lunedì 17 gennaio 2011

Risotto alla puttanesca


LE IMMAGINI E I TESTI PUBBLICATI IN QUESTO SITO SONO DI PROPRIETA’ DELL’AUTORE E SONO PROTETTI DALLA LEGGE SUL DIRITTO D’AUTORE N. 633/1941 E SUCCESSIVE MODIFICHE. COPYRIGHT © 2010-2050. TUTTI I DIRITTI RISERVATI A IL POMODORO ROSSO DI MARIA ANTONIETTA GRASSI. VIETATA LA RIPRODUZIONE, ANCHE PARZIALE, DI TESTI O FOTO, SENZA AUTORIZZAZIONE.

Ingredienti per 4 persone:

320 gr di riso parboiled
400 gr. di pelati
Una ventina di olive verdi denocciolate
6 filetti di acciughe
2 cucchiai di capperi in salamoia
1 bicchiere d’acqua calda
7/8 rametti di prezzemolo
1 peperoncino rosso
1 spicchio d’aglio
4 cucchiai di olio extravergine d’oliva
Sale q.b.

Procedimento
Dissalate i capperi e tritateli insieme alle acciughe e al prezzemolo.
Tagliate grossolanamente anche le olive.
Versate 4 cucchiai d'olio in una casseruola e fate dorare lo spicchio d’aglio, toglietelo, aggiungete i pelati, il sale (tenete conto che le acciughe sono già salate), il peperoncino privato dei semi e sbriciolato. Lasciate cuocere per 5 minuti poi unite il riso e un bicchiere d’acqua calda.
Fate cuocere ancora per 10 minuti a pentola scoperta, poi unite il trito di  filetti d’acciughe, capperi e prezzemolo; continuate la cottura ancora per 5/6 minuti.
Se dovesse asciugarsi troppo aggiungete ancora qualche cucchiaio di acqua calda.
Buon appetito.





Arrosto di maiale con prugne e mele

Tutti conosciamo questo delizioso frutto che, con la sua forma sferica, ci ricorda la totalità del cielo e della terra, simbolo del potere terrestre e divino insieme. Nella nostra tradizione il melo è l’albero del bene e del male, nella mitologia scandinava è considerato il cibo degli dei: è una mela d’oro che scatena la guerra di Troia, sono le mele i frutti dell’immortalità del giardino delle Esperidi che Ercole riesce a conquistare.
Fu una mela che cadendo in testa a Newton gli fece intuire il meccanismo della forza di gravità e fu sempre una mela che rese GuglielmoTell un eroe nazionale del popolo svizzero e via via fino ad arrivare alla simbologia moderna che la vede emblema di New York detta anche “LA GRANDE MELA”.





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Ingredienti per 4 persone:

800 gr. di lonza di maiale
10 prugne secche morbide disossate
1 cucchiaio di zenzero
1 cucchiaio di zucchero di canna
1 limone (buccia grattugiata e succo)
1 bicchiere di rum o di cognac
2 mele verdi (Granny Smith)
30 gr. di burro
4 cucchiai di olio extravergine d’oliva
2 rametti di rosmarino
2 foglie di alloro e 2 di salvia
1 spicchio d’aglio
1 cucchiaio di zenzero
Sale q.b.

Procedimento
Accendete il forno a 180°
Tagliate verticalmente la lonza e riempitela con le prugne. Legate la carne e mettetela in un tegame con l’olio, l’aglio, il rosmarino, la salvia e l’alloro.
Fatela rosolare dolcemente. Quando l’arrosto è ben rosolato versate il rum , il succo del limone, un bicchiere d’acqua calda e cospargetelo con un cucchiaio di zucchero di canna, la buccia grattugiata del limone e lo zenzero.
Infornatelo e fatelo cuocere per 1 ora e mezza. Eventualmente aggiungere ancora un po’ di acqua calda se il fondo di cottura dovesse asciugarsi troppo.
A cottura ultimata sgrassate il sugo e addensatelo sul fuoco con un po’ di farina.
Sbucciate e tagliate le mete a spicchi, cospargetele con un po’ di zucchero e di limone e fatele rosolare con il burro per 5 minuti.
Tagliate a fette l’arrosto, distribuite sopra il sugo  e servitelo con le mele.
Come contorno unite spinaci e patate arrosto.

