lunedì 1 settembre 2014

Polpette al limone ( Ghiuvaròakia avgolemono )



Le polpette sono un piatto tipico e sono preparate e cucinate in vari modi. Quella riproposta qui è una ricetta classica greca. 
La cucina greca è una delle più antiche al mondo e già dal II secolo a.C. , quando nella nostra penisola si preparavano poche pietanze e, prevalentemente cotte alla brace, chi voleva cimentarsi in quest’arte, per diventare cuoco, doveva frequentare due anni d’accademia. La cultura del cibo era così radicata tra i Greci che il letterato e studioso d’arte culinaria, Timachida di Rodi, scrisse ben undici volumi su “diverse sorte di banchetti, non solo, ma consacrarono Adefagèa come dea della gastronomia.  Quando i Romani occuparono la Grecia, furono conquistati dalla loro cucina raffinata, diversa da quella dell’urbe piuttosto rozza, e la portarono nell’urbe, dove fu apprezzata e diffusa. Durante l’impero bizantino, e grazie anche alle repubbliche marinare, si diffuse in tutta l’Europa. Possiamo, quindi, a ragione, affermare che tutte le cucine europee furono influenzate da quella greca.


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Ingredienti per 4 persone:

500 gr di polpa d’agnello tritata
80 gr di riso
1 cipolla
Una decina di rametti di prezzemolo
1 limone
2 uova
1 cucchiaio di farina
1, 5 lt.  di brodo vegetale
Sale e pepe q.b.

Procedimento

In una ciotola capiente mettete la carne tritata, il riso crudo, la cipolla e il prezzemolo tritati. 


Salate, pepate e mescolate bene, poi, con il composto ottenuto, formate delle polpette rotonde, non troppo grandi.



Portate ad ebollizione il brodo, tuffateci le polpette e fate cuocere a fuoco moderato e a pentola scoperta per un’ora e mezza circa.  Dieci minuti prima della fine della cottura, dividete i tuorli dagli albumi e sbattete leggermente questi ultimi  poi unite i tuorli e mescolate bene. Aggiungete, poco alla volta e continuando a mescolare, il succo del limone, la farina e un mestolo del brodo di cottura delle polpette.


Togliete dalla pentola le polpette e mettetele in un piatto. Versate il composto d’uova e limone nel brodo rimasto e, mescolando continuamente e delicatamente, proseguite la cottura per qualche minuto a fuoco molto basso. Rimettete nella pentola le polpette e fate insaporire ancora per un minuto. Servite subito e buon appetito.









sabato 23 agosto 2014

Panini all'origano e al sesamo

Questi deliziosi panini, morbidissimi e facili da realizzare, sono l’ideale da farcire con tutto quello che la vostra fantasia vi suggerisce....



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Ingredienti :

500 gr di farina per panificazione
125 ml di yoghurt
200 ml d’acqua a temperatura ambiente
1 cucchiaio di malto o di miele
10 gr di sale fino
2 cucchiai d’olio extravergine d’oliva
Semi di sesamo bianchi 3 cucchiai
Origano

Procedimento

In una ciotola capiente setacciate la farina, fate un buco al centro e unite il lievito madre, il malto, lo yoghurt e l’acqua. Impastate raccogliendo la farina esternamente e portandola verso l’interno. Togliete l’impasto e mettetelo su di una spianatoia e continuate ad impastare per almeno 10 minuti. Allargate l’impasto e distribuite il sale e l’olio, continuate ad impastare per altri 5 minuti. Dividete l’impasto in due parti, allargate leggermente un impasto e distribuite due cucchiai di semi di sesamo. Impastate ancora per cinque minuti per inglobare bene i semi. Fate la stessa operazione con l’impasto rimasto, aggiungendo solo un cucchiaio d’origano. Mettete gli impasti in due ciotole e lasciateli riposare e lievitare per due ore. 


Trascorso il tempo, riprendete gli impasti e, delicatamente, formate tante palline della dimensione di una pesca piccola. 


