lunedì 29 dicembre 2025

Capesante gratinate

Le capesante o conchiglie di San Giacomo devono il loro nome al fatto che le conchiglie erano utilizzate per aspergere di acqua santa il capo dei bimbi al fonte battesimale.
Sono molluschi bivalvi, composti da una parte bianca e elastica detta “noce”, e da una parte arancione a forma di mezzaluna, il cosiddetto “corallo”.
Solitamente sono vendute già aperte e pulite insieme alla valva concava e richiedono tempi di cottura molto brevi.
Questi molluschi sono ricchissimi di Omega 3 e sono facilmente digeribili.
Sono ideali per preparare antipasti veloci, gustosi e coreografici.

LE IMMAGINI E I TESTI PUBBLICATI IN QUESTO SITO SONO DI PROPRIETA’ DELL’AUTORE E SONO PROTETTI DALLA LEGGE SUL DIRITTO D’AUTORE N. 633/1941 E SUCCESSIVE MODIFICHE. COPYRIGHT © 2010-2050. TUTTI I DIRITTI RISERVATI A IL POMODORO ROSSO DI MARIA ANTONIETTA GRASSI. VIETATA LA RIPRODUZIONE, ANCHE PARZIALE, DI TESTI O FOTO, SENZA AUTORIZZAZIONE.

Ingredienti per 4 persone:

8 capesante

Mezzo sedano rapa non troppo grande
250 ml di latte
40 g di farina
40 g di burro 
1 cucchiaio di Parmigiano Reggiano grattugiato
Pangrattato q.b.
Qualche rametto di prezzemolo
1 pizzico di noce moscata
Sale e pepe q.b.

Procedimento

Portate a bollore un litro di acqua  con 50 ml di latte e 20 grammi di farina.

Sbucciate il mezzo sedano rapa e tagliatelo a pezzi.
Tuffatelo nell’acqua bollente e fatelo cuocere finché sarà morbido.
Sgocciolatelo e frullatelo con un frullatore a immersione.
Lavate, sgrondate il prezzemolo e tritatelo.
Sciogliete 20 grammi di burro in una casseruola con una grattata di noce moscata e un pizzico di pepe: unite 20 grammi di farina, tostatela per qualche istante, poi aggiungete a filo il latte mescolando con una frusta a mano.
Fate addensare la besciamella a fiamma bassa, incorporate il purè di sedano e salate.
Prelevate le capesante dalle conchiglie, sciacquatele per eliminare la sabbia residua e tamponatele con carta da cucina.
Lavate bene le conchiglie, asciugatele e disponetele in una teglia o sulla leccarda coperta con della carta da forno.
Distribuite un cucchiaio di besciamella in ogni guscio e adagiate i molluschi sulla salsa.
Unite il prezzemolo e il Parmigiano al pangrattato, distribuite sulle capesante insieme a un fiocchetto di burro, coprite tutto con carta da forno.
Infornate a forno già caldo a 180°  per  cinque minuti poi togliete la carta e lasciate gratinare ancora per cinque minuti o fino a quando  non saranno ben dorate in superficie.

sabato 20 dicembre 2025

Mezzelune di radicchio con crema di gorgonzola

Il radicchio è una verdura ricca di vitamine e sali minerali, come il ferro, il potassio, il calcio, il selenio e il cromo. Ha proprietà depurative, poche calorie ma molte fibre. Il radicchio rosso, deve il suo splendido colore alla presenza di antocianine, sostanze dalle proprietà antibiotiche e antiossidanti,per questo motivo il radicchio rosso è un valido alleato contro le patologie cardiache.

Fonte: Coltiviamo la salute di Ciro Vestita- ed. Giunti


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Ingredienti per 4 persone:
 
Per la sfoglia
300 gr di semola rimacinata
3 uova
1 cucchiaio di olio extravergine d’oliva
Sale q.b.
 
Per il ripieno
1 cespo di radicchio rosso
1 scalogno
100 g di speck a fiammiferi
200 g di crescenza
2 cucchiai di pangrattato
50 g di Parmigiano Reggiano grattugiato
2 cucchiai d’olio extravergine d’oliva
Una grattugiata di noce moscata
Sale e pepe q.b.
 
Per condire
200 gr di gorgonzola dolce
60 gr di Parmigiano Reggiano
100 ml di latte
 
