mercoledì 16 febbraio 2011

Quiche di spinaci e pasta di pane

Per una variante un po’ particolare e meno calorica della classica quiche, ho sostituito la pasta brisèe con la pasta di pane, la panna e la groviera con la ricotta, il Parmigiano Reggiano e la Casciotta d'Urbino, la pancetta con il prosciutto crudo, le uova di gallina con le uova di quaglia che contengono meno colesterolo. Questo è il risultato, provare per credere!

LE IMMAGINI E I TESTI PUBBLICATI IN QUESTO SITO SONO DI PROPRIETA' DELL'AUTORE E SONO PROTETTI DALLA LEGGE SUL DIRITTO D'AUTORE N. 633/1941 E SUCCESSIVE MODIFICHE. COPYRIGHT © 2010-2050 TUTTI I DIRITTI RISERVATI A IL POMODORO ROSSO DI MARIA ANTONIETTA GRASSI


Ingredienti per 6 persone:

Per la pasta:
250gr. di farina di farina tipo “O”
10 gr. di lievito di birra
1,5 dl di acqua
½ cucchiaino  di sale
un pizzico di zucchero

Per il ripieno:
800 gr. di spinaci
200 gr. di prosciutto crudo tritato
1 carota  piccola
1 cipolla piccola
1 gambo di sedano
225 gr. di ricotta
100 gr di Casciotta d'Urbino
2 cucchiai di Parmigiano Reggiano grattugiato
10 uova di quaglia (o se non le trovate 3 uova di gallina)
3 cucchiai di latte.
Sale q.b.
Olio extravergine d’oliva p.b.




Procedimento

Mettete il lievito sbriciolato in un recipiente. Aggiungete metà dell’acqua necessaria, tiepida, lo zucchero e poi mescolate bene  per sciogliere il tutto.
Lasciate riposare per 10 minuti.
Nel frattempo setacciate in un recipiente la farina con il sale. Formate una fontana al centro e versatevi il lievito con l’acqua restante.
Mescolate il tutto con un cucchiaio di legno fino ad ottenere una palla di pasta.
Spolverizzate con la farina la spianatoia, posatevi la palla di pasta poi appiattatela con le mani stendendola leggermente.
Ripiegate i bordi opposti uno sopra l’altro poi appiattiteli nuovamente con le mani. Ripetete l’operazione più volte ( per circa 10 minuti) facendo girare la pasta sulla spianatoia .
Quando la pasta sarà diventata elastica e liscia, ricopritela con un panno pulito e umido, al riparo dalle correnti d’aria e dal freddo (l’ideale è porla nel forno spento) e lasciatela lievitare per 30 minuti.
Rimettete la pasta lievitata  sulla spianatoia infarinata, impastatela tirando in tutti i sensi allo scopo di aerarla per 5 minuti.
Confezionate una palla  girandola tra le mani infarinate, ricopritela nuovamente con un telo e lasciatela lievitare per 1 ora.
Se non avete tempo o voglia per farvi la pasta di pane, potete sempre acquistarla già pronta.

Nel frattempo lavate, cuocete in pochissima acqua salata, strizzate e tagliate grossolanamente gli spinaci.
Tagliate la carota, la cipolla e il sedano a piccoli dadini e metteteli a soffriggere con un po’ olio in una padella. Quando saranno dorati aggiungete gli spinaci e fate insaporire ed asciugare il liquido in eccesso.
Lasciate intiepidire e aggiungete il prosciutto crudo tritato e la Casciotta d'Urbino tagliata a cubetti Mescolate bene.
Stendete la pasta di pane e ricavatene un disco di circa mezzo cm. di spessore e ponetelo in una pirofila.



Versate il composto di spinaci  e livellatelo.


Sbattete le uova, unite la ricotta setacciata e amalgamate bene. Versate il tutto sopra gli spinaci, Richiudete i lembi della pasta e spennellate con il latte



Spolverizzate con Parmigiano Reggiano  e infornate in forno già caldo (180°) per 40 minuti.
Buon appetito!


