lunedì 2 aprile 2018

Crostata al cioccolato fondente , more e mirtilli

A Pasqua è consuetudine donare le uova di cioccolato, a volte però capita che ce ne giungano in dono diverse e dunque perché non farle "FRUTTARE"? In questo terzo post di tre vi suggerisco un modo per riciclarle utilizzando i salutari e buoni frutti di bosco, ma prima voglio darvi qualche breve cenno storico.

L’uovo ha avuto fortissimi significati simbolici fin dall’antichità, esso ha rappresentato e rappresenta la vita e la sacralità: nelle credenze mitologiche la terra e il cielo erano considerati due emisferi che unendosi creavano un unico uovo mentre, per gli Egizi, in esso erano contenuti i quattro elementi dell’universo, acqua, aria, terra, fuoco.
La tradizione di donarsi le uova è documentata già fra gli antichi Persiani, dove erano scambiate semplici uova di gallina all’avvento della stagione primaverile poiché, essendo il simbolo della fecondità, ricordavano il risveglio della natura alla vita dopo il lungo letargo invernale.
Da noi, l’usanza di donare uova decorate si sviluppò nel Medioevo come regalo alla servitù e divenne, da simbolo della rinascita primaverile, con il Cristianesimo, simbolo della rinascita dell’uomo in Cristo. Sempre nel Medioevo s’iniziarono a creare uova artificiali rivestite di materiali preziosi (oro, argento) destinate ai nobili e agli aristocratici.
Nel 1183 l’orafo Peter Carl Fabergé ricevette dallo zar il compito di preparare un dono per la zarina Maria, egli creò un uovo di platino smaltato di bianco contenente un ulteriore uovo, in oro, in quale conteneva sua volta due doni: un pulcino d’oro e una riproduzione della corona imperiale. La fama di questo dono prestigioso diede il via alla tradizione di inserire un dono nell’uovo. In tempi più recenti, questa tradizione divenne più popolare con la creazione delle uova di cioccolato, simbolo indiscusso della Pasqua.
Pochi sanno che le prime uova di cioccolato nacquero a Torino:  nel 1725, una titolare di una bottega in via Roma, la vedova Giambone, riempì alcuni gusci vuoti con del cioccolato liquido. Il risultato? Alcune magnifiche uova di Pasqua, esposte in vetrina al fianco di una gallina ruspante. 
I primi cenni di uova li troviamo quindi nel ‘700, ma è negli anni ’20 del XX secolo che la storia delle uova di cioccolato si “fonde” (nel vero senso del termine) con la città di Torino:
nella casa Sartorio infatti, alcuni maestri cioccolatai torinesi brevettarono un sistema per modellare con il cioccolato delle forme vuote. Veri e propri stampi posti nella macchina, fatti ruotare e rivoluzionare, fino ad essere coperti uniformemente. Le sorprese vennero invece introdotte nel 1925: confetti,regali costosi, oggetti semplici e zuccherini principalmente.
Se fino a qualche decennio fa la preparazione delle classiche uova di cioccolato era per lo più affidata a maestri artigiani, oggi l'uovo di Pasqua è un prodotto diffuso soprattutto in chiave commerciale.





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Ingredienti
100 gr di more

100 gr di mirtilli
250 gr di farina

80 gr di burro freddo
125 gr di zucchero
1 uovo
1 bustina di lievito per dolci
1 buccia di limone raschiata
40 gr di nocciole Tonda Gentile del Piemonte tritate
20 gr di cacao
1 pizzico di sale
400 gr di uovo di Pasqua al cioccolato fondente
170 gr di panna liquida

Procedimento

Mescolate lo zucchero a velo, il lievito, la raschiatura del  limone e le nocciole tritate finemente, unite il burro e amalgamate, aggiungete l’uovo e lavorate il tutto.
Incorporate poi la farina setacciata con il cacao  e un pizzico di sale.  Lavorate velocemente l’impasto, avvolgetelo nella pellicola da cucina e lasciatelo riposare per 2 ore in frigorifero.
Trascorso il tempo stendete la pasta frolla con un mattarello fino a renderla tonda e di 4 mm. di spessore.
Mettete la frolla all’interno di uno stampo da forno a cerniera da 22 /24 cm di diametro.
Con i rebbi di una forchetta bucherellate il fondo e rivestite con carta da forno.
Sulla carta da forno mettete dei fagioli secchi o dei pesetti e infornate (forno già a 180°C di temperatura), fate cuocere per 15 minuti.
Eliminate la carta e i fagioli e lasciate in forno ancora per 5 minuti.
Sfornate e fate raffreddare su di una gratella.
Preparate la crema di cioccolato.
Rompete il cioccolato e mettetelo in un pentolino con la panna.
Mettete il recipiente a scaldare a bagnomaria (fuoco bassissimo).
Mescolate fino ad ottenere un composto lucido ed omogeneo.
Versate la crema all’interno del guscio di pastafrolla , fate raffreddare e mettete in frigo per un’ora.
Lavate ed asciugate delicatamente i frutti di bosco e decorate la superficie della torta.
Servite  temperatura ambiente.

 Per leggere le altre due ricette del riciclo dell’uovo di Pasqua cliccate sui titoli sottostanti:



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