 
Procedimento
 
Versate la farina in una ciotola o sulla spianatoia facendo la classica fontana e inserite al centro le uova leggermente sbattute e il sale.
Partendo dal centro inglobate lentamente tutta la farina, poi impastate fino a ottenere un composto morbido ed elastico, copritelo con la pellicola da cucina e mettetelo a riposare per un’ora. 
Nel frattempo, preparate il ripieno.
Tagliate il radicchio a listarelle e lavatelo.
In una casseruola scaldate due cucchiai d’olio e fate appassire lo scalogno tagliato a fettine, quando sarà diventato trasparente, unite lo speck, fate rosolare per un paio di minuti poi aggiungete il radicchio tagliato a listarelle.
Salate e pepate e lasciate cuocere per dieci minuti, poi trasferite il tutto in un mixer e tritate non troppo finemente.
Versate il composto in una ciotola e unite la crescenza, il pangrattato, il Parmigiano e una grattata di noce moscata.
Mescolate con un cucchiaio per amalgamare.
Riprendete la pasta e tirate una sfoglia sottile, poi con un coppa pasta rotondo di circa 6/7 cm di diametro ricavate tanti dischetti (se non possedete un coppa pasta potete utilizzare un bicchiere o il coperchio di un vasetto).
Mettete al centro di ognuno un cucchiaino d’impasto, poi ripiegate su se stessi i dischetti a formare una mezzaluna, comprimete bene i bordi con le dita, in modo che non fuoriesca il ripieno.
Lasciate riposare le mezzelune per una mezz’ora.
Nel frattempo, in un pentolino mettete il gorgonzola e il latte e fate sciogliere dolcemente, ci vorranno un paio di minuti. A fuoco spento unite il Parmigiano Reggiano e amalgamate bene.
Portate a bollore abbondante acqua salata e, quando bolle, tuffateci le mezzelune.
Cuoceranno in 5/6 minuti.
Scolate le mezzelune, disponetele nei piatti individuali, o in uno unico da portata se preferite, versate sopra la crema di gorgonzola e servite subito.
 
 
 
 
 
 
 
 
 

giovedì 18 dicembre 2025

Biscotti di panpepato

Una tra le più tradizionali ricette di dolci natalizi a ogni latitudine,  sono i biscotti di panpepato o pan speziato o pan di zenzero.
Devono il loro nome al massiccio mix di spezie, pepe nero compreso, che gli dona il caratteristico sapore e l’inconfondibile aroma.


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Ingredienti per 6 persone:

500 g di farina 00

150 g di zucchero semolato
150 g di burro
1 tazza di succo d’acero, se non lo trovate usate 50 g di miele d’acacia)
2 uova
1 cucchiaino di lievito per dolci
4 cucchiaini di cannella
4 cucchiaini di zenzero
1 pizzico di noce moscata
1 grano di pepe nero macinato
2 chiodi di garofano macinati
1 pizzico di sale fino

Per la glassa:

160 g di zucchero a velo

2 albumi

Procedimento

Setacciate la farina e il lievito in una grossa ciotola.

Unite lo zucchero al burro ammorbidito insieme a tutte le spezie e al pizzico di sale.
Inglobate bene poi mischiate tutto con la farina alternandolo con le uova leggermente sbattute e il succo d’acero.
Lavorate velocemente tutti gli ingredienti e, quando sarà ben compatto, dividetelo in 3 palle, avvolgetelo nella pellicola e mettetelo a riposare in frigorifero per due ore.
Trascorso il tempo, riprendete  una palla d’impasto (tenete le altre in frigo in modo che si mantengano ben fredde) e con il mattarello stendetelo in una sfoglia spessa circa 1 cm.
A questo punto ricavate dalla pasta, con delle formine o ritagliando a mano l’impasto le forme che più via piacciono, omini, stelline, alberi di Natale ecc.
Continuate così con le altre due palle.
Se volete appenderli all’albero, con una cannuccia, praticate un forellino in cima ai biscotti.
Preriscaldate il forno a 190°.
Disponete i biscotti su una teglia o sulla leccarda ricoperta da carta da forno e infornate per almeno venti minuti.
I biscotti saranno cotti quando avranno assunto un bel colore dorato.
Lasciateli raffreddare completamente di una gratella.
Nel frattempo, preparate la glassa.
Montate a neve, con le fruste elettriche, gli albumi e aggiungete zucchero a velo fino a ottenere un composto piuttosto denso.
Trasferite la glassa ottenuta in un sac-à-poche usa e getta, tagliate la punta e decorate i biscotti come preferite.
Si conservano per qualche giorno chiusi in una scatola di latta.

 

martedì 16 dicembre 2025

Insalata di belga, cavolo rosso, arance e noci

L’indivia belga deve il suo nome al fatto che, nel 1850, un agricoltore belga aveva estirpato e conservato in cantina le radici della cicoria per evitare che si congelassero. Alla fine dell’inverno, scoprì che quelle radici avevano prodotto dei germogli gialli e teneri. Li assaggiò e gli piacquero. La sua coltivazione, così, si diffuse prima in tutto il Belgio e poi nel resto dell’Europa.

Come tutte le indivie, ha un gusto amarognolo, ma è più povera di vitamine, rispetto alle altre varietà, a causa del processo di maturazione che avviene in luoghi privi di luce. E’ ricca di vitamine del gruppo B e della provitamina A e l’alta quantità di fibra insolubile, rende il suo consumo particolarmente indicato per chi soffre di stitichezza.
 