Filetti di trota alla mugnaia

Il Piemonte, dove vivo,è una bellissima  regione  ricca di fiumi, di laghi e di torrenti dove le trote sono rintanate dietro i sassi, in attesa della preda, dove l’acqua fa la schiumetta: lì si ossigenano ed aspettano il nutrimento. Oppure, se sono in caccia, si trovano ovunque.
Parlando di laghi, la trota, a seconda della stagione, ama stazionare dove l’acqua è più fresca, d’inverno più verso la superficie e d’estate più sul fondo. Quelle utilizzate per questa ricetta arrivavano dalla Valchiusella.
#PiemonteinBocca #trote #pescedacquadolce #pranzo


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Ingredienti per 2 persone:

2 filetti di trota
30 gr. di burro
Prezzemolo q.b.
Farina q.b.
Vino bianco secco sale q.b.

Procedimento
Infarinate i filetti di trota ed eliminate la farina in eccesso poi poneteli in una casseruola con metà del burro e fateli dorare, spruzzateli con il vino bianco e lasciatelo evaporare. Togliete i filetti dal fuoco e teneteli al caldo. Nel fondo di cottura mettete il rimanente burro e un cucchiaio di farina e fate dorare. Versate il sugo sui filetti, spolverizzate di prezzemolo e servite subito.
Accompagnate con una insalatina mista.
Buon appetito!


domenica 13 febbraio 2011

Coppette di San Valentino

Ma se l'amore non ha anche un pizzico di peperoncino, che amore è?





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Ingredienti per 2 persone

100 gr. di cioccolato fondente

20 gr. di fecola di patate
2 dl di panna fresca
1,5dl. di latte
1 bicchierino di rum
10 gr. di burro
50 gr. di zucchero
2 cucchiai di zucchero vanigliato
3 tuorli
un pizzico di peperoncino

Procedimento


Stemperate la fecola di patate con il latte versato  a poco a poco per evitare grumi, aggiungete metà della panna e portate lentamente ad ebollizione, spegnete il fuoco. Sciogliete il cioccolato a bagnomaria e incorporate il burro e il peperoncino. Mescolate bene.  Montate i tuorli con lo zucchero fino ad ottenere una crema morbida, amalgamate al composto di uova e zucchero e aggiungete il liquore. Incorporate lentamente il latte con la fecola e la panna mescolando continuamente. Ponete il tutto  sul fuoco bassissimo e continuate la cottura mescolando fino a quando la crema sarà densa. lasciatela intiepidire.

Aggiungete lo zucchero vanigliato alla panna rimasta e montatela leggermente.
Distribuite la cioccolata in due coppette, versate la panna e servite subito.
Buon appetito e Buon San Valentino.

sabato 12 febbraio 2011

Cous cous alle verdure e pollo

La carne di pollo è ricca di proteine nobili indispensabili all’organismo per rinnovare i tessuti, e di  aminoacidi ramificati utili nel metabolismo dei muscoli e nell’aiutare allo smaltimento delle tossine che si formano quando si svolge un inteso lavoro fisico. Se eliminiamo la pelle, come in questo caso, risulta relativamente povera di grassi  e con un discreto contenuto di vitamine del gruppo B e di ferro.  La ridotta presenza di tessuto connettivo ed il diametro ridotto delle sue fibre rendono la carne di pollo facilmente digeribile. 




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Ingredienti per 4 persone:

400 gr. di cous cous precotto
1 petto di pollo
4 dl. di brodo di pollo
1 peperone rosso
1 peperone giallo
2 carote
4 zucchine
1 melanzana piccola
2 cipolle
3 gambi di sedano
3 cucchiai di passata di pomodoro
3 cucchiai di prezzemolo tritato
2 cucchiai di origano
peperoncino q.b.
olio extravergine q.b.
50 gr. di burro
2 foglie di alloro
sale q.b.


