giovedì 18 maggio 2017

Carciofini sottolio

Il carciofo è una pianta nota fin dai tempi antichi, la sua coltivazione è diffusa maggiormente nei paesi del Mediterraneo, soprattutto in Italia, Francia e Spagna. La Sardegna è la regione che maggiormente si caratterizza per la coltivazione ed il consumo di questo delizioso ortaggio. La raccolta avviene principalmente tra il mese di ottobre e di maggio.
Sono ricchissimi di principi attivi e vantano molte virtù terapeutiche. Possiedono pochissime calorie e contengono molte fibre, oltre a sali minerali come calcio, fosforo, magnesio, ferro e potassio. Vantano un effetto disintossicante essendo diuretici e stimolanti della funzione epatica e sono utili per combattere problemi di diabete, colesterolo, ipertensione.
I carciofini sottolio sono preparati tipicamente in questo periodo primaverile quando sul mercato si trovano i carciofini piccoli, teneri e dolci, ideali per questo tipo di conservazione.
Per eliminare al massimo qualunque rischio insito nel cattivo confezionamento, sterilizzate sempre i barattoli che userete per conservare i prodotti.
Lavate molto bene e con acqua calda i vasetti e i coperchi (rinnovateli ogni volta, non riutilizzate quelli vecchi), asciugateli. Fate scaldare il forno a 100°C  poi inserite i vasetti e lasciateli per 5 minuti. Spegnete il forno, inserite anche i coperchi e lasciate raffreddare a forno chiuso.
Utilizzateli immediatamente.
Al momento di consumare accertatevi che i coperchi non siano gonfi, nel qual caso vorrà dire che qualcosa non ha funzionato e NON consumate il prodotto, ma tranquillizatevi se seguirete alla lettera il procedimento nessuno dei vostri vasetti andrà a male.
Ancora un accorgimento, NON utilizzate pentole di alluminio per far bollire l’aceto, ma solo di acciaio inox.




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Ingredienti per 4/5 vasetti tipo Bormioli da 250 gr/cad



1 kg di carciofini
1 litro d’aceto bianco o di mele
1 limone
Qualche foglia d’alloro
2 chiodi di garofano
Qualche bacca di ginepro
Qualche bacca di pepe
Sale q.b.
Olio extravergine d’oliva q.b.


Procedimento
Scartate dai carciofi le foglie esterne più dure fino a raggiungere quelle interne bianche e tenere. Spuntate la sommità delle foglie rimaste e tagliate il gambo. Mano a mano che li pulite, sciacquate sotto l’acqua corrente e  immergeteli  in acqua fredda acidulata con il succo del limone.





Intanto mettete a bollire in una pentola di acciaio inox l’aceto, il sale, il pepe, l’alloro, i chiodi di garofano. Portate il liquidi ad ebollizione, quindi buttatevi i carciofi, fate riprendere l’ebollizione, poi abbassate la fiamma e proseguite la cottura a fuoco dolce e  per 5 minuti.
Scolate e metteteli ad asciugare su di un piano inclinato o su di un setaccio, tra due teli ben puliti, per impedire che il contatto diretto con l’aria possa scurirli.


Ogni tanto girateli e spostateli e se è il caso sostituite i teli. Quando i carciofini saranno ben asciutti (7/8 ore), sistemateli nei vasi, aggiungete qualche grano di pepe (o di peperoncino se preferite), una  foglia di alloro per ogni vaso e ricoprite d’olio. Controllate il livello d’olio per un paio di giorni, aggiungendone dell’altro se occorre.


Chiudete bene i vasetti e conservate in dispensa al buio e al fresco, potrete consumarli dopo 20 giorni.



Consiglio: Se volete utilizzare i carciofi più grandi, tagliateli a metà prima di buttarli nell’aceto.





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