venerdì 30 marzo 2018

Fonduta di cioccolato e frutti di bosco

A Pasqua è consuetudine donare le uova di cioccolato, a volte però capita che ce ne giungano in dono diverse e dunque perché non farle "FRUTTARE"?In questo  primo post  di tre vi suggerisco un modo semplice e veloce  per riciclarle utilizzando i salutari e buoni frutti di bosco, ma prima voglio darvi qualche breve cenno storico.

L’uovo ha avuto fortissimi significati simbolici fin dall’antichità, esso ha rappresentato e rappresenta la vita e la sacralità: nelle credenze mitologiche la terra e il cielo erano considerati due emisferi che unendosi creavano un unico uovo mentre, per gli Egizi, in esso erano contenuti i quattro elementi dell’universo, acqua, aria, terra, fuoco.
La tradizione di donarsi le uova è documentata già fra gli antichi Persiani, dove erano scambiate semplici uova di gallina all’avvento della stagione primaverile poiché, essendo il simbolo della fecondità, ricordavano il risveglio della natura alla vita dopo il lungo letargo invernale.
Da noi, l’usanza di donare uova decorate si sviluppò nel Medioevo come regalo alla servitù e divenne, da simbolo della rinascita primaverile, con il Cristianesimo, simbolo della rinascita dell’uomo in Cristo. Sempre nel Medioevo s’iniziarono a creare uova artificiali rivestite di materiali preziosi (oro, argento) destinate ai nobili e agli aristocratici.
Nel 1183 l’orafo Peter Carl Fabergé ricevette dallo zar il compito di preparare un dono per la zarina Maria, egli creò un uovo di platino smaltato di bianco contenente un ulteriore uovo, in oro, in quale conteneva sua volta due doni: un pulcino d’oro e una riproduzione della corona imperiale. La fama di questo dono prestigioso diede il via alla tradizione di inserire un dono nell’uovo. In tempi più recenti, questa tradizione divenne più popolare con la creazione delle uova di cioccolato, simbolo indiscusso della Pasqua.
Pochi sanno che le prime uova di cioccolato nacquero a Torino:  nel 1725, una titolare di una bottega in via Roma, la vedova Giambone, riempì alcuni gusci vuoti con del cioccolato liquido. Il risultato? Alcune magnifiche uova di Pasqua, esposte in vetrina al fianco di una gallina ruspante. 
I primi cenni di uova li troviamo quindi nel ‘700, ma è negli anni ’20 del XX secolo che la storia delle uova di cioccolato si “fonde” (nel vero senso del termine) con la città di Torino:
nella casa Sartorio infatti, alcuni maestri cioccolatai torinesi brevettarono un sistema per modellare con il cioccolato delle forme vuote. Veri e propri stampi posti nella macchina, fatti ruotare e rivoluzionare, fino ad essere coperti uniformemente. Le sorprese vennero invece introdotte nel 1925: confetti,regali costosi, oggetti semplici e zuccherini principalmente.
Se fino a qualche decennio fa la preparazione delle classiche uova di cioccolato era per lo più affidata a maestri artigiani, oggi l'uovo di Pasqua è un prodotto diffuso soprattutto in chiave commerciale.




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Ingredienti per 4 persone

250 gr  di uovo di Pasqua al cioccolato fondente
100 ml di panna liquida
20 ml di Asti Secco
150 gr di lamponi
150 gr di mirtilli
2 banane
4 kiwi
4 mandarini

Procedimento

Lavate i frutti di bosco e asciugateli delicatamente, sbucciate i kiwi e tagliateli a fette, sbucciate i mandarini e staccate gli spicchi.
Le banane sbucciatele solo all’ultimo minuto per evitare che anneriscano e tagliatele a rondelle.
Sbriciolate l’uovo e mettetelo in un pentolino, aggiungete la panna.
Mettete a scaldare a bagnomaria con il fuoco bassissimo, mescolando continuamente con un mestolo di legno, fino a quando il composto diventerà fuso e omogeneo.
Toglietelo dal fuoco, aggiungete l’Asti Secco e mescolate bene.
Versate la fonduta di cioccolato nel fornello da fonduta.
In un  piatto da portata mettete frutta insieme agli spiedini.

 N.B. Potete sostituire il cioccolato fondente con del cioccolato al latte ed eliminare l’Asti Secco e se volete qualcosa di particolare potete aggiungere un pizzico di peperoncino.


 Per leggere le altre due ricette del riciclo dell’uovo di Pasqua cliccate sui titoli sottostanti:



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