martedì 31 maggio 2016

Grissini rubatà a modo mio

Il Piemonte è famoso per essere la patria dei grissini, dai famosi rubatà (caduto) rigorosamente senza grassi,  fino agli “stirati” friabili e ricchi di grassi: potevo dunque, vivendo in questa regione, esimermi dal prepararli? No di certo!
Ecco dunque i miei grissini che ricordano per la forma irregolare  i “rubatà”, ma che ho arricchito con l’olio d’oliva extravergine e il timo.




LE IMMAGINI E I TESTI PUBBLICATI IN QUESTO SITO SONO DI PROPRIETA' DELL'AUTORE E SONO PROTETTI DALLA LEGGE SUL DIRITTO D'AUTORE N. 633/1941 E SUCCESSIVE MODIFICHE. COPYRIGHT © 2010-2020 TUTTI I DIRITTI RISERVATI A IL POMODORO ROSSO DI MARIA ANTONIETTA GRASSI


Ingredienti:
500 gr di farina di semola rimacinata
1 cucchiaino  di zucchero
Una bustina di lievito di birra secco Mastro fornaio
300 ml di acqua
10 gr di sale
Qualche rametto di timo fresco (se no lo avete va bene anche quello secco)
Olio extravergine d’oliva q.b.

Procedimento

Setacciate la farina, unite lo zucchero, il lievito e mischiate bene. Aggiungete, poca alla volta, l’acqua tiepida, non deve superare i 35°C.
Amalgamate bene, quando l'impasto diventerà più compatto, versatelo sulla spianatoia,  e impastate bene. Allargate l'impasto, distribuite uniformemente il sale e 4 cucchiai d’olio. Riprendete  ad impastare fino ad ottenere un composto omogeneo, elastico ed asciutto (circa 15 minuti).
Ungete una ciotola con un po’ d’olio, e deponeteci l’impasto. Mettetelo a lievitare in un luogo caldo e lontano da colpi d’aria o repentini abbassamenti di temperatura (l’ideale è all’interno del forno spento) per un’ora o  fino a quando l’impasto  è aumentato del 50%).
Trascorso il tempo, prendete l’impasto


e allargatelo delicatamente fino formare un rettangolo di circa 2 cm di spessore. Tagliate delle strisce larghe circa un cm.,


arrotolate su se stesse  e  mettetele  sulla leccarda ricoperta da carta da cucina ben oliata. 



Continuate così fino alla fine, poi spennellate tutti i grissini  con l’olio e fate lievitare ancora per 30 minuti con gli stessi accorgimenti descritti sopra.
Questi tempi valgono per una temperatura dell’ambiente di 24/25 gradi, altrimenti i tempi si allungano.
Accendete il forno, e portatelo a 200°C . Al raggiungimento della temperatura,  distribuite un po’ di sale sui grissini e infornate,  fate cuocere per 15/20 minuti. 
Sfornate e  lasciate raffreddare su di una gratella.



Potete mettere nei grissini altri tipi di erbette o dei semi di sesamo o di papavero.



venerdì 27 maggio 2016

Polpette di ceci (felafel)

Questa dovrebbe essere la ricetta originale dei felafel, tipiche polpette africane. 
Si possono preparare anche con altri legumi, come fave e fagioli.





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Ingredienti:

500 gr di ceci cotti
Una cipolla piccola
1 spicchio d’aglio
Un pizzico di cumino in polvere

Un piccolo mazzetto di prezzemolo
Olio extravergine d’oliva q.b.
Semi di sesamo q.b.

Procedimento.

