venerdì 23 ottobre 2015

Plumcake all'uva Barbera

La Barbera è un vino tipico del Piemonte che si ricava dall’omonimo vitigno autoctono che cresce, prevalentemente, nelle zone di Alba, Asti e dell’ Oltrepò Pavese.  Fu introdotto nelle Langhe  nel 1685 ad opera del Conte Cotti de Neivi. Come semplice curiosità, sappiate che l’utilizzo del nome femminile di “la Barbera” è utilizzato solo nel Piemonte, mentre nel resto d’Italia è utilizzato il nome maschile di “il Barbera”. Il vino che se ne ricava è  di gran classe, apprezzato sulle tavole internazionali, e si adatta molto bene nella preparazione di alcuni piatti tipici piemontesi come arrosti di carne o risotti.  I suoi acini, dolcissimi e profumati, sono piccoli e corposi.  








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Ingredienti per uno stampo da 28 cm

200 g di farina
125 g di zucchero di canna
3 uova
6 cucchiai d’olio extravergine d’oliva
½ bustina di lievito per dolci
70 g di ciliegie candite
200 g di uva nera Barbera
Un pizzichino di sale fino
Zucchero a velo q.b.

Procedimento

Lavate l’uva e sgranata gli acini dal raspo.
Dividete a metà le ciliegie candite
In una ciotola sbattete le uova con lo zucchero e l’olio fino ad ottenere un composto schiumoso, e liscio.


Aggiungete il sale, la farina ed il lievito.
Passate la frutta candita e gli acini dell’uva in un po’ di farina e incorporate tutto alla preparazione.


Imburrate lo stampo, o, se preferite, rivestitelo con la carta da forno, versate il composto


 Infornate (forno statico già caldo) a 190°C  per cinque minuti, poi abbassate la temperatura a 160°C fino al termine della cottura (circa 40 minuti)
Al termine, sformate il plumcake e lasciatelo raffreddare sopra una griglia.

Quando si sarà completamente raffreddato, cospargetelo di zucchero a velo.


lunedì 19 ottobre 2015

Coniglio ai funghi porcini

Questo delizioso alimento cresce generalmente da settembre a novembre ed è proprio in questo mese  che possiamo trovare quelli più gustosi.  I funghi contengono sali minerali, vitamine, acido folico  e betacaroteni che contribuiscono a rafforzare il sistema immunitario,  sono ottimi antiossidanti e hanno proprietà antiinfiammatorie, depurative e lassative. Per queste loro caratteristiche contribuiscono a tenere sotto controllo la pressione alta ed il colesterolo.
I funghi sono capaci di agire come un vero e proprio antibiotico naturale e mantengono alto il livello degli anticorpi. Per il loro basso contenuto calorico (22 kcal per 100 gr.) sono ideali per  diete ipocaloriche.
Sono controindicati a chi è allergico alle muffe e ai lieviti e a chi soffre di gotta e calcoli renali.
E' bene tener presente che la famiglia dei funghi comprende ben 3000 specie, ma solo un centinaio sono commestibili e quelli velenosi che possono rappresentare un grave rischio per la nostra salute, per cui è meglio affidarsi per la loro raccolta a persone esperte.
Vanno consumati entro breve tempo dalla loro raccolta (massimo due giorni di conservazione in frigorifero, nello scomparto della frutta e verdura, dopo averli ripuliti e spazzolati per eliminare residui terrosi), il gambo deve essere sodo e compatto, il cappello integro e senza muffe, l'odore gradevole.
Tenete presente che funghi commestibili, se mal conservati, possono essere pericolosi per la saluti come quelli velenosi. 





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Ingredienti per 4 persone.

1 coniglio di circa 1 kg.
1 cipolla  tagliata a cubetti
rosmarino, salvia, alloro tritati
Qualche rametto di prezzemolo
1 spicchio d'aglio
1 bicchiere di vino bianco secco
2 bicchieri di brodo o di acqua calda
300 g di funghi porcini
Sale q.b.
Olio extravergine d’oliva q.b.


Procedimento

In una casseruola versate 4 cucchiai d’olio, scaldate leggermente e unite il coniglio tagliato a pezzi. Lasciate rosolare a fuoco vivo per qualche minuto facendo rosolare  la carne da tutti i lati. Salate e unite la cipolla tagliata e lo spicchio d’aglio. Lasciate dorare lentamente, poi sfumate con il vino e fatelo evaporare, parzialmente, a fuoco alto, spolverizzate gli aromi e aggiungete il brodo caldo.