Bavarese al cioccolato



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Ingredienti per 4 persone:

½ litro di panna 
100 gr. di cioccolato fondente
3 fogli di colla di pesce

Procedimento
Mettete a bagno in una ciotola i fogli di colla di pesce e lasciateli per una decina di minuti.
Nel frattempo portate a ebollizione 400 ml. di panna con il cioccolato spezzettato.
Mescolate dolcemente con una frusta e unite i fogli di colla di pesce ben strizzati. Amalgamate  bene il tutto e lasciate raffreddare.
Montate la panna rimasta ed incorporatela delicatamente dal basso verso l’alto.
Versate il composto in uno stampo e tenetelo in frigo per almeno quattro ore prima di servirlo.
Buon appetito!

domenica 9 gennaio 2011

Faraona al limone

La faraona o gallina faraona è originaria dell’Africa, da cui fu introdotta in Europa nel XIII secolo d.C. ad opera dei marinai e dei mercanti che provenivano da quelle zone.
Possiede carni magre, gustose   e ricche di proteine ad alto valore biologico, di ferro e di vitamine del gruppo B. 



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Ingredienti per 4 persone:

1 faraona
2 limoni non trattati
2 spicchi d’aglio
3 rametti di rosmarino
Qualche foglia di salvia
1 bicchiere d’acqua calda
Olio extravergine d’oliva q.b.
Sale q.b.

Procedimento

Pulite,  fiammeggiate, lavate e asciugate  la faraona. Tagliatela in 4 parti e mettetela a dorare in una teglia con l’aglio e tutti gli altri aromi.
Nel frattempo pelate i limoni, mettete da parte la buccia, spremeteli e  filtrate  il succo. Togliete tutta la parte bianca delle bucce, sbollentatele per 1 minuto e lasciatele asciugare. Tagliatele a striscioline.
Quando la faraona  sarà ben colorita aggiungete il succo dei limoni, il sale e il bicchiere d’acqua calda. Portate a cottura a fuoco bassissimo  e a pentola coperta per circa 1 ora.
Se dovesse restringersi  troppo il fondo di cottura aggiungete qualche cucchiaio di acqua calda.
Dieci minuti prima del termine della cottura unite metà delle bucce dei limoni.
Impiattate e guarnite con le striscioline rimaste.

Spinaci con uvetta e noci


Gli spinaci sono un ortaggio a foglia verde originario della Persia.
La loro raccolta avviene da ottobre a maggio ma possiamo trovarli surgelati anche negli altri mesi dell’anno.
Sono ricchi di fibre, sali minerali, vitamina A e antiossidanti e possiedono poche calorie.
Contengono molto ferro, tuttavia, circa il 95% di esso è inutilizzabile come nutriente in quanto presente nella forma non-eme, il cui assorbimento è limitato rispetto al ferro in forma eme, presente, ad esempio, nella carne e negli alimenti di origine animale.
Inoltre, negli spinaci, come in molti vegetali, vi sono alcuni nutrienti che possono ostacolare ulteriormente l’assorbimento di ferro, come gli ossalati ed i fitati.
La presenza di ossalati sconsiglia il consumo eccessivo a chi soffre di calcoli renali in quanto ne favorisce la formazione; tuttavia per neutralizzare gli ossalati basta consumare insieme agli spinaci del formaggio.
Da assumere con cautela anche in caso di terapia anticoagulante, in quanto contenenti la vitamina K1 che può interferire con i farmaci fluidificanti.


