martedì 23 dicembre 2014

BUON NATALE

TU
CHE NE
DICI O SIGNO-
RE SE QUESTO
NATALE FACCIO UN
BELL’ALBERO DENTRO IL MIO
CUORE E CI ATTACCO,
INVECE DEI REGALI, I NOMI DI
TUTTI I MIEI AMICI? GLI AMICI LON-
TANI E VICINI. GLI ANTICHI ED I
NUOVI. QUELLI CHE VEDO TUTTI I
GIORNI E QUELLI CHE VEDO DI RADO,
QUELLI CHE RICORDO SEMPRE E QUELLI CHE
A VOLTE RESTANO DIMENTICATI.
QUELLI COSTANTI E QUELLI INTERMITTEN-
TI. QUELLI DELLE ORE DIFFICILI E QUELLI DELLE
ORE ALLEGRE. QUELLI CHE, SENZA VOLERLO, HO
FATTO SOFFRIRE E TUTTI QUELLI CHE, SENZA
VOLERLO, MI HANNO FATTO SOFFRIRE. QUELLI CHE
CONOSCO PROFONDAMENTE E QUELLI DEI QUALI CO-
NOSCO SOLO LE APPARENZE, QUELLI CHE MI DEVONO POCO E
QUELLI AI QUALI DEVO MOLTO. QUELLI DEI MIEI AMICI SEMPLICI
E QUELLI DEI MIEI AMICI IMPORTANTI, I NOMI DI QUELLI CHE
SONO GIA’ PASSATI NELLA MIA VITA. UN ALBERO CON RADICI
MOLTO PROFONDE, AFFINCHE’ I LORO NOMI NON ESCANO MAI DAL
MIO CUORE. UN ALBERO DAI RAMI MOLTO GRANDI AFFINCHE’ I NUOVI NOMI
VENUTI DA TUTTO IL MONDO SI UNISCANO AI GIA’ ESISTENTI. UN ALBERO CON
UN’OMBRA MOLTO GRADEVOLE AFFINCHE’ LA NOSTRA AMICIZIA
SIA UN MOMENTO DI RIPOSO DURANTE LA NOTTE
DELLA VITA.
BUON NATALE
E BUON ANNO!



lunedì 22 dicembre 2014

BUON NATALE



E’ Natale



E' Natale ogni volta
che sorridi a un fratello
e gli tendi la mano.
E' Natale ogni volta
che rimani in silenzio
per ascoltare l'altro.
E' Natale ogni volta
che non accetti quei principi
che relegano gli oppressi
ai margini della società.
E' Natale ogni volta
che speri con quelli che disperano
nella povertà fisica e spirituale.
E' Natale ogni volta
che riconosci con umiltà
i tuoi limiti e la tua debolezza.
E' Natale ogni volta
che permetti al Signore
di rinascere per donarlo agli altri.

Madre Teresa Di Calcutta
 Tantissimi Auguri !!!!!!!

domenica 21 dicembre 2014

Risotto al Castelmagno D.O.P., miele e noci

Il formaggio Castelmagno è un'eccellenza della Val Grana. Situata nel Piemonte occitano, la Val Grana è una piccola vallata che si snoda dolcemente tra le Valli Stura e Maira. Il pendio è lieve nel tratto iniziale e accompagna il turista che attraversa paesi e antiche borgate che si affacciano sul torrente Grana. Ampie distese boschive di castagni, faggi e conifere seguono il percorso della strada in un paesaggio che sembra rimasto intatto nei secoli.   A Castelmagno la Valle si apre in tutto il suo fascino alpino: uno spettacolo della natura che nelle giornate estive invita a ritemprarsi dalle fatiche della routine quotidiana.
La Cooperativa "La Poiana - Valle Grana" nasce nel 1998 e nello stesso anno il Castelmagno ottiene il prestigioso riconoscimento D.O.C. La Cooperativa ha contribuito a fondare e valorizzare il Consorzio di Tutela del Formaggio Castelmagno. La produzione principale è concentrata sul formaggio Castelmagno di cui la cooperativa è il maggiore produttore. I prodotti vengono lavorati secondo metodi tradizionali, senza l’uso di fermenti e pastorizzazioni, utilizzando fascere di legno e la stagionatura in grotte naturali.
Prodotto con il latte vaccino crudo proveniente da un minimo di due a un massimo di quattro mungiture consecutive, cui può essere aggiunta una piccola quantità di latte ovino o caprino, il Castelmagno D.O.P. si caratterizza per l’inconfondibile pasta friabile, dal colore perlaceo con venature bluastre.
Un primo piatto raffinato, ideale per le grandi occasioni.