Fate cuocere per circa un’ora a fuoco basso e a pentola coperta.
Nel frattempo raschiate il gambo dei funghi ed eliminate la terra con un panno inumidito o con della carta da cucina inumidita. (i funghi non vanno lavati sotto l'acqua corrente perché si impregnerebbero troppo) . Tagliate a cubetti i gambi e a spicchi le cappelle.
 Lavate, sgrondate e tritate il prezzemolo.
Trascorsa l’ora di cottura del coniglio, unite i funghi, ancora un po’ di brodo caldo e proseguire  la cottura per altri 10 minuti, unite il prezzemolo tritato, continuate la cottura per altri 5 minuti.

Buon appetito!







lunedì 12 ottobre 2015

Crostata di pere

La pera è un ottimo frutto, facilmente  digeribile, molto adatta all’alimentazione dei bambini e degli anziani. E’ ricca di sali minerali, quali calcio, fosforo, potassio. Contiene vitamina C  e carboidrati semplici. Ricca di fibre, è utile per il corretto equilibrio intestinale.




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Ingredienti per una tortiera di 26 cm

250 gr di farina
125 gr di burro a temperatura ambiente
125 gr di zucchero
2 tuorli d’uovo a temperatura ambiente
1 bustina di lievito per dolci
1 buccia di limone bio raschiata

Procedimento
Mescolate lo zucchero, il lievito, la raschiatura del  limone, la farina e un pizzico di sale. Incorporate il burro ammorbidito e quando sarà ben amalgamato unite i tuorli e lavorate il tutto rapidamente. 


Non lavorate troppo la pasta e lasciatela riposare per 2 ore in luogo fresco.
Accendete il forno a 180°
Stendete la pasta inserendola tra due fogli di carta da forno fino a raggiungere uno spessore di ½  cm. 


Deponete la pasta nella tortiera imburrata. Ritagliate quella in eccesso e ricavate delle strisce di circa 1 cm di larghezza.
Riempite l’interno di confettura di pere.
Disponete i nastri di pasta incrociati sulla superficie e pennellateli con il rosso d’uovo sbattuto con un cucchiaino d’acqua. Infornate per 30/35 minuti.
Lasciate raffreddare



Buon appetito!


Nota: Se la volete più colorita, prima d’infornarla pennellate i nastri di pasta e il bordo con un  rosso d’uovo sbattuto con un cucchiaino d’acqua.



giovedì 8 ottobre 2015

Confettura di pere

Mi hanno regalato tantissime pere e così ho deciso di fare la confettura, anzi di farne due leggermente differenti.
La differenza tra la confettura e la marmellata consiste nel quantitativo di zucchero impiegato. Nelle confetture corrisponde alla metà del peso della frutta, nelle marmellate il peso è identico.
Le confetture, come le marmellate, sono semplicissime da preparare, ma bisogna porre molta attenzione ai contenitori che devono essere sempre ben lavati con acqua bollente e sterilizzati prima dell’utilizzo; i coperchi devono essere nuovi per garantire la chiusura ermetica.
Per sterilizzarli potete utilizzare vari metodi, personalmente utilizzo il seguente:

Accendo il forno a 130 gradi (non di più perché si rischia di rompere il vetro) posiziono i vasetti e i coperchi assicurandomi che non si tocchino. Chiudo il forno e li lascio li per 20/25 minuti. Trascorso il tempo, li tolgo usando i guanti e invaso la confettura caldissima, poi chiudo ermeticamente e lascio raffreddare su dei sottopentola. Lo sbalzo di temperatura potrebbe far rompere i vasetti.





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Prima ricetta

Ingredienti per 4 vasetti da 250 gr

1 kg di pere
500 gr di zucchero di canna
2 limoni bio non troppo grandi 
2 chiodi di garofano (facoltativi)
Un pizzico di cannella (facoltativa)


Procedimento

Lavate bene le pere, sbucciatele, dividetele in quattro, eliminatela parte centrale con i semi e tuffatele in un recipiente pieno d’acqua in cui avrete aggiunto il succo di un limone.
Completata questa fase, tagliate a pezzi le pere sgocciolate e mettetele in una pentola d’acciaio (non utilizzate mai le pentole d’alluminio per preparare confetture, marmellate o verdure da conservare), unite lo zucchero, il succo limone rimasto, i chiodi di garofano, la cannella e parte della buccia del limone, solo la parte gialla (quella bianca è amara), tagliata a striscioline sottili.