Mettete a bagno i ceci tutta la notte, sciacquateli e fateli cuocere in acqua ( in alternativa usate due scatole di ceci già cotti) Scolateli molto bene e frullateli con la cipolla, l’aglio, il prezzemolo e il cumino.
Stendete il composto su di un contenitore e ponetelo in frigo per almeno un’ora.
Trascorso il tempo, prelevate un po’ di composto con un cucchiaio e formate una polpetta,



passatela nei semi di sesamo. Continuate così fino ad esaurimento. Fate friggere in olio caldo per qualche minuto e servite subito.


lunedì 23 maggio 2016

I benefici della frutta secca



Le prime notizie di questo prezioso alimento risalgono alla Mesopotamia nel 1.700 a.C   il loro consumo non solo è arrivato ai nostri giorni, ma è addirittura aumentato, diffondendosi in tutto il mondo.
La frutta secca è ricca di proprietà nutritive, nelle giuste dosi, contribuisce al benessere del nostro fisico: è consigliata per chi fa sport, aiuta la crescita dei capelli, svolge un’azione benefica sul fegato. Grazie all’alto contenuto di fibre può essere utile in caso di stitichezza.  E’ ricca di grassi, ma monoinsaturi e polinsaturi i quali aiutano a combattere il colesterolo, di vitamine, specialmente la E, la A e la K e di sali minerali quali potassio, fosforo, magnesio calcio e zinco. Le nocciole, le mandorle, le noci sono ricche anche di ferro.
Le mandorle, in particolare hanno proprietà che apportano benefici in caso di ansia e cattivo umore, i pinoli hanno proprietà energetiche, utili sia a livello fisico che mentale e sono quindi consigliati in caso di stanchezza cronica.
Molteplici sono gli impieghi in cucina, dalla preparazione degli antipasti fino al dolce.
La frutta secca è un prodotto selezionato e i benefici che derivano dal suo consumo sono molteplici, per cui essa dovrebbe sempre essere presente nella nostra dieta.




Fusilli con pancetta sarda e Pecorino maturo DOP



LE IMMAGINI E I TESTI PUBBLICATI IN QUESTO SITO SONO DI PROPRIETA' DELL'AUTORE E SONO PROTETTI DALLA LEGGE SUL DIRITTO D'AUTORE N. 633/1941 E SUCCESSIVE MODIFICHE. COPYRIGHT © 2010-2020 TUTTI I DIRITTI RISERVATI A IL POMODORO ROSSO DI MARIA ANTONIETTA GRASSI

È nelle campagne di San Martino di Ferrara che si produce la  Pasta di Canossa.
Il Pastificio sorge all’interno della Tenuta Cuniola tra i campi di grano della Tenuta stessa, che si accendono dei colori dell’oro quando arriva l’estate. È qui che si realizza questa pasta artigianale a Km 0. Per il Pastifico Canossa, il Km 0, sono i confini della Tenuta e al suo interno si seguono con cura tutte le fasi; nel Mulino di zona, il grano duro diventa semolato per poi essere trasformato in pasta di semolato nel Pastificio.
Durante tutte le fasi di produzione della pasta, si eseguono scrupolosi controlli di qualità per essere sicuri di raggiungere gli elevati standard che l’azienda si è data: da un controllo delle temperature e delle pressioni in ogni fase della lavorazione, all’esame della pasta durante e dopo l’essiccazione, a prove di cottura per ogni lotto che è prodotto.
Perché solo se supera tutti i controlli, nasce
Pasta di Canossa.
Per la macinatura è stato selezionato il Mulino per la qualità e la cura che pone in ogni fase della lavorazione, perché il grano lo fa lavorare solo dalle “mani migliori”; così nasce il tipico semolato Pastificio Canossa. La lavorazione semi-integrale del semolato non stressa il chicco andando a pulire fino all’ultima fibra, ma gli lascia uno strato in più rispetto alla tradizionale semola, esaltandone e non intaccando le qualità organolettiche e di digeribilità.
Dopo la lenta fase del riposo, la pasta è confezionata nei laboratori dell’azienda pronta per arricchire le vostre tavole.
Trafilatura
Grazie alle trafile in bronzo si danno le forme e si conferisce un inconfondibile colore alla pasta: una consistenza corposa e una particolare ruvidità per meglio assorbire i condimenti e per valorizzarne il sapore. La pasta corta è stesa su telai, mentre la pasta lunga su speciali canne, e il tutto è caricato sui carrelli per la fase di essiccazione.
Essiccazione
#labuonapasta richiede cura e paziente amore. Si dà il giusto tempo alla pasta affinché sprigioni il suo sapore e acquisti la giusta consistenza e porosità:
senza fretta e seguendo i tempi della natura. L’essiccazione avviene lentamente: dalle 14 ore per la pasta corta sino alle 20 ore per la pasta lunga.
Confezionamento
Dopo la lenta fase del riposo della pasta, la stessa è confezionata
nei laboratori interni e pronta per arricchire le vostre tavole.
Per questo contest preparerò delle ricette di primi piatti, tipiche del Sud Italia, sostituendo il formato di pasta.
Questa è la seconda ricetta e di scena c’è la Sardegna. Il formato di pasta originale, è la lorighittas (la pasta viene allungata come per fare gli spaghetti, poi la si piega e la si attorciglia e poi si uniscono le due estremità, formando un anello (sa loriga). Dopo averle seccate bene sono pronte per la cottura.
Le ho sostituite con i  fusilli del pastificio Canossa.