LE IMMAGINI E I TESTI PUBBLICATI IN QUESTO SITO SONO DI PROPRIETA' DELL'AUTORE E SONO PROTETTI DALLA LEGGE SUL DIRITTO D'AUTORE N. 633/1941 E SUCCESSIVE MODIFICHE. COPYRIGHT © 2010-2020 TUTTI I DIRITTI RISERVATI A IL POMODORO ROSSO DI MARIA ANTONIETTA GRASSI


Ingredienti per 4 persone:
320 g di riso Carnaroli
1 scalogno
1 lt di brodo vegetale salato
Vino bianco piemontese Gattinara DOCG
250 g di Castelmagno D.O.P.
2 cucchiai di miele d’acacia
Olio extravergine d’oliva q.b.
30 gr di burro
Noci q.b.

Procedimento
Grattugiate 200 gr di Castelmagno e scagliate il rimanente. Sgusciate le noci e tritatele grossolanamente. In una casseruola mettete due cucchiai d’olio e aggiungete lo scalogno tritato fine e fatelo rosolare dolcemente. Aggiungete il riso e tostatelo bene, poi sfumate con il vino. Dopo che il vino si sarà consumato, unite 100 gr di Castelmagno e due mestoli di brodo vegetale caldo e continuate la cottura rimestando spesso e aggiungendo il brodo caldo quando il riso si asciuga troppo. Quando sarà quasi cotto, unite il rimanente formaggio grattugiato e il miele. Terminate la cottura. Mantecate (a fornello spento) con il burro e il Castelmagno a scaglie. Impiattate e spargete sopra il riso, le noci tritate e un filo di miele. Servite subito e buon appetito.





venerdì 19 dicembre 2014

Ravioli di zucca, cime di rapa e prosciutto crudo

Oggi ho deciso di mettere a posto la dispensa e mi è capitato tra le mani un sacchetto mezzo vuoto di farina, ho anche un po' di come di rapa, una fetta di zucca e del prosciutto in scadenza. Che fare? Ravioli con prosciutto, cime di rapa e zucca!

Questo meraviglioso ortaggio, tipicamente autunnale ha, molto probabilmente, origini centro americane: i semi più antichi sono stati ritrovati in Messico e risalgono a oltre 4.000 anni fa. Furono i nativi americani, per cui la zucca era un alimento base della dieta, a insegnare la loro coltivazione ai primi coloni che la portarono in Europa insieme al mais, al tabacco, ai peperoni e alle patate.  La zucca appartiene alla famiglia delle Cucurbitaceae, la stessa delle zucchine, che non sono altro che il frutto immaturo. Il ciclo vitale della pianta è annuale, si coltivano in primavera-estate e la raccolta è tipicamente autunnale.
Le qualità nutrizionali della zucca sono molteplici, contiene vitamina E, C, acido folico, pro-vitamina A, vitamine del gruppo B. Sali minerali come potassio, fosforo, ferro e magnesio, e infine i caroteni cui deve lo splendido colore arancione.
I carboidrati ammontano al 3,5% e l’indice glucidico è basso per cui, nonostante il gusto dolcissimo è l’ortaggio più efficace per controllare il metabolismo degli zuccheri, il suo consumo è quindi indicato per i diabetici e gli ipertesi.
“Inoltre il suo consumo può contribuire a riparare le cellule pancreatiche danneggiate dal diabete” (Dott. Ciro Vestita- nutrizionista.)
Infine, la zucca, possiede proprietà digestive, diuretiche, lassative e rinfrescanti.
In fitoterapia sono utilizzati i semi che contengono cucurbitina, tocofenoli, tocotrienoli, steroidi (1%) proteine, pectine e olio grasso e modeste quantità di Sali minerali quali manganese, zinco, selenio e rame.