Fate cuocere a fuoco bassissimo e a pentola coperta, mescolando spesso, nel caso le pere fossero molto asciutte, aggiungete un po’ d’acqua. Dopo circa un’ora, quando il liquido si sarà quasi completamente asciugato,  frullate tutto con il mixer, rimettete sul fuoco e fate cuocere fino a quando la confettura sarà bella soda. Per verificare il giusto grado di consistenza,mettetene un po’ in un cucchiaio e inclinatelo leggermente, non deve colare.


Invasate la marmellata bollente e chiudete subito ermeticamente i vasetti. Metteteli a raffreddare su di un sottopentola. Quando saranno freddi premendo nel centro del tappo non dovete sentire nessun clic, il coperchio deve essere assolutamente piatto. Avrete così la certezza che si è formato il sottovuoto. Nel caso sentiate al centro del tappo il caratteristico clic, sterilizzateli. Metteteli in una pentola ricoperti d’acqua ( circa 4 cm sopra il tappo), divisi da strofinacci puliti per evitare che sbattendo si rompano e fateli bollire per 10 minuti. Lasciateli raffreddare nell’acqua, poi scolateli, asciugateli bene. A questo punto dovrebbero essere a posto e poneteli in dispensa al fresco e al buio.


Seconda ricetta
Questa ricetta varia rispetto alla prima solo per l’aggiunta di mezzo bicchiere di Porto prima di far cuocere le pere e di due cucchiai di cacao amaro quando avrete frullato la confettura, prima di farla cuocere ancora fino a raggiungere la densità voluta.



Attenzione: Durante la cottura l’alcool contenuto nel Porto evapora completamente, quindi la confettura può essere tranquillamente consumata anche dai bimbi o dagli astemi.






martedì 6 ottobre 2015

Torta di grano saraceno e cocco- Gluten free



Il grano saraceno non appartiene alla famiglia delle graminacee, ma a quella delle Poligonacee e quindi non contiene glutine, per questo motivo può essere consumato da chi ha problemi di celiachia.
La pianta è originaria dell’Asia e fu introdotta in Europa dai Turchi (da qui il nome di grano saraceno) e dai Crociati nel XIII secolo.
Attualmente la sua coltivazione è diffusa nell’Europa nord orientale dove il suo uso è molto diffuso. In Italia si coltiva nel Sud Tirolo e in Valtellina dov’è utilizzato per la preparazione dei famosi pizzoccheri e della polenta taragna.
E’ un alimento ricco di ferro e sali minerali, di vitamina B ed E. Contiene anche buone quantità d’aminoacidi essenziali e il valore biologico delle sue proteine è paragonabile a quello delle proteine della carne e della soia.



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Ingredienti per 4 persone:

225 g di farina di grano saraceno
100 gr di fecola di patate
100 g di farina di cocco
100 g di zucchero a velo
2 cucchiai di zucchero di canna o semolato
250 ml di latte a temperatura ambiente
2 uova a temperatura ambiente
100 g di burro ammorbidito a crema
1 limone bio
1 pizzico di sale
1 bustina di lievito per dolci

Procedimento



Accendete il forno e portatelo ad una temperatura di 180°C.
Imburrate ed infarinate una tortiera di 24/25 cm di diametro.
In una ciotola versate le farine, la fecola di patate, lo zucchero a velo e un pizzico di sale.
Mischiate con una frusta e unite il burro ammorbidito. Inglobatelo bene poi unite la buccia grattugiata del limone (attenzione a non prendere la parte bianca che renderebbe amara la preparazione),le uova e il latte e lavorate molto bene l’impasto aiutandovi con delle fruste elettriche. Quando l’impasto sarà ben gonfio e omogeneo unite il lievito e amalgamate molto bene.



Versate il tutto nella tortiera, cospargete con lo zucchero di canna ed infornate per 30/35 minuti. 


Per controllare che la cottura sia ottimale, inserite uno stecchino nella torta, se uscirà perfettamente pulito, senza residui d’impasto vorrà dire che la torta è cotta.
Sfornate e lasciate raffreddare su di una gratella.
Ottima da inzuppare nel latte a colazione o da merenda.
Volendo potete dividerla a metà e farcirla con della marmellata o del cioccolato o una crema pasticcera, o con quanto la vostra fantasia vi suggerisce.





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