Procedimento

Bollite per circa 40 minuti   il petto di pollo in un litro di acqua con una carota, una cipolla, un gambo di sedano, le due foglie di alloro e il sale.
Nel frattempo tagliate a julienne i peperoni , la carota, il sedano, la cipolla a rondelle e metteteli in una padella con 4 cucchiai di olio. Fate dorare il tutto ,  toglietelo dalla padella e versatelo  in una terrina.
Nella stessa padella mettete  le zucchine tagliate a tocchetti e fate dorare, dopo 5 minuti aggiungete anche la melanzana e fate cuocere ancora per 10 minuti.
Rimettere nella padella le altre verdure, aggiungete il peperoncino, l'origano, la passata di pomodoro, il prezzemolo e il sale. Mescolate bene e lasciate insaporire per due minuti.
Tagliate a tocchetti il petto di pollo e unitelo alle verdure.
Riportate ad ebollizione 4 dl. di brodo di pollo, toglietelo da fuoco e unite il cous cous lasciandolo cadere a pioggia. Dopo un minuto spegnete il fuoco, coprite e lasciate riposare per 5 minuti. Trascorso questo tempo unite il burro e sgranate con una forchetta il cous cous.
Ungete una cocotte per ogni commensale e mettetevi il cous cous con le verdure, il pollo e qualche fiocchetto di burro. coprite con un foglio d'alluminio e passate in forno preriscaldato a 200° per 15 minuti.

Buon appetito!






giovedì 10 febbraio 2011

Mostarda di frutta

Questa ricetta si ispira alla mostarda piemontese chiamata cugnà. E’ ottima  servita con i formaggi stagionati e con le carni.


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Ingredienti:

2 litri e mezzo di mosto d’uva
1  mela cotogna
1 pera martin
100 gr. di zucca (già pulita)
250 gr. tra noci, nocciole e mandorle sgusciate
50 gr. di zucchero di canna.
1 buccia d’arancia non trattata

Procedimento
Fate bollire a fuoco dolce il mosto fino a ridurlo della metà, aggiungete la mela, la pera, la zucca, la buccia dell’arancia tagliate a pezzetti e fate cuocere per almeno un’ora.
Quando saranno sfatti e la salsa avrà raggiunto una certa densità unite tutta la frutta secca tritata e fate cuocere ancora per 15 minuti.
Consumatela qualche giorno dopo. Se volete conservarla per più tempo  dovete invasarla ancora calda e sterilizzarla per 20 minuti nell’acqua bollente avendo cura di interporre degli stracci tra i vasetti per evitare che sbattendo si rompano.

N.B.: Bisogna porre molta attenzione ai contenitori che devono essere sempre ben lavati con acqua bollente e sterilizzati prima dell’utilizzo; i coperchi devono essere nuovi per garantire la chiusura ermetica.

Per sterilizzarli potete utilizzare vari metodi, personalmente utilizzo il seguente:

Lavo i vasetti e i coperchi con acqua calda e detersivo, li sciacquo molto bene sempre con l’acqua calda e li asciugo.
Accendo il forno a 100 gradi (non di più perché si rischia di rompere il vetro), quando la temperatura è raggiunta, pongo i vasetti e i coperchi assicurandomi che non si tocchino. Spengo il forno e li lascio lì per 20/25 minuti. Trascorso il tempo, li tolgo usando i guanti e invaso la confettura caldissima, poi chiudo ermeticamente, li capovolgo e lascio raffreddare su dei sottopentola. Lo sbalzo di temperatura potrebbe far rompere i vasetti.Lavate accuratamente  con l’acqua calda i vasetti e i relativi coperchi (cambiateli ogni volta che riutilizzate i vasetti), asciugateli perfettamente e metteteli atesta in giù su di un canovaccio pulito.