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Ingredienti per 4 persone:
 
2 cespi d’insalata belga
¼ di cavolo rosso
2 arance
12 noci
Olio extravergine d’oliva q.b.
Sale fino q.b.
 
Procedimento
 
Tagliate a fettine sottili il cavolo rosso, lavatele e sgrondatele.
Tagliate a metà un’arancia, pelatela a vivo, ricavatene dei mezzi spicchi e uniteli alle insalate.
Sgusciate le noci e dividete i gherigli.
Sfogliate la belga, lavatela, sgrondatela con delicatezza e suddividetela in quattro piatti individuali.
Distribuite sopra le foglie di belga le fettine del cavolo rosso, i mezzi spicchi dell’arancia e i gherigli di noce.
Spremete il succo di un’arancia e mettetelo in una ciotolina, unite il sale e l’olio a piacere e mescolate bene.
Versate sugli ingredienti, mescolate e servite.
 
 
 
 

Rolata di maiale bardata e farcita


Regna ancora molta confusione su questa carne che si presenta effettivamente rosata da cruda, diventando persino bianca da cotta. Ma la carne di maiale è bianca o rossa? Come si classifica a livello nutrizionale, e quali sono le sue proprietà? 
Dal punto di vista nutrizionale la carne di maiale, contenendo una concentrazione di mioglobina che va dallo 0.1 allo 0.3%, è classificata certamente come rossa e tale resta, anche se dopo la cottura schiarisce a tal punto da non sembrarlo: il contenuto di mioglobina è comunque superiore a quello del pollo e del pesce (0.05%).
In effetti il suo colore chiaro, soprattutto se paragonato a quello delle altre carni rosse di bovini, equini e ovini, può trarre in inganno. Complici di questo fraintendimento anche quei siti o riviste che definiscono erroneamente la carne di maiale una carne bianca o addirittura “rosa”. Ma quest’ultima è la classificazione gastronomica, che non ha niente a che vedere con la classificazione nutrizionale.
La carne di maiale possiede dunque tutte le proprietà delle carni rosse e in particolare è fonte di proteine di alta qualità e di sostanze nutritive ad elevata biodisponibilità, tra cui le più rappresentate sono la tiamina, riboflavina, niacina, vitamina B6 e B12, ma anche minerali come fosforo, potassio, zinco e selenio, mentre il ferro è leggermente minore rispetto alle altre carni rosse. Notevole anche la presenza di composti bioattivi positivi per la salute e con funzione antiossidante, come la creatina, la taurina e il glutatione.
Nonostante sia il tipo di carne rossa più popolare e più consumata al mondo, aleggia purtroppo ancora oggi la percezione nel consumatore che il maiale sia in qualche modo “meno sano” del pollo e del manzo: credenza che non trova riscontro nella realtà. Al contrario, il consumo di carne di maiale fresca è perfettamente in linea con le attuali raccomandazioni nutrizionali, anche per quanto riguarda l’apporto di grassi saturi e insaturi.
Proprio per andare incontro alle esigenze dei consumatori i suini di oggi sono allevati e alimentati in modo da avere meno colesterolo e meno grassi saturi nelle carni, a favore invece di un aumento dei grassi monoinsaturi e polinsaturi omega 3 a catena lunga, migliorando il profilo lipidico della carne e il suo impatto sulla salute, dimostrato anche in studi dove si evidenziano gli effetti positivi della carne di maiale sui parametri cardio-metabolici e sulla composizione corporea.

Fonte : Carni sostenibili



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Ingredienti per 4 persone:

800 g di lonza di maiale

240 g di fagioli cannellini già cotti (1 barattolo)
300 g di funghi champignon
200 g di pancetta a fettine sottili
½ bicchiere di birra rossa
Una ventina di rametti di prezzemolo
Un cucchiaio di capperi sottaceto
4 cucchiai di olio extravergine d’oliva
2 rametti di rosmarino
2 rametti di timo
2 di salvia
1 spicchio d’aglio
Sale e pepe q.b.


Procedimento

Lavate e sgrondate il prezzemolo, togliete le foglioline, tritatele insieme ai capperi e allo spicchio d’aglio, poi unite un po’ d’olio fino a formare una salsa densa.