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Ingredienti per 4 persone:

700 gr. di spinaci
30 gr. di burro
30 gr. di uvetta
5 gherigli di noci
Sale q.b.
Olio extravergine d’oliva q.b.
Aceto balsamico q.b.

Procedimento

Pulite e lavate gli spinaci e fateli cuocere in pochissima acqua  (o a vapore) per pochi minuti.
Strizzateli e metteteli  in una padella con il burro, aggiungete l’uvetta  (precedentemente ammollata e asciugata) e le noci spezzettate.
Amalgamate bene il tutto e lasciate insaporire per 5/10 minuti.
Impiattate, irrorate con  l’aceto balsamico e servite.

domenica 26 dicembre 2010

Bignè e datteri con crema di gorgonzola, mascarpone e noci

Un antipasto veloce che delizierà i vostri ospiti…

 

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Ingredienti per i bignè:

75 gr. di farina
50 gr. di burro
Mezzo cucchiaino di zucchero
Un pizzico di sale  (la punta di un cucchiaino)
1 bicchiere d’acqua (circa 125 cl)
2 uova

Per il ripieno per circa  12 bignè e 12 datteri Deglet Nour

100 gr. di gorgonzola dolce
100 gr. di mascarpone
12 gherigli di noce

Procedimento
Versate in una pentola l’acqua , aggiungete il sale, lo zucchero e il burro, portate il tutto ad ebollizione e versate immediatamente tutta la farina. Lavorate energicamente l’impasto e cuocetelo per 10 minuti,finché non si stacca dalle pareti della pentola. Aggiungete il primo uovo mescolando velocemente. Quando risulterà  ben  incorporato aggiungete il secondo uovo continuando a mescolare.
La pasta dovrà essere simile ad  una crema vellutata e liscia.
Accendete il forno a 180°.
Riempite un sac a poche con la crema ottenuta e formate sulla placca da forno, precedentemente imburrata, dei mucchietti grossi come una noce e distanziati tra loro. Fateli cuocere nel forno preriscaldato per circa un quarto d’ora fino a quando risulteranno ben gonfi.
Lasciarli raffreddare poi tagliare la calotta per poterli riempire.
In alternativa, per chi ha poco tempo, potete acquistarli già pronti da riempire.
Lavorate il gorgonzola con il mascarpone fino ad ottenere una crema morbida, incorporate metà dei gherigli di noce tritati e le calottine dei bignè sminuzzate.
Tagliate verticalmente i datteri senza dividere le due parti ed estraete il nocciolo.
Riempite con il composto i bignè e i datteri e guarnite con i restanti gherigli di noce.
Serviteli a temperatura ambiente o leggermente scaldati.
Buon appetito!


Consiglio: Per velocizzare ulteriormente i tempi, potete acquistare i bignè già pronti.

martedì 21 dicembre 2010

Tasca ripiena




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Ingredienti per 4 persone:

1 tasca di manzo (si tratta di un taglio di carne triangolare con un incisione al centro che lo rende simile ad una tasca)
200 gr. di salciccia
100 gr. di castagne bollite
150 gr. di cime di rapa bollite e strizzate
50 gr. di Parmigiano  Reggiano grattugiato
2 cucchiai di pan grattato
1 uovo
1 cipolla
1 spicchio d’aglio
1 mazzetto di  erbe aromatiche (salvia, alloro, rosmarino)
10 bacche di ginepro schiacciate
1 bicchiere di Marsala
2 bicchieri di acqua calda o di brodo
olio extravergine d’oliva q.b.
sale q.b.

