di ulcere, ferite e affezioni respiratorie. I recenti studi hanno confermato le proprietà terapeutiche di questi ortaggi, non solo, ma ne hanno scoperte delle altre, come la funzione protettiva a livello arterioso e di prevenzione in alcune forme tumorali. I cavoli sono ricchi di sali minerali quali ferro, potassio, calcio, fosforo e di vitamina A, B2, C. di carotenoidi, di acido folico e di folati, indispensabili per prevenire la spina bifida in gravidanza.

Fonte: Coltiviamo la salute di Ciro Vestita ed. Giunti


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Ingredienti per 4 persone:
 
1 verza non troppo grande
125 g di mozzarella
100 gr di pane raffermo
½ bicchiere di latte
2 cucchiai di prezzemolo tritato
250 g di passata di pomodoro
Olio extravergine d’oliva q.b.
Sale e pepe q.b.
 
Procedimento
 
Eliminate le foglie esterne della verza (utilizzatele per fare un buon minestrone), lavate quelle più bianche e tenere e scottatele per tre minuti in acqua bollente salata.
Scolatele e mettetele su di un telo pulito ad asciugare.
Spezzettate il pane e fatelo ammorbidire in una ciotola con il latte caldo per cinque minuti.
Riducete la mozzarella a pezzetti molto piccoli e mettetela in una ciotola.
Lavate sgrondate il prezzemolo e tritatelo.
Tagliate grossolanamente cinque foglie di verza sbollentata
Strizzate bene  il pane, mescolatelo con la mozzarella, le foglie tritate di verza e il prezzemolo tritato, salate e pepate.
Suddividete il composto ottenuto sulle foglie di verza, arrotolatele su se stesse e chiudetele con uno stecchino o con dello spago da cucina.
In un’ampia padella, dai bordi alti, scaldate due cucchiai d’olio: quando sarà caldo adagiatevi gli involtini e cuoceteli a fuoco vivo per cinque minuti.
Unite la passata di pomodoro, coprite, abbassate la fiamma e cuocete ancora per venticinque minuti.
Trasferite gli involtini su di un piatto da portata, cospargeteli con il fondo di cottura e servite subito.
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

martedì 20 gennaio 2026

Polpette di tacchino

In questi ultimi anni la cultura alimentare è cambiata adattandosi alle nuove esigenze di gusto, allo stile di vita, alle capacità di spesa, alle conoscenze nutrizionali.
I consumatori sono più attenti a ciò che portano in tavola e si sono riscoperti cibi che, nel corso degli anni, erano stati un po’ dimenticati. Tra questi il tacchino che, nonostante fosse presente in Spagna fin dal 1519, importato dall’America da Cristoforo Colombo e diffuso in tutta Europa dai Gesuiti, fino a poco tempo fa era considerato un patrimonio della cultura anglosassone, un alimento quasi esclusivamente natalizio.
Oggi sappiamo che le carni di questo grosso volatile, che può raggiungere e superare il peso di quindici chili, sono ricche di proteine nobili, con una percentuale molto bassa di grassi, adatte ad una dieta ricca e leggera allo stesso tempo. 
“La carne di tacchino ha un eccellente contenuto proteico e, considerato il fatto che possiamo consumarlo senza la pelle, è da considerarsi tra le più magre. Poi, se consideriamo la qualità dei suoi grassi, scopriamo che il contenuto d'acido linoleico (che è un acido grasso essenziale molto importante) nel tacchino è quasi 10 volte superiore a quello d'altri tipi di carne. Non solo, ma il contenuto di colesterolo è tra i più bassi: si tratta di 8 -8,25 mg per cento grammi di parte edibile contro un valore che varia da 70 a 125 mg nella carne di manzo e da 70 a 105 mg in quella di maiale.
Ricapitolando i vantaggi del tacchino consistono in un elevato contenuto proteico e discreto contenuto di ferro e zinco, contenuto in grassi ridotti (nel petto di tacchino, secondo i nutrizionisti, sono solo l’1,56 per cento) e ottimo rapporto tra grassi polinsaturi e insaturi.”
 ( Professor Aldo Mariani – Istituto della Nutrizione di Roma)


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Ingredienti per 4 persone:
 
500 g di carne di tacchino tritata
1 cipolla bianca piccola
2 uova
4 cucchiai di Parmigiano Reggiano grattugiato
8 cucchiai di pangrattato
100 g di pane raffermo
½ bicchiere di latte
5 cucchiai di olio extravergine d’oliva
Qualche rametto di erba cipollina
Sale e pepe q.b.
 
Procedimento

Mondate la cipolla e tritatela finemente.
In una scodella ponete il pane e versate sopra il latte perché si ammorbidisca.
Lavate, asciugate l’erba cipollina e tagliuzzatela.
Mettete in una terrina la carne tritata, la cipolla, un pochino di erba cipollina,  il formaggio, quattro cucchiai di pangrattato, le uova, il pane ben strizzato e sminuzzato.
Salate e pepate.
Amalgamate tutti gli ingredienti fino ad ottenere un impasto liscio ed omogeneo.
Formate le polpettine prelevando un po’ d’impasto e rotolandolo tra le mani.
Mettete a scaldare l’olio in una padella dai bordi alti e quando sarà caldo ma non fumante, adagiatevi le polpette e fatele cuocere e dorare da tutti i lati.
A cottura ultimata depositate le polpette su di un foglio di carta da cucina per eliminare l’unto in eccesso.
Mettetele su di un piatto da  portata preriscaldato e distribuite sopra l’erba cipollina rimasta.
Servite subito.

venerdì 16 gennaio 2026

Penne con lo speck

Lo Speck dell'Alto Adige IGP (indicazione geografica protetta) è un salume leggermente affumicato, stagionato all’aria pura e preparato con carne di maiale lavorata, secondo la regola tradizionale, esclusivamente nella regione altoatesina. Ha un moderato apporto calorico e contiene un’alta percentuale di proteine che lo rendono un alimento ideale e un’ottima alternativa a carne fresca, uova e formaggi.


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Ingredienti per 4 persone.
 
320 g di penne rigate
100 g di speck Alto Adige IGP a fettine sottili
60 g di Parmigiano Reggiano Grattugiato
1 scalogno
30 g di burro
1 limone non trattato
Qualche foglia di salvia
3 cucchiai d’olio extravergine d’oliva
Sale q.b.
 
Procedimento
 
Tagliate lo speck a striscioline.
Mondate lo scalogno e tritatelo.
Con un riga limoni ricavate delle striscioline dalla buccia del limone  senza prelevare l’albedo (la parte bianca).
In un’ampia padella scaldate l’olio e mettete a rosolare lo scalogno (devi solo imbiondirsi e non bruciare) e la salvia tagliata a pezzetti.
Unite  quasi tutto lo speck e rosolatelo per tre minuti, il rimanente servirà da guarnizione.
Aggiungete il burro e lasciatelo fondere. Spegnete il gas.
Portate a ebollizione abbondante acqua salata, quando bolle gettate la pasta.
Lasciate cuocere per il tempo previsto sulla confezione.
Nel frattempo, scaldate un padellino antiaderente  e, senza aggiungere grassi, rosolate leggermente le striscioline di speck rimaste.
Scolate la pasta al dente , trasferite nella padella con il condimento, sotto alla quale avrete riacceso il fuoco.
Mescolate e lasciate insaporire per un minuto.
Spolverizzate con il Parmigiano Reggiano, distribuite nei piatti e guarnite con le listarelle di speck rimaste e la buccia di limone tritata.
Servite subito.