Scolate e sciacquate i fagioli e metteteli a scolare in uno scolapasta
Private i funghi della parte terrosa, lavateli velocemente sotto l’acqua corrente, asciugateli con la carta da cucina e tagliateli a spicchi.
Scaldate quattro cucchiai d’olio in una padella poi unite i funghi, fateli saltare per qualche minuto a fuoco vivace, salate e pepate.
Abbassate la fiamma e continuate la cottura per dieci minuti, unite la salsa di prezzemolo e fate cuocere ancora per cinque minuti.
Tritate gli aghi di rosmarino con la salvia e unite gli aghetti di timo (se non lo trovate fresco potete utilizzare un cucchiaino di quello secco).
Tagliate verticalmente la lonza, salate leggermente, pepate, distribuite uniformemente il trito di odori e farcite con i funghi e i fagioli. Chiudete la carne su sé stessa e adagiatela sopra le fette di pancetta.
Arrotolate in modo da rivestire uniformemente tutta la rolata e legatela con dello spago da cucina.
Accendete il forno a 180°C.
In un tegame scaldate l’olio poi unite la rolata e fatela rosolare dolcemente.
Quando sarà ben rosolata versate la birra e fatela sfumare a fuoco vivo per un minuto.
Mettetela in una pirofila unta d’olio, versate il fondo di cottura e infornate (forno già caldo)
Lasciate cuocere per un’ora e mezza bagnandola ogni tanto con il suo sughetto. Eventualmente aggiungete un po’ di acqua calda se il fondo di cottura dovesse asciugarsi troppo.
A cottura ultimata estraetela dal forno, coprite con un foglio d’alluminio e lasciatela riposare per mezz’ora.
Eliminate delicatamente lo spago per non rovinare la carne, tagliatela a fette e servitela.
Accompagnate con verdure miste stufate.

 

lunedì 15 dicembre 2025

Datteri con Fontina e pancetta

Un antipasto semplice, veloce e soprattutto golosissimo!
datteri sono un frutto  tipico dell’Africa mediterranea e dei paesi dell’Asia occidentale. Sono ricchi di ferro, vitamine e sali minerali. Il loro consumo regolare può contribuire ad abbassare il colesterolo e sono  un vero e proprio antinfiammatorio naturale adatto in caso di raffreddore e irritazioni alle vie respiratorie.
Come tutti i frutti  non contengono colesterolo e presentano una scarsa quantità di grassi. Rappresentano una buona fonte di fibre vegetali e di vitamine del gruppo B, come la vitamina B1, B2, B3 e B5 e contengono inoltre vitamina C. Contribuiscono al buon funzionamento del sistema digestivo, per via della presenza di fibre sia solubili che insolubili e di differenti tipologie di amminoacidi.

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Ingredienti per 4 persone:

24 datteri  Deglet Nour   (sono quelli grandi)

80 g di Fontina
24 fette di pancetta coppata

Procedimento

Accendete il forno a 200°C

Tagliate verticalmente i datteri senza dividere le due parti ed estraete il nocciolo.
Dividete la Fontina in 24 parti
Riempite ogni dattero con un pezzetto di fontina poi arrotolatelo  in una fetta di pancetta, fermatelo con uno stecchino.
Infornate (forno statico e  già a temperatura) per 10 minuti.
Sfornate e servite subito.

mercoledì 26 novembre 2025

Polpette di pollo in umido

La carne di pollo è ricca di proteine nobili indispensabili all’organismo per rinnovare i tessuti, e di aminoacidi ramificati utili nel metabolismo dei muscoli e nell’aiutare allo smaltimento delle tossine che si formano quando si svolge un inteso lavoro fisico. Se eliminiamo la pelle, come in questo caso, risulta relativamente povera di grassi  e con un discreto contenuto di vitamine del gruppo B e di ferro. La ridotta presenza di tessuto connettivo e il diametro ridotto delle sue fibre rendono la carne di pollo facilmente digeribile. 


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Ingredienti per 4 persone:
 
Per le polpette
 
300 g di tritata di pollo
150 g di prosciutto cotto tritato
2 uova
100 g di pane raffermo
½ bicchiere di latte
4 cucchiai di pane grattugiato
3 rametti di prezzemolo
Mezza cipolla bianca
Timo, maggiorana, rosmarino q.b.
Qualche rametto di prezzemolo
Mezzo cucchiaino di paprica dolce
4 cucchiai di olio extravergine d’oliva
Sale q.b.
 
Per il sugo
 
400 g di passata di pomodoro
1 cipolla
1 carota piccola
1 gambo di sedano
1 spicchio d’aglio intero
1 foglia d’alloro
2 cucchiai di olio extravergine d’oliva
Sale q.b.
 
 
Procedimento
 
In una tazza mettete il pane raffermo e versateci sopra il latte.
Tritate insieme il timo, la maggiorana, il rosmarino e il prezzemolo.
Pulite la cipolla e tritatene metà,
Mettete in una ciotola la carne, il prosciutto, le uova, il trito di aromi e di cipolla, la paprica, il Parmigiano, il pane raffermo strizzato molto bene, quattro cucchiai di pangrattato e il sale (tenete presente che il prosciutto è già piuttosto salato).
Amalgamate molto bene tutto e formate con le mani delle polpettine.