Procedimento

Mettete un po’ d’olio e le cime di rapa strizzate e tritate  in una padella e lasciate asciugare per 2/3 minuti. Versate le cime in una ciotola, aggiungete la salciccia spellata e schiacciata, le castagne bollite e tritare, il pangrattato, il parmigiano e l’uovo. Aggiustate di sale (tenete presente che la salciccia è già salata) e impastate bene il tutto. Farcite con il composto la tasca, cucite l’imboccatura con spago da cucina o, in alternativa con degli stecchini.
Affettate sottilmente la cipolla e mettetela in un tegame con dell’olio, lo spicchio d’aglio, le bacche di ginepro schiacciate e le erbe aromatiche. Adagiatevi sopra la tasca e fatela dorare da tutti i lati per qualche minuto. Versate il marsala e farlo evaporare a fuoco vivo per 5/6 minuti.
Aggiungete l’acqua calda o il brodo, aggiustate di sale e cuocete a fuoco basso e a pentola coperta per circa 1 ora e mezza. Eventualmente aggiungete dell’altra acqua calda se il fondo dovesse restringersi troppo.
A cottura ultimata, togliete la tasca dal tegame e passate a setaccio il fondo di cottura. Affettate e servite caldo con il suo sughetto.

Buon appetito!

venerdì 17 dicembre 2010

Filetti di cernia con uvetta e olive

Cernia è il nome di un pesce  di mare molto conosciuto per la pregevolezza delle sue carni e frequentemente utilizzato a scopo alimentare.
La sua carne è anche ricca di acidi grassi omega 3 e iodio, ma non costituisce una fonte nutrizionale di questi nutrienti sostenibile per la popolazione – ruolo invece attribuibile al pesce povero. È piuttosto digeribile ed ha poche controindicazioni anche nella nutrizione clinica.

In cucina, la cernia si prepara essenzialmente in umido ed al forno, anche se non mancano gli appassionati della crudità – la quale necessita, d'altro canto, un taglio piuttosto sottile della carne (vista la compattezza delle sue fibre).




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Ingredienti per 4 persone:

600 g. di filetti di cernia
200 g. di pomodori pelati
40 g. di uvetta sultanina
1 manciata di olive taggiasche
1 spruzzata di vino bianco
1 spicchio d'aglio
1 pugno di farina bianca
Qualche rametto di prezzemolo
Olio extravergine d'oliva q.b.
Sale q.b.

 Procedimento

Mettete a rinvenire, in una ciotola piena d'acqua, l'uvetta sultanina.
Mettete  lo spicchio d'aglio a rosolare in una padella con un po' di olio, aggiungete i filetti di cernia leggermente infarinati e fateli dorare da ambo i lati per 5 minuti, spruzzate con il vino bianco e fatelo evaporare.
Togliete i filetti dalla pentola e teneteli al caldo in un piatto.
Versate nella padella contenete il sughetto dei filetti i pomodori pelati tritati e  l'uvetta scolata. Lasciate cuocere per una decina di minuti.
Rimettere i filetti di cernia nel sugo aggiungendo le olive e il prezzemolo tritato, lasciate insaporire ancora per 5 minuti e servite.


giovedì 16 dicembre 2010

Gnocchi alla sorrentina

Gli gnocchi alla Sorrentina sono un tipico piatto campano  da portare in tavola la domenica o durante le feste.


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Ingredienti per 4 persone

Per gli gnocchi:  
1 kg. di patate
250 gr. di farina
1 uovo
Sale q.b.

Per il condimento:
400 gr. di pelati
250 gr. di mozzarella di bufala
100 gr. di parmigiano grattugiato
1 cipolla piccola
Basilico q.b.
Olio extravergine d’oliva q.b.
Sale e pepe q.b.

Procedimento

Fate cuocere  le patate in abbondante acqua, sbucciatele e passatele, ancora calde, allo schiacciapatate. Aggiungete la farina, l’uovo e il sale. Impastate con cura, formate un rotolo, tagliatelo  in fette spesse circa 2 cm. Su di un piano infarinato arrotolate con le mani le singole fette e formate un rotolino spesso un dito e ritagliate gli gnocchi di 2 cm. l’uno. Passateli con l’aiuto del pollice sui rebbi di una forchetta per dargli la caratteristica forma.