Schiacciatele leggermente e mettetele in una teglia unta e infarinata,  spennellate i panini con un po’ d’olio e distribuite i semi di sesamo rimasti, premendo leggermente. Coprite con uno strofinaccio da cucina e lasciate lievitare fino al raddoppio ( i tempi di lievitazione variano molto in base alla temperatura esterna, con 23/24 gradi bastano 4 ore) lontano da colpi d’aria.
Accendete il forno a 190/200 gradi, inserite un pentolino colmo d’acqua (servirà a formare del vapore e a rendere il pane più soffice) e, quando raggiunge la temperatura, infornate e lasciate cuocere per 25/30 minuti.
Sfornate e lasciate raffreddare su di una gratella.
Buon appetito!

Consiglio: potete prepararlo con più forme o con semi diversi, secondo i vostri gusti.
Come le treccine  e le ciabattine della foto.


Step:





Potete utilizzare il lievito di birra  secco al posto del lievito madre, in tal caso unitelo direttamente alla farina setacciata e poi versate l’acqua e lo yoghurt e unite il malto. Il resto del procedimento è lo stesso, salvo che per i tempi di lievitazione che si accorciano notevolmente con l'utilizzo del lievito di birra. Se utilizzate il lievito di birra in panetto, dovete prima scioglierlo in un po' d’acqua.

lunedì 11 agosto 2014

Pomodori ripieni al pesto

Un modo un po' insolito di gustare i pomodori ripieni....


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Ingredienti per 4 persone

9 pomodori cuore di bue
5 cucchiai di pesto
Mais per impanature q.b. 
Olive taggiasche denocciolate q.b.
5 cucchiai di Parmigiano Reggiano grattugiato
Sale q.b.
Olio extravergine d’oliva q.b.






Procedimento

Lavate otto pomodori e tagliateli a metà.  Svuotateli e mettete l’interno, privo dei semi, in una ciotola.  Salate le metà di pomodoro e fatele sgocciolare per circa 20 minuti capovolte.
Nel frattempo, togliete la buccia al pomodoro residuo, svuotatelo dei semi e tritatelo insieme all’interno dei mezzi pomodori. Mettete tutto in una ciotola e aggiungete il pesto, il Parmigiano Reggiano grattugiato, le olive (calcolate circa due olive per ogni mezzo pomodoro) e tanto mais quanto ne necessita per avere un composto solido, ma non troppo.



Farcite i pomodori con il composto, metteteli in una pirofila, versate a filo un po' d'olio e infornate (forno già caldo a 180°C) per 30 minuti.


Lasciate intiepidire e servite.

Buon appetito!


NOTA: chi non ha problemi di celiachia, può sostituire la farina di mais con il pangrattato

lunedì 4 agosto 2014

Torta di pasta di pane con peperoni e zucchine

La pianta che produce le zucchine è originaria dell'America centro-meridionale e appartiene alla  famiglia delle curcubitacee, la stessa dei cetrioli, delle zucche, dei meloni. Ne esistono di diverse varietà: verde di Milano, rampicante, bianca, striata, tonda di Nizza. Sono un prodotto dell'orto  tipico della tarda primavera e dell'estate, ma ormai  sono reperibili sul mercato tutto l'anno.
Le zucchine forniscono poche calorie e sono ricche di sali minerali quali  potassio, fosforo, calcio e ferro. Contengono anche una discreta quantità di vitamina E (potente antiossidante), vitamina C, acido folico (vit. B9), di zeaxantina e di luteina.
Hanno proprietà antiinfiammatorie, diuretiche , lassative e quindi disintossicanti.
Sceglietele sempre piccole, molto sode, con la buccia lucida e cucinatele nel giro di 3 o 4 giorni per non perdere le loro preziose qualità nutritive.