In una padella fate scaldate quattro cucchiai di olio, aggiungete le polpette e fatele dorare dolcemente per una decina di minuti.
Nel frattempo tritate la cipolla, la carota e il gambo di sedano (ovviamente puliti e lavati) e metteteli in un tegame con due cucchiai di olio, aggiungete lo spicchio d’aglio intero e fate soffriggere lentamente per qualche minuto.
Eliminate l’aglio, aggiungete la passata, mezzo bicchiere di acqua calda, il sale e l’alloro. Fate cuocere per dieci minuti, aggiungete le polpette e continuate la cottura a fuoco dolce per altri venticinque minuti.
Se il sugo dovesse asciugarsi troppo, aggiungete un pochino di acqua calda.
A cottura ultimata e prima di servire, spolverizzate con il prezzemolo tritato.
 

giovedì 20 novembre 2025

Cannelloni ripieni di radicchio e besciamella all'Asiago

Il radicchio è una verdura ricca di vitamine e sali minerali, come il ferro, il potassio, il calcio, il selenio e il cromo. Ha proprietà depurative, poche calorie ma molte fibre. Il radicchio rosso deve il suo splendido colore alla presenza di antocianine, sostanze dalle proprietà antibiotiche e antiossidanti: Il radicchio rosso è un valido alleato contro le patologie cardiache.
(fonte: Coltiviamo la salute di Ciro Vestita- ed. Giunti)
 

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Ingredienti per 4 persone:
 
12 cannelloni di pasta all’uovo
500 g di besciamella
2 cespi di radicchio rosso di Treviso Igp
100 g di Asiago stagionato
1 scalogno
2 cucchiai d'olio extravergine d’oliva 
Sale pepe e noce moscata q.b.
 
Per la besciamella:
½ lt di latte freddo
40 gr di farina
30 gr di burro
4 cucchiai di Parmigiano Reggiano grattugiato
Noce moscata q.b.
1 cucchiaino di sale
 
Procedimento
 
Tagliate a listarelle il radicchio, lavatelo e sgrondatelo.
Tritate lo scalogno.
Grattugiate l’Asiago.
In una casseruola scaldate due cucchiai d’olio, unite lo scalogno e fatelo appassire.
Quando sarà diventato trasparente unite il radicchio e fatelo appassire a fuoco dolce per qualche minuto.
Salate, pepate e continuate la cottura fino a quando sarà diventato tenero.
Nel frattempo, preparate la besciamella.
In un pentolino fate sciogliere a fuoco bassissimo il burro, quando sarà sciolto completamente aggiungete la farina a pioggia, senza mai smettere di mescolare con una frusta per evitare la formazione di grumi, continuate fino a che non otterrete un composto liscio ed omogeneo.
Aggiungete lentamente a filo il latte, continuando a mescolare con una frusta. Quando avrete aggiunto tutto il latte, unite la noce moscata e il sale secondo i vostri gusti.
Continuate la cottura fino a quando inizierà il primo bollore. Spegnete il fuoco.
Unite al radicchio l’Asiago grattugiato e parte della besciamella (circa 400 g).
Cuocete ancora per un paio minuti in modo da far amalgamare bene tutti gli ingredienti.
Scottate i cannelloni in acqua bollente e salata per due minuti. Scolateli con un mestolo forato e fateli asciugare su di uno strofinaccio pulito. Aiutandovi con un sac-à­-poche, farciteli con il composto di radicchio e formaggio.
Accendete il forno in modalità statica e portatelo a 180C.
Imburrate una pirofila da forno, distribuite un pochino della besciamella rimasta e disponetevi sopra i cannelloni in un unico strato. Copriteli con la besciamella rimasta e una bella spolverata di Parmigiano Reggiano Grattugiato e fate cuocere e gratinare in forno (già a temperatura) per 20/25 minuti.
Sfornate e serviteli caldi.
 
 
 
 
 

giovedì 13 novembre 2025

Timballo di patate zucchine cotto e mozzarella

La pianta che produce le zucchine è originaria dell'America centro-meridionale e appartiene alla famiglia delle curcubitacee, la stessa dei cetrioli, delle zucche, dei meloni. Ne esistono di diverse varietà: verde di Milano, rampicante, bianca, striata, tonda di Nizza. Sono un prodotto dell'orto tipico della tarda primavera e dell'estate, ma ormai sono reperibili sul mercato tutto l'anno.
Le zucchine forniscono poche calorie e sono ricche di sali minerali quali  potassio, fosforo, calcio e ferro. Contengono anche una discreta quantità di vitamina E (potente antiossidante), vitamina C, acido folico (vit. B9), di zeaxantina e di luteina.
Hanno proprietà antiinfiammatorie, diuretiche, lassative e quindi disintossicanti.
Sceglietele sempre piccole, molto sode, con la buccia lucida e cucinatele nel giro di tre o quattro giorni per non perdere le loro preziose qualità nutritive.


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Ingredienti per una teglia di circa 30 x 23 cm.
 
300 gr di patate
300 gr di zucchine
80 gr di Parmigiano Reggiano grattugiato
50 gr di burro
250 ml di latte a temperatura ambiente
125 gr di mozzarella
120 gr di prosciutto cotto affettato
20 gr di pane grattugiato
3 uova grandi
1 cipolla piccola
3 cucchiai di olio extravergine d’oliva
Noce moscata q.b.
1 cucchiaio di maggiorana
Sale fino q.b.
 