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Ingredienti per 4 persone:

Per la pasta
300 g di semola rimacinata
3 uova
1 cucchiaio d’olio extravergine d’oliva
Un cucchiaino di sale fino

Per l’impasto
1 kg di zucca non troppo acquosa
300 gr di cime di rapa
150 gr di prosciutto crudo
150 gr di Parmigiano Reggiano
2 cucchiai di pangrattato
Noce moscata q.b.
Maggiorana e timo q.b.
Sale e pepe q.b.

Per condire:
Burro q.b.
Parmigiano Reggiano q.b.

Procedimento

Mettetela farina sulla spianatoia facendo la classica fontana e inserire al centro le uova, il cucchiaio d’olio e il sale. Partendo dal centro, inglobate lentamente tutta la farina, poi impastate fino ad ottenere un composto morbido. Mettetelo a riposare, coperto, per un’ora. 




Nel frattempo preparate il ripieno.
Lavate la zucca e fatela cuocere al forno a 180°C per circa 20 minuti (dovrà essere bella morbida).
Pulite le cime di rapa e fatele cuocere in pochissima acqua. Strizzatele bene.
Tritate con il mixer il prosciutto crudo, grattugiate il Parmigiano Reggiano.
Spelate la zucca e frullatela insieme alle cime di rapa. Mettete tutto in una ciotola capiente,






Unite il prosciutto crudo, il Parmigiano, il pangrattato, la noce moscata e un po’ di maggiorana e timo, una grattata di pepe. Mischiate bene e assaggiate per verificare se, eventualmente, è il caso di salare (il prosciutto è già molto salato, quindi dà sapidità al ripieno).
Trascorso il tempo, prelevate un pezzo dell’impasto e stendetelo con il mattarello, sulla spianatoia infarinata, fino ad ottenere una prima sfoglia sottile circa 2 mm.

 
Disponete sulla prima parte della sfoglia, distanziati, dei cucchiaini del ripieno.




Ripiegate la sfoglia sul composto e, con la punta delle dita, premete intorno a tutti i mucchietti, in modo che i due strati di sfoglia si attacchino bene tra loro.





Con la rotella dentellata ritagliare i ravioli in forma quadrata o utilizzare gli appositi stampini.





Cuoceteli in abbondante acqua salata, a cui avrete aggiunto, un po’ d’olio, per 4 o 5 minuti (serve a non far attaccare la pasta).
Scolateli, conditeli con burro fuso e abbondante Parmigiano Reggiano grattugiato e servite subito.
Potete condirli, in alternativa al burro, con una fonduta di gorgonzola o di altri formaggi. Personalmente ho apprezzato tutte e due le versioni.
Buon appetito!






Consiglio: Gli scarti della pasta, friggeteli in olio e serviteli come antipasto accompagnati da bresaola, o altro salume, e gorgonzola.






mercoledì 17 dicembre 2014

Panettoncini con Auricchietto e culatello



I panettoncini gastronomici sono una variante mignon del classico panettone gastronomico, sono  facili da realizzare, belli da vedere. Quella che vi presento è una versione, ma voi potete farcirli con tutto quello che la vostra fantasia vi suggerisce.



  
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Ingredienti per circa 10 panettoncini


550 gr di farina 00
200 gr di latte a temperatura ambiente
1 bustina di lievito di birra
125 gr di burro
1 cucchiaio di zucchero
1 uovo intero e 1 tuorlo
10 gr di sale
200 gr di culatello o di prosciutto crudo
150 gr di Songino (valerianella)
150 gr di composta di pere per formaggi