Ingredienti per 4 persone:
400 gr di pomodorini
150 gr di pancetta sarda in una sola fetta
1 cipolla piccola
Pecorino Sardo maturo D.O.P.  q.b.
Olio extravergine d’oliva 3 cucchiai
Sale q.b.
1 pizzico di timo

Procedimento.

Pulite la cipolla e tagliatela a dadini.
Tagliate a cubetti la pancetta.
Lavate i pomodorini e divideteli a metà.
In una ampia padella versate 3 cucchiai d’olio e fate dorare dolcemente la cipolla,


unite i cubetti di pancetta. Quando la pancetta sarà dorata unite i pomodorini e un po’ di sale (poco perché la pancetta è già salata) e il timo.


Fate cuocere finché non si è consumata l’acqua dei pomodori ( 5/10 minuti).


Nel frattempo fate cuocere i fusilli in abbondante acqua bollente e salata. Scolate e fate saltare nella padella con il sugo per insaporire bene. Spolverizzate con abbondante Pecorino grattugiato e servite.
Buon appetito!



  
“Con questa ricetta partecipo al contest #girodeiprimi indetto da La Melagrana – Food Creative Idea e Pasta di Canossa” 
#lamelagranafood  #pastadicanossa #girodeiprimi #labuonapasta #lapastachesadipasta





lunedì 16 maggio 2016

Pagnotta rustica con semi di zucca

I semi di zucca possiedono notevoli proprietà benefiche, sono ricchi di zinco, ferro, fitosteroli (utili per combattere il colesterolo), triptofano, magnesio, omega3. Sono da sempre considerati come un vero e proprio antiinfiammatorio naturale e, infine, regolano il pH contribuendo ad alcalinizzare l’organismo.



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Ingredienti

500 gr di farina  integrale
300 ml di acqua
2 cucchiai di olio extravergine d’oliva
200 gr di lievito madre rigenerato o, in alternativa 35 gr di lievito madre essiccato
1 cucchiaio pieno di sale fino

Procedimento

Scaldate leggermente l’acqua (deve raggiungere i 38°.)
Scioglieteci il lievito madre rigenerato (se usate quello essiccato, mettetelo direttamente nella farina.)
Setacciate la farina in una ciotola e aggiungete gradualmente l’acqua con il lievito iniziando a impastare. Quando l’impasto avrà raccolto tutta l’acqua, aggiungete l’olio e alla fine il sale.
Impastate fino a ottenere un composto omogeneo, elastico e asciutto (10/15 minuti).
Formate una palla poi ricopritela con un panno umido riposare e lasciatela lievitare per un’ora, al caldo e lontano da colpi d’aria. Trascorso il tempo, riprendete l’impasto, e sulla spianatoia leggermente infarinata, lavorate la pasta per dieci minuti incorporando i semi di zucca, dategli la forma desiderata, poi accomodatelo sulla placca del forno, fategli un taglio a croce, cospargetelo con della farina sopra e sotto, copritelo con un canovaccio e lasciate lievitare fino al raddoppio (il tempo dipende dalla temperatura ambiente, si va dalle 2 alle 4 ore).