lunedì 31 gennaio 2011

Bollito misto alla piemontese

Questa è una ricetta antichissima e  l’originale prevedeva l’utilizzo di 7 tagli di carne di manzo,e di amenicoli vari  ed esattamente: scaramella, muscolo di coscia, muscoletto, spalla, fiocco di punta, tenerone e cappello del prete, lingua di vitello, testina col musetto, coda.
Questo per quanto riguarda il manzo, poi servivano anche una gallina, un cotechino e uno zampino di maiale.  Il tutto ovviamente bollito e servito con le tipiche salse piemontesi, bagnetto verde, bagnetto rosso, mostarda ( vedere ricette nella sezione salse) ,cugnà e di contorno patate, cipolle e carote lessate, spinaci al burro ecc.
La ricetta che troverete di seguito è un po’ ridimensionata e mi fu data, parecchi anni fa, da mio suocero Giacomo piemontese d.o.c.

Lo so, è una preparazione lunga, ma, credetemi vale proprio la pena mangiarlo!






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Regola generale per il bollito;

Se volete dell’ottimo brodo mettete la carne nell’acqua fredda (dai pori aperti della carne usciranno tutti i succhi)
Se volete dell’ottimo bollito mettete la carne nell’acqua bollente (si chiudono immediatamente i pori della carne, i succhi rimangono all’interno e quindi rimane più tenero e gustoso)

Ingredienti per 6 persone:

700 gr di scaramella
700 gr. di tenerone
1 coda di manzo
1 pezzo di testina con il musetto
1 lingua di vitello
1 cotechino
1 zampino di maiale
1 gallina
1 sedano
1 pomodoro 
7 carote
7 cipolle bianche non troppo grandi
14 foglie di alloro
sale q.b.
acqua q.b.
  
Procedimento

In una capiente pentola mettete la scaramella e il tenerone, riempite di acqua e ponete sul fuoco.
Quando l’acqua sta per bollire, schiumatela con una schiumarola eliminando tutta la schiuma  che viene a galla (servirà ad avere un bel brodo limpido) e aggiungete un gambo di sedano, una carota, luna cipolla, 2 foglie di alloro, il pomodoro tritato e il sale. Lasciate cuocere per 2 ore circa
Stesso procedimento per il resto ma cuocete la testina (2 ore) , la lingua (2 ore), la coda (2 ore) la gallina (circa 1 ora e mezza) separatamente, lo zampino di maiale e il cotechino ( 1 ora e mezza) insieme.
Servite il brodo di manzo o quello di gallina come inizio pasto e poi tutte le carni accompagnate dalle salsine  e dalle verdure (vedere sopra)
Buon appetito!


Bagnet rosso
Bagnet verd











Zuppetta di pesce e cous cous


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Ingredienti per 2 persone:

700 gr di pesce azzurro per zuppa
4 pomodori pelati
2 cucchiai  di prezzemolo tritato
1 spicchio d’aglio
1 peperoncino rosso (piccolo)
Olio extravergine d’oliva q.b.
Sale q.b.
200 gr di cous cous
200 gr di acqua

Procedimento
Eviscerate e squamate i pesci, lavateli e asciugateli con la carta da cucina.
Sbucciate lo spicchio d’aglio e mettetelo insieme al prezzemolo e al peperoncino in un tegame con 4 cucchiai di olio. Fate soffriggere dolcemente per 2 minuti,  poi aggiungete i pelati tritati e due bicchieri d’acqua. Lasciate cuocere per 5 minuti,  aggiungete i pesci, aggiustate di sale e continuate la cottura per altri 10 minuti. La zuppetta dovrà essere molto liquida, se è il caso aggiungete ancora dell’acqua.
Togliete il pesce dal sughetto e ricavatene dei filetti (fate questa operazione con mota delicatezza) e rimetteteli  nel tegame.
Prelevate circa due bicchieri del sughetto e mettetelo in una pentola, portatelo ad ebollizione. Spegnete il fuoco, versate il cous cous, rimestate bene, coprite e lasciate riposare per 5 minuti.
Sgranate il cous cous, impiattate e mettete sopra i filetti di pesce con un po’ di zuppetta e servite subito.
Buon appetito!