Procedimento
 
Lavate bene le patate poi lessatele con la buccia per 30/35 minuti dal bollore.
Scolatele, pelatele e schiacciatele con lo schiacciapatate su di una pentola.
Nel frattempo, lavate le zucchine, spuntatele e tagliatele a rondelle.
Pulite la cipolla e tagliatela a fettine sottili.
In una padella scaldate tre cucchiai d'olio, unite la cipolla, le rondelle di zucchine, la maggiorana, fate stufare per dieci minuti poi aggiustate di sale e lasciate raffreddare.
Aggiungete 25 grammi di burro alla purea di patate, accendete la fiamma, unite un po’ di latte per volta e continuate a mescolare fino a raggiungere la classica consistenza del purè. Spegnete il fornello, salate e insaporite con una grattugiata di noce moscata, aggiungete le zucchine, 40 grammi di Parmigiano, mescolate e lasciate raffreddare.
Nel frattempo, imburrate una pirofila e cospargetela con un po’ di pane grattugiato.
Accendete il forno statico a 180°.
Scolate bene la mozzarella e tagliatela a cubetti.
Una volta che il composto di patate e zucchine si sarà raffreddato, aggiungete le uova leggermente sbattute.
Amalgamate bene il tutto poi formate un primo strato con la purea di patate e zucchine, livellate la superficie con il dorso di un cucchiaio.
Coprite con alcune fette di prosciutto, metà mozzarella e spolverizzate con il Parmigiano.
Formate un secondo strato.
Mischiate il pangrattato con il parmigiano rimasto e distribuite uniformemente sul composto.
Adagiate qualche fiocchetto di burro sulla superficie del timballo, poi mettete a cuocere in forno statico già caldo a 180°C per 15/20 minuti, sarà cotto quando si sarà formata una crosticina dorata.
Se dovesse colorirsi troppo, copritelo con un foglio d’alluminio.
Sfornate, lasciate riposare per cinque di minuti e servite.
 
 

martedì 11 novembre 2025

Insalata di verza, peperoni e mais

Fin dai tempi più remoti, erano note le proprietà curative dei vari tipi di cavolo che erano utilizzati, soprattutto, nella cura di ulcere, ferite e affezioni respiratorie. I recenti studi hanno confermato le proprietà terapeutiche di questi ortaggi, non solo, ma ne hanno scoperte delle altre, come la funzione protettiva a livello arterioso e di prevenzione in alcune forme tumorali. I cavoli sono ricchi di sali minerali quali ferro, potassio, calcio, fosforo e di vitamina A, B2, C. di carotenoidi, di acido folico e di folati, indispensabili per prevenire la spina bifida in gravidanza.

Fonte: Coltiviamo la salute di Ciro Vestita ed. Giunti


LE IMMAGINI E I TESTI PUBBLICATI IN QUESTO SITO SONO DI PROPRIETA’ DELL’AUTORE E SONO PROTETTI DALLA LEGGE SUL DIRITTO D’AUTORE N. 633/1941 E SUCCESSIVE MODIFICHE. COPYRIGHT © 2010-2050. TUTTI I DIRITTI RISERVATI A IL POMODORO ROSSO DI MARIA ANTONIETTA GRASSI. VIETATA LA RIPRODUZIONE, ANCHE PARZIALE, DI TESTI O FOTO, SENZA AUTORIZZAZIONE.

 
Ingredienti per 4 persone.
 
400 gr di cavolo verza
1 peperone rosso
1 scatola di mais da 160 gr
Qualche rametto di erba cipollina
6 cucchiai di olio extravergine d’oliva
Succo di 1 limone
Sale e pepe q.b.
 
Procedimento
 
Tagliate la verza a striscioline sottili poi lavatele, sgrondatele e mettete in una ciotola.
Lavate il peperone, apritelo, eliminate i semi, dividetelo prima a falde poi a striscioline e unitele alla verza.
Scolate il mais, sciacquatelo, scolatelo bene e mettetelo nella ciotola con il peperone e la verza.
Lavate i rametti di erba cipollina, asciugateli, tagliuzzateli e aggiungeteli agli altri ingredienti.
In una ciotolina emulsionate l’olio con il succo di limone, il sale e il pepe.
Condite l’insalata con la salsina e servite.
 

mercoledì 29 ottobre 2025

Gnocchi con salsa di gorgonzola e noci

Non si conosce con esattezza il periodo della nascita di questo formaggio: tracce storiche se ne hanno a partire del XV secolo, nella cittadina di Gorgonzola, nei pressi di Milano, da cui prende anche il nome. Nell'Ottocento la sua produzione crebbe sensibilmente e fu esportato, oltre che in altri territori italiani, anche in Inghilterra. Nel 1996, questo delizioso formaggio è stato riconosciuto dalla Comunità Europea e registrato nella lista dei prodotti DOP con Reg. Cee n° 1107/96. La forma, del peso di 12 kg circa, riporta su entrambe le facce il marchio di origine ed è avvolta in fogli di alluminio riportanti il contrassegno caratteristico della denominazione protetta "gorgonzola”.
É un formaggio erborinato prodotto dal latte intero di vacca Di Origine Protetta (DOP) ) della provincia di Milano e le sue zone di produzioni storiche sono le province di Milano, Como, Pavia e Novara.  Quest'ultima è diventata nell'ultimo secolo la principale produttrice.
Fonte: Wikipedia 
 

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Ingredienti per 4 persone:
 
Per gli gnocchi:
1 kg di patate
250 gr di farina
1 uovo
Sale q.b.
 