Procedimento
In una ciotola ponete la farina con lo zucchero e il lievito e amalgamate bene. Aggiungete il latte e iniziate ad impastare. Unite le uova, il burro a temperatura ambiente e ridotto a crema e il sale. Impastate con cura fin o ad ottenere un composto liscio, omogeneo e morbido. Lasciate riposare 20 minuti poi dividete, delicatamente, l’impasto in dieci pezzi, fateli rotolare delicatamente tra le mani (pirlatura) e metteteli negli appositi pirottini da panettone. Preparate la miscela per lucidarli unendo un paio di cucchiai di latte al tuorlo d’uovo e un pizzico si sale. Spennellate i panettoncini, coprite e lasciateli lievitare ancora per 30/40 minuti.
Accendete il forno, in modalità statico, a 180° e quando avrà raggiunto la temperatura infornateli per venti minuti.
Una volta sfornati e raffreddati tagliate i panettoncini in quattro o cinque fette.
Spalmate di ognuna la composta di pere, poi farcite con un po’ di songino, una fetta di Provolone Auricchietto , con un po’ di culatello, sovrapponete la fetta successiva e ripete il procedimento fino ad ultimare le fette. Ricomponete il panettoncino, tagliate, con una forma per biscotti a stella, il provolone e mettete sulla calottina un po’ di culatello e la stella di formaggio, fermate tutto con uno spiedino.
Potete prepare i panettoncini il giorno prima, per poi conservarli, quando sono freddi, in un sacchetto di plastica ben chiuso per evitare che si secchino.




martedì 16 dicembre 2014

Calamari in umido con fagioli cannellini


Il calamaro appartiene alla famiglia dei molluschi e lo troviamo nel mar Mediterraneo e nell’Atlantico Orientale. Possiede un corpo allungato e fusiforme, con due pinne apicali e testa con tentacoli, ventose, occhi e bocca. Nell’interno del corpo troviamo la conchiglia cornea (una lisca trasparente a forma di lancia) e gli organi interni. Il colore è rossiccio - rosato, con sfumature brune. Le dimensioni variano fra i 15 e i 30 cm. Le sue carni sono delicate e saporite. Assomiglia molto al totano da cui si differenzia per la posizione delle pinne apicali: nel totano sono corte e partono dall’estremità del corpo, nel calamaro sono inserite più in alto e occupano metà corpo. Lo possiamo trovare tutto l’anno sia fresco sia surgelato. Possiede poche calorie (68 kcal per 100 gr), ma è ricco di sali minerali quali magnesio, fosforo, potassio, sodio, calcio e vitamina A, contiene pochi grassi e un buon quantitativo di proteine. Una caratteristica tipica di questo mollusco e lo spruzzo di liquido nero che rilascia se disturbato.



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Ingredienti per 4 persone:

500 gr di calamari
500 gr di fagioli cannellini in scatola
250 gr di pelati
1 cipolla bianca
1 spicchio d’aglio
Qualche rametto di prezzemolo
Origano, maggiorana, timo q.b.
Sale q.b.
1 pezzetto di peperoncino

Procedimento

 PULIZIA DEI CALAMARI

La prima cosa da fare è pulire i calamari, procedete quindi in questo modo:

Staccate i tentacoli dal corpo (sacca).
Asportate le interiora e la penna cartilaginosa trasparente infilando un dito nella sacca.
Se non vi piace la pelle, eliminatela insieme con le pinne laterali.
Passate poi alla pulizia della testa dei calamari:
Tagliate appena al di sotto degli occhi. Gettate la parte sovrastante e tenete i tentacoli.
Eliminate dai tentacoli il becco (rostro), posto al centro e scartatelo.
Terminata la pulizia, lavate bene, sotto l’acqua corrente, le sacche e i tentacoli.
Tagliate le sacche ad anelli.
Tritate il prezzemolo con l’aglio.
Versate un po’ d’olio in una padella, unite la cipolla mondata e tagliata a rondelle sottili. Lasciatela stufare dolcemente, poi unite il peperoncino, gli anelli e i tentacoli dei calamari e fateli soffriggere per un paio di minuti.