Tortino d'acciughe

Le acciughe, dette anche alici, sono pesci di acqua salata della famiglia Engraulidae. Il loro nome scientifico è Engraulis encrasicolus. Diffuse in tutto il Mediterraneo, nel Mar Nero e nell’area orientale dell’Oceano Atlantico, possono vivere anche in acque salmastre e nelle lagune.
Sono un’ottima fonte di proteine di qualità e di omega 3, acidi grassi alleati della salute, in particolare di quella di cuore e arterie. Mangiando alici è inoltre possibile assumere buone quantità di riboflavina, vitamina del gruppo B che partecipa a numerose reazioni metaboliche, all’ossidazione degli acidi grassi e degli aminoacidi e alla respirazione cellulare. Infine, le acciughe sono una buona fonte di:

calcio, importante per la salute di ossa e denti e per la trasmissione dell’impulso nervoso

ferro, importante per la produzione dei globuli rossi
 
fosforo, noto soprattutto per l’effetto benefico nei confronti di ossa e denti ma alleato anche della salute di reni, muscoli e cuore e importante per il buon funzionamento del metabolismo e per la trasmissione dell’impulso nervoso

selenio, importante per le difese antiossidanti dell’organismo.

Purtroppo, però, le acciughe sono fonti di quantità non trascurabili di colesterolo.

 Fonte: Humanitas

Le acciughe previste per questo piatto devono essere pulite e sfilettate, eliminando la testa, la coda e la lisca, quindi lavate e asciugate con carta da cucina o tra due panni puliti.


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Ingredienti per 4 persone:

800 gr. di acciughe
4 pomodori San Marzano grossi
8 cucchiaiate di pangrattato
8 cucchiaiate di parmigiano reggiano grattugiato
2 cucchiai di prezzemolo tritato
1 spicchio d’aglio tritato
1 cucchiaio di rosmarino e origano tritati
Olio extravergine d’oliva q.b.
Sale q.b.

Procedimento

Pulite le acciughe eliminando la testa e la lisca.
Accendete il forno a 180°
Tagliate a fette sottili i pomodori.
Miscelate in un piatto il pangrattato, il parmigiano, le erbe aromatiche, l’aglio e il sale.
Mettete 2 cucchiai di olio in una pirofila, possibilmente rotonda, deponete le fette di pomodoro a raggiera fino a coprire il fondo, adagiateci sopra i filetti di acciuga e distribuite sopra il composto di pangrattato ed erbe.
Continuate così fino ad esaurimento degli ingredienti, versate un po’d’olio sull’ultimo strato e infornate per 30 minuti.


martedì 18 gennaio 2011

Crostata di pesche


In Egitto, la pesca era sacra ad Arpocrate, dio del silenzio e dell’infanzia, ancora oggi, infatti, le guance dei bambini sono paragonate alle pesche, per la loro carnosità e morbidezza.
Sul piano nutrizionale il contenuto calorico della pesca è molto basso (circa 39 calorie ogni 100 grammi) ma essendo ricca di fibre insolubili, possiede un indice di sazietà elevata, non solo ma queste fibre sono benefiche anche perché riducono il rischio di tumori al colon.
E’ particolarmente succosa, gustosa e dissetante per l’alto contenuto di acqua e di pectina.
La pectina è una fibra solubile utile alla regolazione dei livelli di colesterolo e di glucosio nel sangue.  La pesca contiene zuccheri facilmente assimilabili e acidi organici che le donano il suo sapore particolare, come l’acido malico, citrico e tartarico. Notevole è il quantitativo di potassio contenuto nel frutto insieme alle vitamine B1, B2, C, discreto è il quantitativo di carotenoidi che nell’organismo si trasformano in vitamina A: questa, oltre ad aiutare la nostra capacità visiva, è fondamentale per la produzione di melanina che ci protegge dai raggi solari e ci fa abbronzare più rapidamente.
Questo delizioso frutto ha un’importante azione diuretica e leggermente lassativa. 