Per condire:
200 gr di gorgonzola dolce
30 gr di Parmigiano Reggiano grattugiato
30 gr di burro
150 ml di latte
15 noci
Qualche foglia di salvia
 
Procedimento
 
Fate lessare le patate in abbondante acqua, sbucciatele e passatele ancora calde, nello schiacciapatate.


Aggiungete la farina, l’uovo e il sale. Impastate con cura, formate un rotolo, tagliatelo in fette, spesse circa 2 cm.



Su di un piano infarinato arrotolate con le mani le singole fette e formate un cilindretto spesso un dito e ritagliate gli gnocchi di 2 cm circa l’uno.
Passateli con l’aiuto del pollice sui rebbi di una forchetta o sull’apposito attrezzo  per dargli la caratteristica forma.


Tagliate a cubetti il gorgonzola. Schiacciate le noci, tenete metà dei gherigli interi,  tritate i rimanenti.
In un’ampia padella, a fuoco bassissimo, sciogliete il burro con le foglie di salvia intere e le noci. Dopo un minuto eliminate le foglie di salvia e unite il latte e, prima che prenda bollore, aggiungete il gorgonzola.
Fatelo fondere dolcemente, mescolandolo fino a completa fusione, spegnete il fuoco, aggiungete il  Parmigiano Reggiano e amalgamate il tutto.
Lessate gli gnocchi in abbondante acqua salata. Quando gli gnocchi saliranno a galla scolateli con una schiumarola e aggiungeteli alla crema di gorgonzola e noci.
Amalgamate delicatamente e servite subito.
 
Consiglio: Gli gnocchi non vanno preparati con largo anticipo ( non alla mattina presto   consumarli a pranzo o peggio a cena). Se volete portarvi avanti con il lavoro, potete prepararli e poi metterli su di un vassoio coperto da carta da forno, non sovrapposti e surgelarli. Dopo un’ora toglieteli dal vassoio e metteteli in un sacchetto da freezer (velocemente),chiudetelo e rimettetelo nel surgelatore. Al momento di consumarli, non scongelateli ma gettateli direttamente nell’acqua in ebollizione.
 

sabato 18 ottobre 2025

Cavatelli alla salsiccia

La prima testimonianza storica sull'uso di insaccare nel budello di maiale la sua carne insieme a spezie e sale è dello storico romano Marco Terenzio Varrone, che ne attribuisce l'invenzione e l'uso ai Lucani: «Chiamano lucanica una carne tritata insaccata in un budello, perché i nostri soldati hanno appreso il modo di prepararla dai Lucani».
Secondo una tradizione lombarda, spuria e molto recente, la sua invenzione sarebbe invece opera della regina longobarda Teodolinda, che inventò la salsiccia e che ne avrebbe poi regalato la ricetta agli abitanti di Monza.[Anche i Veneti rivendicano la paternità di questo prodotto, affermando che la salamella sarebbe nata sul loro suolo, e sono tante altre regioni italiane che ne reclamano i natali. Tuttavia, le fonti antiche che si occupano di questa ricetta sono concordi nel ritenere che essa sia un'invenzione del popolo dei Lucani, conquistato da Roma nel III secolo a.C. (l'antica Lucania corrisponde all'odierna Basilicata, comprese limitate zone della Campania meridionale).
In particolare, scrittori come Cicerone, Marziale, oltre al già nominato Marco Terenzio Varrone, parlano più volte nelle loro opere della "lucanica", specialità introdotta nell'antica Roma dalle schiave lucane, e apprezzata per la facilità di trasporto e di conservazione che conferiva alla carne di maiale, oltre che per lo squisito sapore. D'altronde, a riprova della genuinità di questa ricostruzione, si osservi che dal nome "lucanica" è derivato "luganega", termine che gli stessi lombardi, i trentini e i veneti tutt'oggi danno a un tipo di salsiccia di piccolo diametro, destinata al consumo immediato.

Fonte:  Wikipedia
 

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Ingredienti per 4 persone:
 
400 g di cavatelli
400 g di salsiccia a nastro
300 gr di pomodori pelati a pezzetti
200 g di spinaci
100 g di Parmigiano Reggiano grattugiato o di Pecorino
1 bicchierino di vino rosso
1 carota piccola
1 cipolla piccola
1 gambo di sedano
1 spicchio d’aglio
3 cucchiai d’olio extravergine d’oliva
Sale q.b.
 