Accendete il forno a 200° e inserite sul fondo un pentolino con dell’acqua (servirà a mantenere la giusta umidità). Quando il forno raggiungerà la temperatura, infornate il pane e lasciate cuocere per 35/40 minuti.
Sfornate e fate raffreddare su di una gratella.





domenica 8 maggio 2016

Pennette del pastore

 LE IMMAGINI E I TESTI PUBBLICATI IN QUESTO SITO SONO DI PROPRIETA' DELL'AUTORE E SONO PROTETTI DALLA LEGGE SUL DIRITTO D'AUTORE N. 633/1941 E SUCCESSIVE MODIFICHE. COPYRIGHT © 2010-2020 TUTTI I DIRITTI RISERVATI A IL POMODORO ROSSO DI MARIA ANTONIETTA GRASSI

È nelle campagne di San Martino di Ferrara che si produce la  Pasta di Canossa.
Il Pastificio sorge all’interno della Tenuta Cuniola tra i campi di grano della Tenuta stessa, che si accendono dei colori dell’oro quando arriva l’estate. È qui che si realizza questa pasta artigianale a Km 0. Per il Pastifico Canossa, il Km 0, sono i confini della Tenuta e al suo interno si seguono con cura tutte le fasi; nel Mulino di zona, il grano duro diventa semolato per poi essere trasformato in pasta di semolato nel Pastificio.
Durante tutte le fasi di produzione della pasta, si eseguono scrupolosi controlli di qualità per essere sicuri di raggiungere gli elevati standard che l’azienda si è data: da un controllo delle temperature e delle pressioni in ogni fase della lavorazione, all’esame della pasta durante e dopo l’essiccazione, a prove di cottura per ogni lotto che è prodotto.
Perché solo se supera tutti i controlli, nasce
Pasta di Canossa.
Per la macinatura è stato selezionato il Mulino per la qualità e la cura che pone in ogni fase della lavorazione, perché il grano lo fa lavorare solo dalle “mani migliori”; così nasce il tipico semolato Pastificio Canossa. La lavorazione semi-integrale del semolato non stressa il chicco andando a pulire fino all’ultima fibra, ma gli lascia uno strato in più rispetto alla tradizionale semola, esaltandone e non intaccando le qualità organolettiche e di digeribilità.
Dopo la lenta fase del riposo, la pasta è confezionata nei laboratori dell’azienda pronta per arricchire le vostre tavole.

Trafilatura
Grazie alle trafile in bronzo si danno le forme e si conferisce un inconfondibile colore alla pasta: una consistenza corposa e una particolare ruvidità per meglio assorbire i condimenti e per valorizzarne il sapore. La pasta corta è stesa su telai, mentre la pasta lunga su speciali canne, e il tutto è caricato sui carrelli per la fase di essiccazione.
Essiccazione
#labuonapasta richiede cura e paziente amore. Si dà il giusto tempo alla pasta affinché sprigioni il suo sapore e acquisti la giusta consistenza e porosità:
senza fretta e seguendo i tempi della natura. L’essiccazione avviene lentamente: dalle 14 ore per la pasta corta sino alle 20 ore per la pasta lunga.
Confezionamento
Dopo la lenta fase del riposo della pasta, la stessa è confezionata
nei laboratori interni e pronta per arricchire le vostre tavole.

Per questo contest preparerò delle ricette di primi piatti, tipiche del Sud Italia, sostituendo il formato di pasta.
Questa è la prima ricetta di otto e partiamo con la Basilicata. Ho sostituito il formato di pasta originale, gli strascinati, con le Pennette del pastificio Canossa.