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Ingredienti per una tortiera di 26 cm:

250 gr di farina
80 gr di burro
125 gr di zucchero
1 uovo intero + 1 tuorlo
1 bustina di lievito per dolci
1 buccia di limone raschiata
80 gr di mandorle tritate finemente.
150 gr di confettura di pesche ( o di altra frutta a vostra scelta)
Zucchero a velo q.b.

Procedimento
Mescolate lo zucchero, il lievito, la raschiatura del  limone e le mandorle tritate. Aggiungete l’uovo intero e lavorate il tutto rapidamente.
Incorporate poi la farina e il burro.  Non lavorate troppo la pasta e lasciatela riposare per 2 ore in luogo fresco.
In alternativa acquistate un panetto di pasta frolla.
Accendete il forno a 180°
Stendete la pasta sulla spianatoia infarinata a uno spessore di ½  cm.  




Deponete la pasta in una tortiera di 26 cm. di diametro imburrata. Ritagliate la pasta in eccesso e ricavatene delle strisce di circa 1 cm di larghezza.
Riempite l’interno di confettura.
Disponete i nastri di pasta incrociati sulla superficie e pennellateli con il rosso d’uovo sbattuto con un cucchiaino d’acqua. Infornate per 35/40 minuti.
Lasciate raffreddare bene e decorate con lo zucchero a velo.






Filetti di sogliola arrotolati

La sogliola è uno dei pesci più apprezzati e ricercati per la bontà delle sue carni. Ha un corpo ovale e piatto, il muso leggermente arrotondato,  gli occhi sul lato in cui la pelle è di colore bruno. La parte inferiore del corpo è di colore bianco ed è la parte che la sogliola adagia sui fondali profondi  in cui vive. La sua carne è molto magra e ricca di proteine, vitamine A e B, sali minerali. È molto digeribile  e particolarmente adatta per l'alimentazione dei bambini, dei  convalescenti, è consigliata anche nelle cure dimagranti.





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 Ingredienti per 4 persone:

8 filetti di sogliola
4 cucchiai di pangrattato
4 cucchiai di Parmigiano Reggiano grattugiato
Mezzo spicchio d’aglio piccolo tritato
2 cucchiai di prezzemolo tritato
1 rametto di rosmarino tritato
1 spruzzata di vino bianco secco
Olio extravergine d’oliva q.b.
Sale q.b.

Procedimento
Miscelate il pangrattato con il Parmigiano Reggiano, l’aglio, il sale  e gli aromi tritati.
Aggiungete due cucchiai di olio e amalgamate bene.
Spalmate il composto sui filetti di sogliola e arrotolateli , poi fermateli con uno stecchino.


Mettete quattro  cucchiai d’olio in una padella , deponeteci i rotolini di sogliola e fate dorare per due minuti a padella coperta.
Scoprite, spruzzate con il vino e cuocete a pentola scoperta e a fuoco basso per altri 4 minuti.
Servite subito.





Orecchiette alle cime di rapa

La cima di rapa è un ortaggio tipicamente italiano ma, introdotta dagli emigranti, si coltiva anche negli Stati Uniti e in Australia. In Italia il 95% della superficie coltivata si trova in Lazio, Puglia e Campania.
Di essa si consumano le infiorescenze (dette anche friarielli) in boccio con le foglie tenere, secondo ricette che in generale fanno riferimento alla tradizione locale nelle diverse regioni.
Per la sua caratteristica di vegetare e produrre con basse temperature è considerato un ortaggio autunnale o invernale, di cui si consiglia l'uso per il contenuto in sali minerali, vitamine e fattori antiossidanti.


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Ingredienti per 5 persone:

400 gr. orecchiette fresche (caratteristica pasta pugliese)
900 gr. di cime di rapa
1 peperoncino
1 spicchio d’aglio
2 cucchiai di scagliette di pecorino
Olio extravergine d’oliva q.b.
Sale q.b.