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Ingredienti per 4 persone

250 gr di pasta di pane (reperibile dal fornaio o al supermercato)
1 peperone rosso grande
4 zucchine
1 cipolla dorata grande
2 uova
100 gr di prosciutto cotto tagliato a julienne 
250 gr di ricotta
100 gr di Parmigiano Reggiano grattugiato
Qualche rametto di prezzemolo,
½ spicchio d’aglio
1 cucchiaio di capperi
Olio extravergine d’oliva q.b.
Sale q.b.

Procedimento

Pelate le zucchine, lavatele e tagliatele a julienne.
Lavate il peperone, dividetelo a metà, eliminate i semi, le coste bianche e tagliatelo a striscioline.
Pulite la cipolla e tagliatela a rondelle.
Lavate il prezzemolo, sgrondatelo bene e tritatelo con il mezzo spicchio d’aglio e i capperi, mettete il trito in una ciotolina e amalgamatelo con un cucchiaio d’olio.
In una padella versate quattro cucchiai d’olio e gli ortaggi: fateli rosolare per 8/9 minuti, dovranno cuocere, ma rimanere croccanti. Due minuti prima del termine della cottura, distribuite la salsa di prezzemolo e amalgamate bene. Toglieteli dalla padella, metteteli in una ciotola e lasciateli raffreddare, poi unite il prosciutto cotto.


 Nel frattempo stendete la pasta di pane e mettetela con la sua carta da forno in una pirofila, facendo fuoriuscire dai bordi la pasta in eccesso.
Accendete il forno a 180°C.
Con una forchetta ammorbidite la ricotta, poi inglobate le uova, leggermente sbattute, e quasi tutto il Parmigiano (tenete da parte 2 cucchiai da spolverizzare alla fine), aggiungetene qualche cucchiaio nella ciotola che contiene gli ortaggi. Mescolate bene tutti gli ingredienti e depositate il composto sulla pasta di pane, versate, sopra il ripieno, il rimanente composto di ricotta e uova. Ripiegate il bordo verso l’interno e schiacciatelo un po’ con i rebbi di una forchetta. 


Distribuite il rimanente Parmigiano sopra la torta


Infornate (forno statico e già a temperatura) per 30/35 minuti. Spegnete, lasciate riposare, nel forno leggermente aperto, per altri cinque minuti e servite.
Buon appetito!









mercoledì 30 luglio 2014

Filetti di trota in carpione

E’ una tipica preparazione piemontese detta “carpione” che prende il nome  da un pesce d’acqua dolce, la carpa, ma che è utilizzata, non solo per altri tipi di pesce, ma anche per verdure e uova. E’ simile alla tipica ricetta meridionale detta scapece


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Ingredienti per 4 persone:
2 trote
2 spicchi d’aglio
1 cipolla
2 carote piccole
5/6 foglie di salvia
1 bicchiere d’aceto bianco
1 bicchiere di vino bianco
1 bicchiere d’acqua
Mais per impanatura q.b.
Olio extravergine d’oliva q.b.
Sale q.b.
Pepe in grani q.b.

Procedimento

Pulite le trote e tagliatele a filetti, o fatevi preparare 4 filetti di trota dal pescivendolo, poi impanateli nel mais.
Friggeteli, in abbondante olio caldo, scolateli su carta assorbente per eliminare l’olio in eccesso e salateli.
Pulite la cipolla, lavatela e tagliatela a rondelle, lavate e raschiate le carote, tagliatele a bastoncini.
Versate, in una casseruola, l’acqua, l’aceto, il vino e aggiungete la cipolla, l’aglio schiacciato, i bastoncini di carota, la salvia, il pepe. 