Aggiungete  i pelati tagliati a pezzetti, la conserva, l’origano, la maggiorana, il timo e il sale. Lasciate cuocere per 10/15 minuti poi unite il trito di prezzemolo e aglio e i fagioli scolati dal liquido. Continuate la cottura ancora per 5  o 6 minuti. Servite accompagnato da crostini di pane.
Buon appetito!


lunedì 15 dicembre 2014

Festeggiare Natale e Capodanno? Agriturismo Turina


Avete già pensato a dove trascorrere le vacanze di Natale o il capodanno? No? Allora permettetemi di darvi un consiglio. Qualche mese fa ho trascorso un meraviglioso weekend con mio marito e un gruppo di amici foodblogger in questo splendido agriturismo.


L’agriturismoTurina si trova sulla collina di Bricherasio, immerso in un paesaggio bucolico tra orti e frutteti, incorniciato dalle Alpi e con uno splendido panorama. Alberi, animali, frutti, persone, cose, sono compagni di viaggio e offrono i loro colori, le loro voci, i loro profumi perché l’ospite amico conservi a lungo il gusto dell’incontro. E’ collocato in una posizione strategica, a pochi chilometri da Torino, dalla Reggia di Venaria,  dalle cittadine di Pinerolo, Saluzzo, Racconigi ed è a ridosso delle Langhe, patrimonio dell’Unesco.
Da un vecchio fienile ristrutturato, sono stati ricavati nove appartamenti, strutturati in maniera da rendere il soggiorno confortevole, indipendente, rilassante che consentono di viaggiare in un tempo e in uno spazio in cui la terra, la luce, l’acqua, l’aria, segnano il ritmo della vita, della natura, delle stagioni. 


E’ un punto di partenza ideale per chi ama la mountain bike con percorsi segnalati e possibilità di accompagnatori così come per chi pratica il fit-walking. Per i più temerari è possibile richiedere lezioni di kayak, canoa, rafting facendo riferimento al centro Free Flow di  Francesco Salvato (campione del mondo in questa disciplina). Per chi, invece, ama camminare per conoscere e scoprire le nostre montagne,  può percorre le valli, i sentieri e le vette. Le Alpi Cozie offrono scenari unici: pascoli, fortificazioni, rifugi alpini, boschi e laghi. Il Monviso, il Re di Pietra…

Si fornisce la prima colazione direttamente in appartamento (in un paniere), oppure, per gruppi o per stranieri, viene servita nel salone dove s’inizia la giornata splendidamente, gustando una deliziosa colazione, accanto al fuoco scoppiettante nel camino, con le torte e le marmellate preparate dalla signora Rossana e dalla sua attivissima e dolcissima mamma.


 





Potrete festeggiare con semplicità e con lo stesso calore della vostra casa, ma in perfetta tranquillità con una splendida vista e godendosi, a distanza, i fuochi d’artificio della pianura sottostante fino a Torino, ma senza rumori assordanti.
L’Agriturismo Turina è anche azienda agricola e rientra in un importante progetto di accorpamento e bonifica di piccoli appezzamenti collinari, realizzato negli anni da Bruna e Cesare. L’obiettivo è stato raggiunto con l’importante impianto di actinidia o più comunemente KIWI, che vanta circa tremila piante con produzione BIO certificata.




La pianta del kiwi é una specie originaria della Cina. Fu poi il Sig. Hayward (da qui il nome della varietà più conosciuta) a creare un nuovo innesto e ad impiantarla in Nuova Zelanda che col tempo è divenuta il principale produttore mondiale.
Dall’inizio degli anni ’60 si sono registrati i primi significativi investimenti in Italia (in particolare in Piemonte), dove nel 2006 la produzione ha superato quella della Nuova Zelanda.
Ricco di fibre, il frutto del Kiwi dal caratteristico colore verde è mediamente calorico: il contenuto di vitamina C è superiore a quello delle arance, limoni e pompelmi. Ha proprietà diuretiche, dissetanti, rinfrescanti e depurative e favorisce le difese naturali dell’organismo.






Agriturismo Turina
Strada Tagliarea 16
10060 Bricherasio (TO)
Italy
EMAIL: relax@agriturismoturina.it
TEL./FAX: +39 012159257
MOBILE: +39 3355915661


www.agriturismoturina.it

E a proposito di Kiwi...vi lascio due link alle ricette

Crema di kiwi




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