Ingredienti per 4 persone:

250 gr di passata di pomodoro
200 gr di salsiccia lucana
150 gr di ricotta di pecora
1 mazzettino di prezzemolo
1 cipolla piccola
1 gambo di sedano
4 cucchiai di olio extravergine d’oliva
Pecorino q.b.
Sale q.b.
Peperoncino q.b.

Procedimento

Pulite e affettate la cipolla e tagliate a rondelline il gambo di sedano. Mettete tutto in una casseruola con 4 cucchiai d’olio e fate dorare, unite la salsiccia spellata e tagliata a pezzi.



Fate soffriggere per 5 minuti. Unite la passata di pomodoro, sale (poco perché la salsiccia è già salata) e lasciate cuocere a fuoco basso per circa un’ora.


Quando il sugo è arrivato a cottura, spegnete il fuoco e unite la ricotta, il prezzemolo tritato, il peperoncino e 4 cucchiai di pecorino grattugiato.


Lessate le Pennette in abbondante acqua bollente salata. Quando è al dente, scolatela e tuffatela nella casseruola con il sugo. Fate insaporire per un paio di minuti e servite subito.
Buon appetito!




“Con questa ricetta partecipo al contest #girodeiprimi indetto da La Melagrana – Food Creative Idea e Pasta di Canossa”  
#lamelagranafood  #pastadicanossa #girodeiprimi #labuonapasta #lapastachesadipasta



lunedì 2 maggio 2016

Filangè di prosciutto cotto, fontina e verdurine


La Fontina è un formaggio grasso, a media o lunga stagionatura, a pasta semidura. Prodotto in Valle d’Aosta, anche in alpeggio, con latte di mucca. La maturazione è di almeno 3 mesi. Nel primo mese le forme vengono trattate con acqua e sale e la stagionatura avviene in ambienti naturali. Eccellente quella d’alpeggio per le intense caratteristiche  aromatiche.




LE IMMAGINI E I TESTI PUBBLICATI IN QUESTO SITO SONO DI PROPRIETA’ DELL’AUTORE E SONO PROTETTI DALLA LEGGE SUL DIRITTO D’AUTORE N. 633/1941 E SUCCESSIVE MODIFICHE. COPYRIGHT © 2010-2020. TUTTI I DIRITTI RISERVATI A IL POMODORO ROSSO DI MARIA ANTONIETTA GRASSI. VIETATA LA RIPRODUZIONE, ANCHE PARZIALE, DI TESTI O FOTO, SENZA AUTORIZZAZIONE.

Ingredienti

1 barattolo da 350 gr di verdure sottaceto tagliate a julienne (bastoncino)
100 gr di prosciutto cotto a julienne 
100 gr di fontina
1 cucchiaio di capperi

Per la maionese
2 rossi d’uovo
Olio extravergine d’oliva q.b.
Succo di limone q.b.
Sale q.b.

Procedimento
Mettete le verdure sottaceto a scolare in uno scolapasta.
Nel frattempo preparate la maionese. Sbattete i rossi d'uovo con un pizzico di sale e aggiungete l'olio a filo, lentamente, fino a veder montare le uova (trucco per evitare che impazzisca, le uova devono essere fredde di frigo). Continuate ad aggiungere l'olio fino a raggiungere la quantità desiderata. Aggiungete, sempre poco alla volta, il succo del limone.
Nel frattempo, tagliate a julienne la Fontina.
Mettet
e in un’insalatiera le verdure, il prosciutto e la fontina (ma tenetene da parte un po’ per guarnire), aggiungete la maionese e amalgamate bene il tutto.
Chiudete l’insalatiera con della pellicola da cucina e ponetela in frigo.
Al momento di servire, sistemate nei bicchierini la filangè e guarnite con il rimanente prosciutto, la fontina e qualche cappero. Inserite la forchettina e servite.

 


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