Fate sobbollire a fuoco dolce per 5/6 minuti, lasciate intiepidire. Mettete due filetti di trota affiancati in un contenitore e versate sopra metà della marinata con metà delle verdure, adagiate gli altri due filetti e completate con la rimante marinata.
Coprite e lasciate riposare in frigo per 24 ore.
Al momento di servire, scolate i filetti e deponeteli su di un letto d’insalatina mista e mettete sopra i filetti le verdure della marinata, ben scolate.
Buon appetito!

lunedì 28 luglio 2014

Salsa di menta alla piemontese

La menta è ricca di principi attivi come il mentolo, sostanze antibiotiche, limonene e isovalerianato che le attribuiscono proprietà disinfettanti e cicatrizzanti. E’ coadiuvante nel buon funzionamento del fegato e favorisce la digestione. Per questo motivo è controindicata a chi soffre di gastrite e reflusso gastroesofageo.
Il suo utilizzo, come tisana,  è indicato anche per attenuare disturbi come il raffreddore e la tosse, grazie al mentolo in essa contenuto che agisce come vasodilatatore per la mucosa nasale.
Questa che vi propongo è una ricetta tipica piemontese, questa salsa è l'ideale consumata con le carni, specialmente con l'agnello.


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La menta piperita, da non confondere con la Mentha Pulegium che può essere tossica  é una pianta aromatica perenne.

MENTHA PULEGIUM  (TOSSICA)  Foto tratta da www.gardensonline.com
MENTA PIPERITA  (COMMESTIBILE) Foto tratta da Giardinaggioefiori.com



Ingredienti per un vasetto 

120 gr di foglie di menta
100 cl d’aceto bianco di vino
100 cl di acqua
2 cucchiai di zucchero
Sale fino q.b.

Procedimento

In un pentolino versate l’aceto, l’acqua, lo zucchero, un pizzico di sale e fate scaldare per 5 minuti sul fuoco, giusto per consentire allo zucchero di sciogliersi. Lasciate raffreddare.
Tritate le foglie di menta e unite l’aceto. Miscelate bene e lasciate riposare per almeno un’ora.

giovedì 24 luglio 2014

Crostoni con uova e Briè su letto di Polpapiù

Vi avevo già parlato in precedente post  della   Galleria delSapore Cirio nata in collaborazione con il Gambero Rosso e svoltasi nella prestigiosa sede della Città del Gusto di Gambero Rosso e vi avevo promesso la ricetta che avevo preparato, eccola qui!

Vi ricordo che gli ingredienti erano a sopresa e che bisognava decidere, in 5 minuti, cosa preparare....



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Ingredienti per 4 persone:

1 barattolo di Polpapiù Cirio
2 scalogni
Qualche rametto di timo, origano, maggiorana
4 fette di pane integrale
4 uova
Briè q.b.
Olio extravergine Cirio q.b.
Sale q.b.
Noce moscata q.b.

Procedimento

Pulite gli scalogni, affettateli finemente e metteteli in un tegamino con 3 cucchiai d’olio, Lasciateli stufare dolcemente per qualche minuto, poi unite la Polpapiù, il sale, le erbe aromatiche e due cucchiai d’acqua. Lasciate cuocere a fuoco dolce per 7 o 8 minuti. Spegnete il fuoco e frullate il sugo.
Grigliate le fette di pane e mettetele in una pirofila da forno.
In una padella antiaderente versate un po’ d’olio e fate cuocere le uova all’occhio di bue, uno per volta, salate.
Deponete un uovo sopra ogni crostone e distribuite il Briè a fette su ognuno di essi.
Infornate, per qualche minuto, per far sciogliere il formaggio (forno già caldo a 180°C).
Versate un po’ di salsa calda in ogni piatto e deponete sopra i crostoni, grattugiate un po’ di noce moscata e servite subito accompagnando con il resto della salsa servito a parte.


 






E tutto questo si è trasformato in un bellissimo libro pubblicato in edizione limitata






lunedì 21 luglio 2014

Spaghetti all' amatriciana

Questa ricetta deve il suo nome alla cittadina di Amatrice, deliziosa cittadina sita nel Lazio in provincia di Rieti, al confine con l'Abruzzo, dove è nata e i cui abitanti si chiamano matriciani. Era il piatto tipico dei pastori, che la consumavano senza il pomodoro e il peperoncino, ma con il pepe (Grigia).  Molte sono le varianti di questa tipica e conosciutissima ricetta romana, ma quella originale, che è questa, non prevede l'uso di cipolla, di pancetta e di olio .
La pasta utilizzata  sono gli spaghetti e non , come erroneamente si crede, i bucatini.