Procedimento
 
Eliminate la pelle dalla salsiccia e schiacciate leggermente la polpa ottenuta.
Pulite gli spinaci ,lavateli e fateli cuocere in una pentola per 5 minuti in due cm di acqua.
Scolateli, strizzateli e tagliateli grossolanamente.
Pulite gli ortaggi e tagliateli a dadini molto piccoli.
Scaldate l’olio in un tegame e rosolatevi gli ortaggi e lo spicchio d’aglio intero, leggermente schiacciato.
Unite la polpa della salsiccia al soffritto e rosolatela per cinque minuti a fiamma media.
Sfumate con il vino  rosso, e lasciate evaporare completamente.
Eliminate lo spicchio d’aglio e aggiungete i pomodori, salate ma con parsimonia perché la salsiccia è già piuttosto salata.
Fate prendere il bollore, abbassate la fiamma e mettete il coperchio.
Continuate la cottura per trenta minuti circa, poi unite gli spinaci.
Nel frattempo, verso metà cottura del sugo, lessate la pasta in acqua bollente salata, (per i tempi di cottura seguite quelli indicati sulla confezione), scolatela al dente e trasferitela nel tegame con il sugo. Unite metà del formaggio, date una mescolata e portate a tavola con il rimanente formaggio servito a parte in una formaggiera.
 

giovedì 16 ottobre 2025

Crêpes ai funghi porcini

Questo delizioso alimento cresce generalmente da settembre a novembre ed è proprio in questo mese che possiamo trovare quelli più gustosi.  I funghi contengono sali minerali, vitamine, acido folico e betacaroteni che contribuiscono a rafforzare il sistema immunitario, sono ottimi antiossidanti e hanno proprietà antiinfiammatorie, depurative e lassative. Per queste loro caratteristiche contribuiscono a tenere sotto controllo la pressione alta ed il colesterolo.
I funghi sono capaci di agire come un vero e proprio antibiotico naturale e mantengono alto il livello degli anticorpi. Per il loro basso contenuto calorico (22 kcal per 100 gr.) sono ideali per diete ipocaloriche.
Sono controindicati a chi è allergico alle muffe e ai lieviti e a chi soffre di gotta e calcoli renali.
È bene tener presente che la famiglia dei funghi comprende ben 3000 specie, ma solo un centinaio sono commestibili e quelli velenosi che possono rappresentare un grave rischio per la nostra salute, per cui è meglio affidarsi per la loro raccolta a persone esperte.
Vanno consumati entro breve tempo dalla loro raccolta (massimo due giorni di conservazione in frigorifero, nello scomparto della frutta e verdura, dopo averli ripuliti e spazzolati per eliminare residui terrosi), il gambo deve essere sodo e compatto, il cappello integro e senza muffe, l'odore gradevole.
Tenete presente che funghi commestibili, se mal conservati, possono essere pericolosi per la saluti come quelli velenosi.

 
 
 
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Ingredienti per 6 persone:
 
Per le crêpes:
250 ml di latte
80 gr. di farina
2 uova
50 gr. di burro
1 pizzico di sale

Per il ripieno:
250 gr. funghi porcini
40 gr. di farina
500 ml. di latte
4 cucchiai di Parmigiano grattugiato
30 gr. di burro
5 rametti di prezzemolo
Sale e pepe q.b.
Noce moscata q.b.
Olio extravergine d’oliva q.b.
 
Procedimento
 
In una ciotola mescolate bene, evitando di formare grumi, il latte con la farina, le uova, il burro fuso e un pizzico di sale e lasciate riposare per 20 minuti.
 
 

Nel frattempo, pulite i funghi con uno strofinaccio umido e con un coltellino affilato tagliateli a fettine. Mettete tre cucchiai d’olio in una larga padella, versatevi i funghi e fateli cuocere per 5 minuti, aggiustate di sale e di pepe. Spegnete, aggiungete il prezzemolo tritato.
Preparate la besciamella amalgamando la farina, un po' di sale e il latte, ponete sul fuoco molto basso e fate cuocere, sempre rimestando, per una decina di minuti. L'ultimo minuto di cottura aggiungere il burro, il parmigiano e fate sciogliere il tutto, aromatizzate con la noce moscata.
Unite i funghi alla besciamella ed amalgamate bene.
Accendete il forno a 180°
Spennellate una padellina antiaderente con un poco di burro, versatevi un mestolo di pastella e fate cuocere la crèpes dai due lati (circa 1 minuto per lato) e mettete da parte.
 
 


Procedete così fino ad esaurimento della pastella (circa 12 crêpes).
Farcitele spalmando il ripieno fino ad 1 cm dal bordo, ripiegatele, adagiatele in una pirofila imburrata, spennellate con un po’ di burro fuso e infornate per 5 minuti a 180°C.