Procedimento


Pulite le cime di rapa togliendo tutti i gambi e utilizzate solo le foglie. Mettetele a cuocere in acqua salata per 7/8 minuti.
Scolatele con un mestolo forato e NON gettate l’acqua di cottura.
Nella medesima acqua mettete a cuocere la pasta.
Nel frattempo mettete in un padella 5 cucchiai d’olio, l’aglio, il peperoncino tritato finemente e privato dei semi e le cime di rapa tritate.
Lasciate insaporire bene. Scolate la pasta lasciando un po’ dell’acqua di cottura e versate tutto nella padella. Fate saltare per 1 minuto. Cospargete di pecorino e servite immediatamente.
E….buon appetito!

Involtini di bresaola con crema di Parmigiano Reggiano

Il  Parmigiano Reggiano è uno dei formaggi italiani più noti al mondo per la sua bontà. E’ a pasta dura e prodotto con latte crudo, parzialmente scremato per affioramento, senza aggiunta d’additivi o conservanti. La zona di produzione comprende le province di Parma. Reggio Emilia, Bologna, Modena e Mantova. Questo delizioso formaggio è un prodotto a Denominazione d’Origine Protetta (D.O.P.), quindi può essere prodotto solo secondo le regole raccolte nel Disciplinare di produzione. Una forma di Parmigiano-Reggiano deve obbligatoriamente avere un peso tra i 24 kg e oltre 40 kg, ma mediamente s’aggira sui 38,5 kg. Per produrre una forma di Parmigiano servono circa 550 litri di latte con una media di 16 litri per ogni chilogrammo di formaggio prodotto.


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Ingredienti per 4 persone:
12 fette di bresaola
100 gr. di Parmigiano  Reggiano grattugiato
200 ml. di panna liquida
pepe nero q.b.

Procedimento
Mettete in un pentolino il Parmigiano grattugiato e  la panna  e fatelo sciogliere lentamente a fuoco bassissimo fino a quando si sarà amalgamato il tutto e si sarà formata una crema . Lasciatela raffreddare e spalmatela sulle fette di bresaola. Arrotolatele  o chiudetele a pacchetto, mettetele in un piatto e decorate come la vostra fantasia vi suggerisce (la foto può darvi un’idea)
Buon appetito!


Insalata di carciofi

Il carciofo è una pianta nota fin dai tempi antichi, la sua coltivazione è diffusa maggiormente nei paesi del Mediterraneo, soprattutto in Italia, Francia e Spagna. La Sardegna è la regione che maggiormente si caratterizza per la coltivazione ed il consumo di questo delizioso ortaggio. La raccolta avviene principalmente tra il mese di ottobre e di maggio.
Sono ricchissimi di principi attivi e vantano molte virtù terapeutiche. Possiedono pochissime calorie e contengono molte fibre, oltre a sali minerali come calcio, fosforo, magnesio, ferro e potassio. Vantano un effetto disintossicante essendo diuretici e stimolanti della funzione epatica e sono utili per combattere problemi di diabete, colesterolo, ipertensione.




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Ingredienti per 4 persone:

4 carciofi violetti di Puglia
2 limoni
2  cucchiai di bagnet verde(vedere ricetta) o, in alternativa
Prezzemolo e mezzo spicchio d'aglio tritati
Sale q.b.
Olio extravergine d'oliva q.b.
Scaglie di Parmigiano Reggiano a piacere

Procedimento

Pulite i carciofi togliendo le foglie più dure, la barba centrale e immergeteli via via in acqua acidulata con il limone.
Scolateli e tagliateli a fettine sottili, mettetele in un insalatiera e conditele con l'olio,il sale, il succo di un limone e il bagnett o il trito di aglio e prezzemolo. 
Mescolate bene e distribuite le scaglie di Parmigiano Reggiano.
Buon appetito!