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Ingredienti per 4 persone:

400 gr di spaghetti
150 gr di guanciale 
3 pomodori grossi maturi o una scatola di pelati
100 gr di pecorino romano grattugiato
1 peperoncino non troppo piccante
Sale q.b

Procedimento

Mettete sul fuoco una casseruola con il guanciale tagliato a dadini e il peperoncino. Fate dorare dolcemente  quindi aggiungete i pomodori precedentemente pelati e privati dei semi.
Aggiustate di sale e di pepe e fate cuocere a fuoco vivo per 7 minuti.
Fate lessare gli spaghetti nell’acqua bollente salata per 10 o 12 minuti (seguite il tempo di cottura riportato sulla confezione), scolateli al dente e conditeli con il sugo e il pecorino.
Serviteli subito.


venerdì 18 luglio 2014

Insalata di cous cous lonza e verdure grigliate

Il Cous cous o cuscus è un alimento tipico  del Nordafrica, della Sicilia occidentale e   della Sardegna  sudoccidentale dove prende il nome di Kaskà (pron. cashcà), costituito da agglomerati ovvero da granelli  di semola di frumento cotti a vapore (del diametro di un millimetro prima della cottura, poi via via sempre più grandi). 
Tradizionalmente il cuscus veniva preparato con semola di grano duro, Triticum duro quella farina granulosa che si può produrre con una macinatura grossolana utilizzando macine primitive, ma oggi con questo nome ci si riferisce anche ad alimenti preparati con cereali diversi, come orzo, miglio, sorgo, riso o mais. Solitamente esso accompagna carni in umido e/o verdure bollite (sulla costa del mar Mediterraneo anche pesce in umido). Può essere reso piccante accompagnandolo con la harissa (usata soprattutto in Tunisia).
Questo piatto è l'alimento tradizionale di tutto il Nordafrica, al punto che lo si potrebbe definire "piatto nazionale" dei Berberi. In gran parte di Tunisia, Algeria, Marocco e Libia è conosciuto semplicemente col nome in arabo:  "cibo". Oltre che nel Maghreb esso è molto diffuso anche nell'Africa Occidentale, in Francia (secondo piatto preferito dai francesi), in Belgio e anche nel Vicino Oriente (in particolare, in Israele presso gli Ebrei di origine magrebina). In Giordania, Libano e Palestina viene chiamato maftūl (ritorto).
In Italia il cuscus à preparato nel trapanese, in Sicilia; è cotto a vapore in una speciale pentola di terracotta smaltata, ma il condimento, a differenza di quello magrebino, è un brodo di zuppa di pesce. Il nome nel dialetto locale è cùscusu. Dalla Sicilia, il cuscus è stato portato a Livorno (cuscus d'agnello) e a Genova.
Anche nella cucina marchigiana in origine i frascarelli sarebbero stati una sorta di couscous di farina di grano tenero; successivamente questi grumi sarebbero stati sostituiti o integrati dal riso stracotto.


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Ingredienti per 4 persone:

280 gr. di cous cous
380 ml. d'acqua
4 fettine di lonza di maiale (o tacchino o pollo)
1 melanzana piccola
1 peperone rosso
2 zucchine
1 manciata d' olive nere a rondelle
1 scatoletta piccola di mais
1 cipolla rossa di Tropea
1 limone
1 cucchiaino d’aceto di mele
Timo, origano, maggiorana
Olio extravergine d'oliva q.b.
Sale  e pepe q.b.