In un tegame versate d’olio e fate dorare la cipolla tagliata a fettine sottili, aggiungete i pomodori, una generosa manciata di basilico, un po’ d’acqua, il sale e  lasciate cuocere a fuoco basso per una decina di minuti.
Lessate gli gnocchi in abbondante acqua salata. Quando gli gnocchi saliranno a galla scolateli con una schiumarola e aggiungeteli al sugo. Aggiungete la mozzarella tagliata a dadini e il pepe.
Versate tutto in una pirofila e spolverizzate con abbondante Parmigiano Reggiano ed infornate a 200 °C.
Quando si sarà formata una bella crosticina e la mozzarella sarà filante toglieteli dal forno, aggiungete ancora qualche fogliolina di basilico e servite subito.

sabato 11 dicembre 2010

Bicerin - Crema bicerina

Il Bicerin di gianduiotto è un liquore senza glutine cremoso a base di crema gianduia che appartiene alla tradizione torinese, tanto da essere considerato prodotto Agroalimentare Tradizionale (PAT) della Regione Piemonte, da non confondere con il Bicerin (pronunciato [bitʃeˈriŋ] in piemontese, letteralmente bicchierino) che è una storica bevanda calda e analcolica tipica di Torino fin dal 1700, evoluzione della settecentesca “bavareisa”gustosa bevanda servita in grandi bicchieri tondeggianti, composta da una mescolanza di caffè, cioccolato e crema di latte dolcificata con sciroppo.
Il rituale del bicerin prevedeva che i tre ingredienti fossero serviti separatamente. Inizialmente erano previste tre varianti: pur e fiòr (l'odierno cappuccino), pur e barba (caffè e cioccolato), un pòch ëd tut (ovvero un po' di tutto), con tutti e tre gli ingredienti miscelati. È stata quest'ultima formula ad avere più successo e a prevalere sulle altre. Una curiosità che è rara da leggere è che il tutto veniva accompagnato da dei "bagnati", dolcezze artigianali di ben 14 specie.
Al tempo la ricetta si basava su due prodotti, il caffè e il cacao, entrambi molto costosi da importare. Fu così che nel corso della seconda metà dell’800 si preferì eliminare tra gli ingredienti il caffè e tagliare il cacao con un frutto molto diffuso in Piemonte, le nocciole.
Questa rivisitazione del Bicerin ottenne subito l’apprezzamento da parte dell’aristocrazia torinese e presto acquistò grande fama. Non mancarono tra gli estimatori personaggi illustri che ne aumentarono la fama, come Alexandre Dumas e Camillo Benso di Cavour.
Nacque così il Bicerin di Giandujotto, ovvero si iniziò ad avviare la produzione di liquore artigianale a base di crema di gianduia, un vero cioccolatino sciolto nell’alcool. Da allora la ricetta è rimasta immutata e, dal 1930, è stata registrata da Nuove Distillerie Vincenzi, che ancora oggi ne detiene il marchio originale.
Ovviamente questa non è la ricetta delle Nuove Distillerie Vicenzi, ma una ricetta casalinga tramandata di generazione in generazione.



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Ingredienti:

300 gr. gianduiotti (cioccolatino tipico piemontese a base di nocciole e cioccolato)
300 ml. di latte
200 ml. di panna
120 ml di alcool da liquori a 90°
1 tazzina di caffè

Procedimento

Scaldate il latte senza farlo bollire e scioglietevi i gianduiotti, aggiungete il caffè, la panna e mescolate bene ancora per qualche minuto, avendo cura di non far bollire.
Spegnete il fuoco, lasciate  raffreddare e aggiungete l’alcool. Invasate, si conserva per un mese  in frigorifero.
Al momento di servirla scaldatela leggermente, versatela in un bicchiere  e  distribuite sopra un po’  di panna montata.