giovedì 17 dicembre 2015

Agnolotti del plin con fonduta

L’agnolotto del plin  riconosciuto da anni come Prodotto Agrolimentare Tradizionale fa parte del bagaglio culturale delle Langhe legato al buon cibo. Il suo nome deriva dal “pizzicotto” che manualmente viene dato per chiudere il ripieno all’interno della sottile pasta sfoglia. Ogni singolo agnolotto risulta così unico e diverso a riprova della sua artigianalità. La sua preparazione, "pizzicotto" a parte è come quella del classico agnolotto piemontese , variano i ripieni. Esistono vari tipi di questo particolare agnolotto: il classico di carne e verdura, particolarmente prelibato e ricercato, quello di sola carne sempre di razza bovina piemontese,quello di sole verdure da servire con un sughetto leggero di pomodoro. Il plin di Robiola di Roccaverano, quello al brasato al barolo, quello di brasato di vitello e tartufo, di fonduta e tartufo e infine quello di gallina bionda. 

 


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Ingredienti per 4 persone

 

 500 gr di agnolotti del plin di vitello e tartufo
 200 gr di fontina
Latte q.b.
40 g di burro
2 tuorli
Sale q.b.



Procedimento


Tagliate il formaggio a dadini e mettetelo in un recipiente alto e stretto e coprite a filo on il latte. Lasciate riposare per circa 12 ore. Sgocciolate il formaggio. Mettete in una casseruolina la metà del latte d’infusione e il burro e mescolate a fuoco  bassissimo finché si sarà amalgamato, unite la fontina e continuate a mescolare finché il composto inizierà a filare, Regolate di sale. Cominciate a cuocere gli agnolotti.  Togliete dal fuoco la fonduta e amalgamate molto bene un tuorlo e poi il secondo.
Scolate gli agnolotti e conditeli subito con la fonduta.
Buon appetito.


Consiglio:
per non fare impazzire la fonduta, prima di unire il burro, stemperate nel latte un cucchiaino di fecola  o di farina e mescolate energicamente.







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