Procedimento

Pulite le verdure, grigliate le zucchine, il peperone, la melanzana , la cipolla, le fettine di lonza e tagliate tutto a cubetti e metteteli in una ciotola capiente insieme al mais sgocciolato.
Spremete il limone, filtratelo, mettetelo in una ciotolina e unite 6 cucchiai d’olio,  il timo, e l’origano ( un cucchiaio tra tutte e tre), il cucchiaino d’aceto,  il sale  e il pepe. Miscelate bene  con una forchetta e versate  tutto nella ciotola insieme alle verdure e alla carne. Amalgamate bene e lasciate insaporire per un’ora.
Portate a bollore  l’acqua salata in una pentola. Spegnete il fuoco e versate un cucchiaio d’olio e quindi il cous cous. Mescolatelo con una forchetta. Coprite e lasciate riposare per 5 minuti.
Toglietelo dalla pentola, sgranatelo  e mettetelo a raffreddare in una ciotola. Quando sarà freddo o appena tiepido unitelo alle verdure e alla carne. Mescolate bene, se è il caso aggiungete ancora un po’ d’olio. Lasciate insaporire  in frigo per una mezz’ora e servite.
Buon appetito!








lunedì 14 luglio 2014

Arancine alla siciliana

Questa deliziosa ricetta fu introdotta in Sicilia dagli Arabi, consumatori abituali di riso condito con erbe e zafferano. Furono i cuochi della corte di Federico II, che aggiunsero la panatura per permettere che si potessero consumare durante le battute di caccia o i viaggi. La panatura, infatti, assicurava un’ottima conservazione del riso e del condimento. Grazie a questa praticità, furono utilizzati come cibo anche dai contadini. Tradizionalmente a Palermo, il 13 dicembre, giorno della festa di Santa Lucia, si festeggia mangiando arancine.

 

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Ingredienti per 6 persone:

500 gr di riso supefino per timballi
1 bustina di zafferano
1 lt di brodo vegetale salato
3 etti di carne macinata di manzo
1 mozzarella
100 gr di pisellini
1 cipolla piccola
1 carota piccola
1 gambo di sedano
2 uova intere e 3 tuorli
½ bicchiere di vino rosso
40 gr di conserva di pomodoro doppio concentrato
25 gr di burro
3 cucchiai di Pecorino
Olio extravergine d’oliva q.b.
Sale e pepe q.b.
Pangrattato q.b.

Procedimento

In una casseruola versate tre cucchiai d’olio e unite la cipolla, la carota e il sedano, tagliati in piccolissimi pezzetti, fate dorare per 1 minuto poi unite la carne tritata e lasciatela rosolare per qualche minuto, sfumate con il vino fino a farlo evaporare completamente. Aggiungete l’estratto di pomodoro, i piselli e un bicchiere d’acqua calda, aggiustate di sale e di pepe e portate a cottura, a fiamma bassa, fino a quando il ragù si sarà ristretto.
Fate bollire il riso nel brodo vegetale (a fine cottura dovrà essersi assorbito completamente, se è il caso, aggiungete un po’ calda durante la cottura) e, a fuoco spento, unite lo zafferano, stemperato in pochissima acqua, il pecorino, il burro e mantecate per qualche minuto. Unite i tuorli, amalgamate bene il tutto. Stendete il riso su di un piano e lasciatelo raffreddare.
Nel frattempo, tagliate la mozzarella, ben scolata, a cubetti. Quando il riso sarà completamente raffreddato, prendete un po’ nella mano e dategli la forma di una pallina, fate un buco al centro e versate un po’ di ragù freddo e qualche cubetto di mozzarella. Ricoprite con altro riso e dategli la caratteristica forma a pera appuntita, tipica di Catania, o a palla, se preferite. Proseguite così fino ad esaurimento degli ingredienti, poi passate gli arancini nelle uova intere sbattute e nel pangrattato.
In una padella dai bordi alti fate scaldare abbondante olio e immergete gli arancini, fateli dorare uniformemente.
Scolateli e metteteli su carta da cucina per eliminare l’unto in eccesso. Serviteli caldi o tiepidi.